Utilitalia, Legambiente e Consumers’ Forum uniscono le forze per arrivare all’eliminazione dei Pfas. Le tre organizzazioni hanno firmato a Roma, presso il Senato della Repubblica, il manifesto “Verso l’eliminazione dei Pfas”, con l’obiettivo di rafforzare l’impegno comune su una delle sfide ambientali e sanitarie più complesse degli ultimi anni. L’obiettivo è tutelare i diritti dei cittadini con azioni concrete.
I Pfas comprendono oltre 10.000 sostanze chimiche sintetiche utilizzate per rendere i materiali resistenti e durevoli. L’industria li impiega in numerosi rivestimenti e prodotti di uso quotidiano. La loro elevata stabilità chimica li rende però persistenti nell’ambiente e difficili da degradare, con possibili effetti sulla salute e ricadute sulla gestione dei servizi pubblici. Negli ultimi anni diverse istituzioni internazionali hanno introdotto linee guida sempre più stringenti per limitarne la diffusione.
Firmato da Utilitalia, Legambiente e Consumers’ Forum il manifesto “Verso l’eliminazione dei Pfas”
“I gestori del servizio idrico – spiega Barbara Marinali, vicepresidente vicario di Utilitalia – monitorano costantemente la presenza dei Pfas nelle acque che distribuiscono e hanno avviato investimenti importanti per il loro abbattimento, avvalendosi delle migliori tecnologie disponibili a tutela della salute pubblica. Con questo Manifesto, la Federazione intende sostenere l’impegno degli operatori del servizio idrico nella gestione di un problema la cui soluzione non può che essere la prevenzione. Sono necessarie l’eliminazione totale dei Pfas e l’applicazione del principio ‘chi inquina paga’: i costi non possono ricadere esclusivamente sugli operatori dei servizi idrici, quindi sulle tariffe a carico dei cittadini”.
Il Manifesto promuove un approccio basato su evidenze scientifiche e dati certi e punta sulla collaborazione tra imprese, istituzioni, associazioni e cittadini. Tra le azioni indicate figurano l’eliminazione e la progressiva sostituzione dei Pfas con alternative più sicure, insieme alla definizione di un quadro normativo di medio-lungo periodo capace di orientare l’innovazione industriale verso soluzioni sostenibili.
Il documento richiama anche l’applicazione del principio “chi inquina paga”, per evitare che i costi della gestione e del trattamento ricadano sulla collettività. I firmatari chiedono inoltre di rafforzare le tecnologie per la riduzione dei Pfas nei sistemi di trattamento delle acque e dei rifiuti e di sostenere la transizione del sistema industriale e dei gestori dei servizi, anche attraverso strumenti finanziari dedicati.
Il documento chiede la sostituzione di queste sostanze usate dall’industria con altre più sicure
“Il manifesto rappresenta per Legambiente un nuovo e importante punto di partenza: l’avvio di una collaborazione che rafforza e rinnova l’impegno dell’associazione nel contrastare la piaga dei Pfas, in piena continuità con le vertenze che da anni portiamo avanti nei territori maggiormente colpiti”, sostiene Stefano Ciafani, presidente nazionale Legambiente. “Vogliamo trasformare l’esperienza maturata sul campo in un’azione condivisa e capace di incidere in modo strutturale, assumendoci una responsabilità chiara verso comunità, ambiente e generazioni future. Al centro resta un principio per noi imprescindibile: ‘chi inquina paga’, perché i costi dell’inquinamento non possono ricadere sui cittadini ma su chi ha generato il danno”.
Il manifesto sostiene infine un’armonizzazione delle normative a livello europeo basata sul principio di precauzione e sulle conoscenze aggiornate del regolamento Reach (Registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche), uno degli strumenti principali dell’Unione europea per la gestione del rischio chimico.
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“Come Consumers’ Forum – evidenzia il presidente Furio Truzzi – siamo molto felici di promuovere l’adesione al Manifesto dei nostri soci che lo desiderano e di quante altre associazioni dei Consumatori del Cncu e imprese non associate che lo vorranno. Lo scopo comune, insieme a Utilitalia e Legambiente, è quello di contribuire a diffondere la sostenibilità ambientale e sociale e nella tutela dei diritti dei cittadini, promuovendo iniziative comuni per ridurre e sostituire i Pfas, consapevoli che la portata di questa sfida richieda il contributo più ampio possibile”.
All’evento sono intervenuti anche Valeria D. Di Giorgi Gerevini, in rappresentanza del Ministero della Salute, Giuseppe Bortone, direttore del Dipartimento Ambiente e Salute dell’Istituto superiore di sanità, e Luca Lucentini, direttore del Centro nazionale per la sicurezza dell’acqua dell’ISS.
