In Umbria a occupare il dibattito su rinnovabili e territorio non ci sono solo i grandi impianti eolici. Nei giorni scorsi in regione è stata presentata una interrogazione su un progetto agrivoltaico da quasi 34 mw previsto tra i comuni di Castel Giorgio e Orvieto, nell’area di Citerno. Firmatario il consigliere regionale Nilo Arcudi (Tp-Uc): “Parliamo di un intervento di dimensioni molto rilevanti – spiega Arcudi – che interessa un territorio di altissimo valore agricolo, ambientale e storico-culturale, l’area di Citerno ospita infatti immobili vincolati dalla soprintendenza e rappresenta uno dei contesti più caratteristici dell’altopiano dell’Alfina”.
Arcudi chiede alla giunta regionale di “chiarire lo stato autorizzativo del progetto, di verificare come siano state valutate le osservazioni presentate e se sia stato acquisito il parere specifico della soprintendenza in relazione alla compatibilità dell’impianto con il vincolo monumentale di Citerno”, sollecitando l’apertura di un confronto con i comuni interessati, le associazioni e i residenti, al fine di “salvaguardare la vocazione agricola, storica e paesaggistica dell’area”.
Agrivoltaico: chiesti chiarimenti sull’iter e un confronto con comuni, associazioni e residenti
Nel testo dell’interrogazione vengono anche richiamate le osservazioni tecniche e legali già depositate agli atti della regione Umbria da parte della proprietà dei beni vincolati, insieme alle prese di posizione dell’associazione amici della Terra e del comitato civico Alfina viva, che evidenziano il rischio di una “compromissione irreversibile del paesaggio e dei coni visuali dell’area”.
“Lo sviluppo delle energie rinnovabili è fondamentale – prosegue Arcudi – ma non può trasformarsi in una industrializzazione incontrollata delle campagne umbre. Serve equilibrio tra sostenibilità energetica e tutela del patrimonio storico, ambientale e turistico dei nostri territori. L’Umbria – conclude – deve puntare sulle energie rinnovabili senza però sacrificare quei territori che rappresentano la nostra identità, la nostra storia e una risorsa fondamentale anche per il turismo e l’economia locale”.
