«La semplificazione normativa resta uno dei nodi centrali della transizione energetica». Lo ha detto Andrea Prete, presidente di Unioncamere, dopo la presentazione del rapporto Green Italy 2025. E ha ricordato come il sistema camerale sia da tempo impegnato su questo fronte.
«La transizione green è uno dei temi fondamentali dei progetti annuali delle Camere di commercio. Questo impegno è testimoniato anche dalle iniziative realizzate con le risorse del Pnrr. In collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, si promuovono le comunità energetiche rinnovabili». Si tratta, ha detto, di esperienze «che mettono insieme aziende, centri commerciali, parrocchie e abitazioni per produrre energia condivisa. Questa energia è distribuita nelle diverse ore della giornata in base ai consumi», anche se persiste «il limite di un megawatt che andrebbe superato».
Unioncamere chiede norme più semplici per la transizione: il caso delle Cer
Tra gli ostacoli principali alla diffusione delle comunità energetiche, Prete ha citato proprio la complessità amministrativa e la frammentazione delle regole. Per questo, ha spiegato, è stata creata una piattaforma che accompagna le imprese passo dopo passo nel percorso necessario alla costituzione di una Cer.
Secondo il presidente di Unioncamere, la mancata semplificazione è uno dei fattori che non permettono al Paese di avanzare con la velocità necessaria verso gli obiettivi del 2030. Pur riconoscendo un’accelerazione nelle installazioni di rinnovabili, ha sottolineato che «non avviene ancora nella misura necessaria».
Prete ha poi osservato che, nonostante le Camere di commercio credano nella transizione, il clima generale intorno al tema è cambiato. Questo è avvenuto anche alla luce delle mosse di Donald Trump e dei ripensamenti in corso nell’Unione europea.
Costo dell’enegia: in Italia presso più alto degli altri Paesi europei
Sul fronte dei costi, ha ricordato che «dall’inizio dell’anno i prezzi medi dell’energia sono di 116 euro a megawattora in Italia. In confronto, sono contro gli 87 della Germania, i 65 della Francia e i 61 della Spagna: un gap competitivo importante».
Secondo Prete, la chiave per accelerare la transizione è mostrare i vantaggi concreti della svolta verde. «La maggiore spinta c’è stata quando le imprese hanno iniziato a installare pannelli fotovoltaici. Essi hanno risolto in parte il problema dei costi energetici in un momento di crisi. Quando si toccano con mano i benefici, la transizione accelera». Non a caso, tra le professioni emergenti della green economy figura quella dell’installatore di pannelli solari. «Se vogliamo rafforzare la convinzione che questa è la strada giusta — ha concluso — dobbiamo far capire che i risultati arrivano in tempi certi e rapidi».
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