La pianificazione idrogeologica come strumento essenziale per la sicurezza del territorio e la gestione del rischio nell’Appennino Centrale. È questo il tema al centro della presentazione che l’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Centrale (Aubac) ha dedicato agli Ordini nazionali e regionali dei Geologi e degli Ingegneri, convocati presso la sede dell’Autorità per illustrare i progetti di Piano di assetto idrogeologico (Pai) distrettuale idraulico e Pai distrettuale frane, recentemente adottati.
L’incontro, svoltosi il 24 novembre, ha rappresentato un momento di confronto istituzionale sui contenuti dei nuovi strumenti pianificatori e sulle strategie di gestione del rischio idraulico da alluvione e del rischio da frana. La presenza degli Ordini dei Geologi e degli Ingegneri ha rafforzato il confronto tecnico necessario per accompagnare l’implementazione dei Pai, favorendo una collaborazione ampia tra professionisti, enti locali e istituzioni. Il dialogo avviato sarà decisivo nella fase di osservazioni pubbliche, aperta per 90 giorni, e in vista dell’approvazione definitiva prevista entro febbraio 2026.
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“Il confronto con gli Ordini e le Federazioni professionali è essenziale per rendere i Pai strumenti realmente operativi e capaci di orientare le decisioni sul territorio. I nuovi Pai distrettuali rappresentano una svolta per la sicurezza idrogeologica dell’Appennino Centrale: un quadro unico, moderno e digitalizzato che permette di superare le frammentazioni del passato e di affrontare con maggiore efficacia le sfide del cambiamento climatico. Grazie alla collaborazione con i professionisti, saremo in grado di garantire un’applicazione omogenea e una gestione del rischio sempre più consapevole, partecipata e orientata al futuro”, ha dichiarato Marco Casini, Segretario Generale di Aubac.
I Pai distrettuali rappresentano il nuovo strumento unico di riferimento per la sicurezza idrogeologica dell’intero Appennino Centrale. Superano i precedenti Pai locali e introducono regole omogenee, criteri aggiornati per la classificazione delle aree a rischio e misure di salvaguardia subito operative. Si tratta di un cambio di paradigma che garantisce una pianificazione più coordinata, efficace e trasparente, grazie anche al supporto di un sistema digitale avanzato con rilievi ad alta precisione, modelli idraulici e cartografie consultabili online tramite il Digital Twin del distretto.
*Foto di Serenapaliria, da Wikimedia Commons – Licenza CC BY-SA 4.0 (immagina adattata)
