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    Home » Tessile post-consumo, l’appello di Humana e Assoambiente: “Senza sostenibilità economica l’Epr dovrà sostenere costi ingenti”
    Circularity

    Tessile post-consumo, l’appello di Humana e Assoambiente: “Senza sostenibilità economica l’Epr dovrà sostenere costi ingenti”

    RedazioneDi Redazione28 Settembre 2026Updated:6 Ottobre 2026Nessun commento6 Min lettura
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    Impianti aperti, il convegno presso l'impianto di selezione di Humana People to People Italia
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    Per il terzo anno consecutivo, si è svolta presso l’impianto di selezione di Humana People to People Italia la tappa milanese di “Impianti aperti”, campagna promossa da Assoambiente (l’Associazione che rappresenta le imprese che operano nel settore dell’igiene urbana, riciclo, recupero, economia circolare e smaltimento rifiuti, nonché bonifiche) – con il patrocinio del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e di Ispra Snpa – che apre le porte delle infrastrutture industriali necessarie per una corretta ed efficace gestione dei rifiuti nel nostro Paese.

    L’evento ha visto grande partecipazione, riunendo oltre 60 operatori chiave del settore per analizzare l’impatto dell’imminente schema di Responsabilità estesa del produttore (Epr) e delineare strategie industriali integrate capaci di coniugare impatto ambientale e sociale, tenuta economica e tracciabilità. I lavori della giornata si sono articolati in due tavoli di confronto, seguiti dalla visita guidata al più grande centro di selezione per il riutilizzo e il riciclo del tessile post-consumo nel Nord Italia.

    Il convegno

    All’incontro sono intervenuti rappresentanti di primo piano dell’industria tessile e del settore dei servizi ambientali: Elisabetta Perrotta, direttore di Assoambiente; Simone Colombo, head of corporate sustainability di Ovs; Marco Farina, responsabile valutazione e sviluppo progetti di A2A Ambiente; Giuseppe Picerno, head of innovation and sustainability di Manteco; Andrea Ratti di Ecotessili; Inge Baars, head of sustainability di Reconomy; Niccolò Nocentini, operation manager di Erion compliance organization; unitamente ai referenti di Humana People to People Italia: la presidente Karina Bolin, il coo & development director Felipe Gana, il corporate partnership & csr manager Alfio Fontana e la csr specialist Erika Gelatti.

    Il primo panel ha offerto una rappresentazione concreta di un ecosistema tessile al completo: un dialogo aperto che ha messo attorno allo stesso tavolo l’intera catena del valore, dal produttore e brand di moda fino al consorzio Epr, passando per il mondo delle multiservizi e quello del riciclo.

    Ripercorrendo idealmente la “vita del capo”, il tavolo ha dimostrato come il settore sia già operativo attraverso alleanze di filiera e lo sviluppo di infrastrutture industriali avanzate. In questo quadro, non privo di complessità e sfide da affrontare, realtà come Humana si confermano anelli di congiunzione fondamentali per garantire tracciabilità, qualità e competenze di fronte ai nuovi paradigmi economici e normativi del settore. Lo sviluppo dell’intero settore tessile verso un’economia circolare è una sfida significativa. È essenziale attuare il cambiamento gradualmente, sfruttando al massimo le competenze nella gestione dei tessili e delle calzature post-consumo per migliorare le infrastrutture in Italia e in Europa. Ciò include la preparazione per il riuso e il riciclo e il riciclo effettivo. È inoltre importante trovare soluzioni che tengano conto della filiera globale, evitando barriere commerciali e promuovendo le filiere etiche e trasparenti.

    Il secondo panel ha ampliato lo sguardo proprio alla dimensione globale della filiera, affrontando il tema dell’esportazione degli abiti usati al di fuori dell’Europa. Attraverso il racconto e le testimonianze del viaggio sul campo condotto da Humana lo scorso luglio in Malawi con i consorzi Erion Textiles e Reconomy, è stato smontato il pregiudizio che associa l’export a sole problematiche ambientali. Nel centro di smistamento di Dapp (consociata di Humana in Malawi), grazie alla selezione accurata svolta in Italia ed Europa prima dell’esportazione e alle competenze specifiche in loco, meno dell’1% del materiale smistato è materiale non recuperabile. Questo processo virtuoso alimenta un’economia circolare reale che supporta il mercato locale, genera posti di lavoro e contribuisce a finanziare progetti socio-ambientali in loco. A livello globale, infatti, la rete Humana sostiene oltre 125.000 posti di lavoro (tra formali e informali) e non rappresenta un unicum, ma uno dei tanti player che gestiscono filiere internazionali trasparenti e verificabili. Humana ha inoltre annunciato che nel 2027 offrirà nuovamente l’occasione di visitare la filiera in loco agli stakeholder interessati.

    La visita guidata all’impianto

    L’impianto di selezione di Humana a Pregnana Milanese

    L’impianto Humana di Pregnana Milanese (Milano), attivo dal 2012 e ammodernato nel 2023, ha una capacità di trattamento che può raggiungere le 12.000 tonnellate annue. Integra tecnologie digitali per la gestione e la tracciabilità dei flussi e un sistema di selezione altamente specializzato, che suddivide il materiale in 25 macro-categorie e circa 65 sotto-categorie. La combinazione tra automazione e competenze specialistiche del personale Humana, consente di massimizzare il recupero e valorizzare al meglio il materiale in ingresso: nel 2025, il 64,5% del materiale selezionato è stato destinato al riutilizzo e il 25,6% al riciclo, confermando il ruolo dell’impianto come nodo centrale della filiera integrata di Humana.

    Le dichiarazioni di Humana e Assoambiente

    “La giornata di oggi ha dimostrato che, per superare l’attuale crisi della filiera del tessile post-consumo, la vera sfida è la sostenibilità economica – ha dichiarato Karina Bolin, presidente di Humana People to People Italia -. Dobbiamo essere pragmatici: non possiamo limitarci ad aspettare i contributi dell’Epr, ma dobbiamo progettare fin da ora soluzioni operative durevoli. Se non costruiamo oggi modelli efficienti, i futuri sistemi Epr saranno chiamati a sostenere costi esorbitanti. In questa delicata fase, la collaborazione con amministrazioni comunali e utility è fondamentale per la tenuta del settore. In questo percorso, Humana mette a disposizione del settore oltre 25 anni di esperienza sul campo. Per noi l’Epr deve essere la leva per applicare rigorosamente la gerarchia europea dei rifiuti, dando priorità assoluta al riutilizzo per massimizzarne l’impatto ambientale e sociale. Solo unendo la sostenibilità economica alla valorizzazione delle competenze e delle infrastrutture già esistenti potremo costruire la catena del valore del tessile di domani“.

    “L’introduzione dell’Epr rappresenta un passaggio decisivo per il futuro della filiera tessile – ha sdetto Elisabetta Perrotta, direttore di Assoambiente -. Servono regole chiare che assicurino la sostenibilità economica delle attività di raccolta, selezione e riciclo, assicurando al tempo stesso qualità e tracciabilità dei flussi. Auspichiamo che le nuove norme tengano adeguatamente conto del ruolo prezioso svolto in questo settore dai selezionatori che garantiscono, sulla base della qualità, una seconda vita ai materiali raccolti, evitandone il conferimento in discarica. In Italia esistono già competenze, operatori e infrastrutture che costituiscono una base industriale importante su cui costruire il nuovo sistema. Impianti come quello visitato oggi dimostrano che la transizione è già in atto: occorre creare le condizioni per sostenerla, favorendo investimenti, innovazione e collaborazione tra tutti gli attori della filiera“.

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