Rigenerazione urbana, Urwan è un progetto di cooperazione transnazionale coordinato da Anci nell’ambito del programma Interreg Euro-Med. Avviato lo scorso gennaio con un finanziamento di 2,2 milioni di euro e la collaborazione di nove partner internazionali, il progetto mira a testare soluzioni integrate per rendere le città più resilienti ai cambiamenti climatici e offrire strumenti utili ai decisori politici. Le attività operative si concluderanno il 30 giugno 2026.
Rigenerazione urbana, i partner del progetto Urwan
Il progetto coinvolge tre partner italiani:
- Anci Lazio, capofila del progetto
- Iridra, partner tecnologico con competenze specifiche nelle soluzioni basate sulla natura (Firenze)
- Svimed: Centro europeo per lo sviluppo ecosostenibile con sede a Ragusa
Sei partner internazionali includono:
- Medcities: Rete delle città costiere del Mediterraneo (Barcellona)
- ZRS Bistra Ptuj: è un centro di ricerca scientifica in Slovenia
- Comune di Larnaka (Cipro)
- Energy & Water Agency: Agenzia per l’acqua e la ricerca di Malta
- la Città di Sarajevo in Bosnia-Erzegovina
- Make it Better: è una associazione portoghese che si occupa di innovazione ed economia sociale
Oltre ai partner diretti, Urwan conta su 16 partner associati, tra comuni, fondazioni e associazioni, interessati a partecipare ad alcune attività o a conoscere le strategie per implementare queste soluzioni.

Rigenerazione urbana, obiettivi del progetto Urwan
Piantare alberi tout court non è sufficiente a mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici nelle aree urbane. Anzi. Interventi spot possono comportare sprechi di fondi pubblici e risorse naturali, senza risultati concreti.
“I comuni italiani sono chiamati oggi a sviluppare sempre più aree verdi urbane. Di conseguenza diventa una esigenza fondamentale la gestione intelligente delle risorse che abbiamo a disposizione nelle nostre città. E quando parliamo contrasto ai cambiamenti climatici, l’acqua è una delle principali risorse di cui tenere conto”, afferma Andrea Vignoli, coordinatore del progetto Urwan. Dall’altro lato, “bisogna capire quali sono le problematiche che ostacolano ancora oggi l’applicazione delle Nature-based solutions (Nbs)“. Tetti verdi, giardini verticali, orti urbani, bio-canali L’obiettivo è superare queste barriere e integrare le Nbs nello sviluppo urbano futuro delle nostre città”.
Vignoli cita ad esempio i vantaggi principali di di muri verdi e giardini verticali:
- Qualità dell’aria: producono ossigeno e catturano CO2, migliorando la qualità dell’aria.
- Biodiversità urbana: aumentano la biodiversità nelle aree urbane.
- Effetto isola di calore: riduzione dell’effetto isola di calore.
- Inquinamento acustico: attenuano l’inquinamento acustico grazie all’effetto fonoassorbente della vegetazione.
- Consumo energetico: riduzione del consumo energetico degli edifici.
- Rigenerazione urbana: contribuiscono alla rigenerazione urbana e abbelliscono le facciate degli edifici degradati.
- Benefici sociali: creano spazi di comunità e socializzazione.

Urwan, tre attività pilota
Urwan prevede lo sviluppo di tre attività pilota, ciascuna delle quali testerà diverse soluzioni in contesti specifici, partendo dallo stesso principio: trasformare un edificio da consumatore di acqua a produttore di acqua e utilizzare questa risorsa per il verde pubblico.
- Roma: Nel quartiere di Spinaceto, municipio IX, su un edificio multifunzionale del comune. Verranno utilizzati rain garden e sistemi di trattamento delle acque grigie che provengono dai lavandini per irrigare un giardino interno e un parco urbano.
- Cuba, Portogallo: Su un edificio pubblico utilizzato da varie associazioni locali, sarà realizzata una zona umida e un giardino verticale per trattare anche le acque nere, recuperando inoltre le acque piovane per irrigare spazi verdi esistenti e nuovi.
- Larnaka, Cipro: Una facciata verde con fitodepurazione e un giardino verticale tratteranno le acque delle docce e dei lavandini della spiaggia, che saranno poi riutilizzate per le cassette di scarico dei WC.
Queste soluzioni serviranno come “dimostratori” a cielo aperto, con dati di monitoraggio che misureranno l’impatto delle Nbs e supporteranno il trasferimento delle conoscenze ai decisori politici.
A fare da scuola a Urwan è stato il progetto “La parete verde di Ferla” in Sicilia: un innovativo sistema per raccogliere, trattare e riutilizzare le acque grigie dell’“Istituto comprensivo statale Valle dell’Anapo”, progettato da Iridra e realizzato dal Centro euro-mediterraneo per lo sviluppo sostenibile – Svimed nell’ambito del progetto internazionale “Nature based solutions for domestic water reuse in mediterranean countries” (Nawamed).
Il ruolo degli agronomi
Andrea Vignoli ha sottolineato, durante un webinar organizzato dal Punto Impresa digitale della Camera di commercio di Rieti Viterbo, l’importanza di coinvolgere gli agronomi nei processi di rigenerazione urbana. “È essenziale integrare la conoscenza delle specie vegetali per favorire la resilienza e la sostenibilità delle città. Gli agronomi possono contribuire significativamente alla progettazione di aree verdi che non solo migliorano la vivibilità urbana ma anche mitigano i cambiamenti climatici“.
Intanto a Roma il Comune lancia il progetto di un grande parco urbano nella capitale sul modello central park di New York: leggi qui.
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