Dai rifiuti elettronici alle materie prime strategiche per la transizione energetica. La Regione Lazio ha autorizzato la modifica sostanziale dell’impianto Itelyum Regeneration di Ceccano, in provincia di Frosinone, per realizzare un nuovo impianto dedicato al recupero delle terre rare contenute nei magneti permanenti provenienti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (raee).
Il progetto, denominato “Life 22 env-it inspiree”, punta a recuperare elementi come neodimio, praseodimio e disprosio, materiali utilizzati in numerose tecnologie della transizione energetica, dalle auto elettriche alle turbine eoliche. L’iniziativa rientra inoltre tra i 47 progetti strategici riconosciuti dalla commissione europea nell’ambito del Critical raw materials act, il regolamento comunitario che mira a rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti di materie prime critiche.

Recupero terre rare, ok dalla regione Lazio al progetto della società Itelyum Regeneration
Secondo la documentazione approvata, il nuovo impianto sarà fisicamente separato dall’attuale attività di rigenerazione degli oli usati svolta nello stabilimento di Ceccano. Sarà composto da quattro linee produttive, ciascuna in grado di trattare 8mila tonnellate annue di rifiuti elettronici, per una capacità complessiva di 32mila tonnellate l’anno. Da questi materiali l’impianto potrà recuperare circa 2mila tonnellate annue di ossalati, carbonati e ossidi misti di terre rare, tra cui neodimio, praseodimio e disprosio.
Si tratta di elementi utilizzati nella produzione di magneti permanenti impiegati nei motori dei veicoli elettrici, nelle turbine eoliche e in numerose apparecchiature elettroniche. Il progetto si inserisce nella strategia europea sulle materie prime critiche, che punta a garantire un approvvigionamento “sicuro e sostenibile” di questi materiali, considerati essenziali per la transizione energetica e digitale.
L’autorizzazione arriva dopo una fase sperimentale avviata nel 2023. L’impianto pilota, autorizzato dalla Regione Lazio ai sensi dell’articolo 211 del decreto legislativo 152/2006, aveva una capacità di trattamento di 20 tonnellate annue di raee e ha consentito di testare il processo di recupero delle terre rare su scala ridotta. Nel 2024 è stato completato il collaudo e, all’inizio del 2026, la sperimentazione è stata prorogata in attesa della definizione del progetto industriale definitivo.
L’impianto effettuerà operazioni di recupero e riciclaggio dei metalli attraverso processi idrometallurgici. L’obiettivo è estrarre dai rifiuti elettronici materie prime considerate strategiche dall’Unione europea, aumentando la disponibilità di materiali già presenti sul territorio europeo e riducendo la dipendenza dalle importazioni.
La determinazione regionale conclude favorevolmente il procedimento di modifica dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia), ma l’efficacia del provvedimento resta subordinata al rilascio dell’autorizzazione ministeriale prevista dal decreto nazionale sulle materie prime critiche.
