Una delle prime centrali idroelettriche d’Italia costruita più di un secolo fa e da tempo in disuso rinasce come “motore” di una innovativa Comunità energetica rinnovabile (Cer). Siamo in Umbria, per la precisione a Stifone, piccola frazione del comune di Narni sulle sponde del Fiume Nera.
“Lo scorso marzo abbiamo affidato uno studio di fattibilità all’Università La Sapienza di Roma, a luglio ce lo presenteranno, da poco intanto il progetto si è classificato secondo all’interno di un bando nazionale di Legambiente, nella categoria Cers in progetto. Per noi questo è un grande motivo di orgoglio”, spiega l’assessore comunale all’Ambiente Giovanni Rubini.
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Lo studio di fattibilità affidato all’Università La Sapienza
La storia di questo pittoresco borgo che conta circa trenta abitanti è profondamente legata all’acqua, ne sono una testimonianza i resti di un antico cantiere navale di epoca romana. A Stifone sono visibili anche i resti di una vecchia centrale idroelettrica. Venne messa in funzione nel 1892 dall’ingegner Aldobrando Netti, a cui di recente è stata intitolata.
Il progetto – una Cer a carattere idroelettrico – parte dal Comune di Narni e ruota intorno alla riattivazione di quell’impianto. Se capitate a Stifone, si tratta dell’edificio alla sinistra del ponte nuovo che attraversa il Nera,.
“L’idea ha preso forma dalla presenza della vecchia centrale idroelettrica, attivata per la prima volta nel lontano 1892, quando forniva l’illuminazione al teatro di Narni”, continua Rubini. “Ci siamo chiesti: perché non realizzare una comunità energetica basata sull’idroelettrico? La normativa contempla questa opzione, insieme a fotovoltaico e eolico. Con il vantaggio che, a differenza delle fonti intermittenti, potremmo contare su un flusso costante di energia“.
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Energia idroelettrica per il centro visite e l’illuminazione pubblica
Il progetto si sposa con il desiderio dell’amministrazione di rivitalizzare il borgo di Stifone, che si affaccia sul percorso delle gole de Fiume Nera: un circuito realizzato con fondi dell’Unione europea dove un tempo passava una ferrovia. Il paradiso di ciclisti ed escursionisti. In corso ci sono poi i lavori di ristrutturazione per l’apertura di un centro visite, che andrebbe quindi a collegarsi alla Cer, insieme anche all’illuminazione pubblica della frazione . Il Comune ha già deciso la forma giuridica. “Pensiamo a una cooperativa, all’interno della quale possano entrare residenti e aziende del territorio. Un progetto piccolo in partenza, ma estendile in futuro con l’aggiunta alla centrale idroelettrica di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo”.
I fondi per partire sono arrivati dal Ministero dell’Ambiente all’interno di un accordo di programma più ampio legato alla qualità dell’aria che coinvolge la Regione Umbria, il Comune di Narni e quello e di Terni. Ma ovviamente non basteranno. Secondo una stima approssimativa, potrebbero servire in totale 1,2 milioni di euro per ricostruire e rimettere in funzione la centrale idroelettrica secondo standard moderni”. Oggi restano in piedi solo una parte delle mura esterne. Il Comune di Narni spera di attirare partner e di poter accedere ad ulteriori finanziamenti.


L’assessore Rubini: “I tre pilastri del progetto”
“Innovazione, visione e comunità sono i pilastri del nostro progetto”, sottolinea Rubini. “Innovazione perché, in Italia, le comunità energetiche a carattere idroelettrico sono rare, la maggior parte si basa su pannelli fotovoltaici. Stiamo già raccogliendo interesse per diventare un esempio di Comunità Energetica Rinnovabile. La visione del progetto guarda oltre il quotidiano e l’ordinario, promuovendo l’energia rinnovabile per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, in linea con l‘Agenda 2030. E, infine, la comunità: il progetto sarà partecipativo, con il coinvolgimento dell’associazione locale VitaNova Stifone“.

Anche il sindaco Lorenzo Lucarelli è entusiasta: “Questo progetto ci permette di riqualificare un pezzo di storia archeologica e rappresenta un’innovazione dal punto di vista energetico e turistico. Anche le precedenti amministrazioni hanno dato grande importanza a queste tematiche”. A Narni esiste già una comunità energetica rinnovabile fotovoltaica e, con i fondi del ministero, Il Comune progettando nuove configurazioni. “Continuiamo a lavorare per garantire un futuro sostenibile alle generazioni future“, conclude il sindaco.
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