“La Regione Lazio si rassegni”. Dopo la sentenza del Tar che ha annullato la delibera 171/2023 della Giunta Rocca – con cui erano stati posti limiti alle rinnovabili nella regione e uno stop sostanziale alle autorizzazioni nella provincia di Viterbo – interviene il Gruppo impianti solari (Gis), che riunisce numerose aziende del settore fotovoltaico.
“Gli atti regionali (normativi e di amministrazione) sono spesso sciatti e malscritti, irragionevoli e contraddittori rispetto ad altre norme regionali o a quelle nazionali – spiega in una nota il portavoce e avvocato Giovanni Sicari –. Finiscono così per essere puntualmente annullati o smentiti dai Tribunali amministrativi di competenza. Se non vi sarà un cambiamento di rotta e di spirito, in Regione dovranno rassegnarsi a occuparsi non della pianificazione di un futuro sano per il territorio, ma piuttosto delle cause di responsabilità e dei risarcimenti per i danni che questi atti illegittimi hanno prodotto. Anche se certi danni, come quelli ambientali ed energetici, che conseguono al mancato armonico e sano sviluppo delle energie rinnovabili, difficilmente potranno essere riparati per via risarcitoria”.
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Gis chiarisce anche gli effetti del verdetto: “La sentenza del Tar è immediatamente esecutiva e quindi produce subito l’effetto di rimuovere dall’ordinamento gli atti illegittimi della Regione. Saranno anche impugnabili tutti gli atti assunti dalle amministrazioni in fase di valutazione di impatto ambientale o di autorizzazione, che abbiano fatto applicazione delle annullate linee guida. Ovviamente serve anche prudenza ed equilibrio, perché per qualche mese saranno ancora pendenti i termini per un eventuale appello al massimo giudice amministrativo, ossia il Consiglio di Stato”.
La proposta di Gis: “Dedicare il 3% di ogni comune al fotovoltaico e lo 0,3% all’eolico”
Dalle aziende del settore arriva anche una proposta. “Noi di Gis proponiamo da tempo di dedicare il 3% di ogni comune al fotovoltaico e lo 0,3% all’eolico fuori da ogni vincolo. Questa soluzione, contrariamente a quella della Regione, non sarebbe accompagnata da incertezza, perché la superficie dei Comuni non cambia nel tempo. Inoltre sarebbe offerto un criterio temporale per valutare in modo omogeneo e giusto tutte le istanze di VIA e di autorizzazione. Garantirebbe infine una maggiore equità nella distribuzione dei carichi tra enti locali nonché un abbassamento dei costi energetici per tutta la popolazione che, a queste condizioni, potrebbe forse più facilmente accettare gli impianti non vedendoli più tutti concentrati in poche aree”.
Gis afferma di applicare già questo criterio. “Dal 2019 non scegliamo più come località per i nostri impianti Montalto di Castro e Tuscania dove la percentuale del 3% è stata già abbondantemente superata”.
A parlare anche il presidente di Gis, Raffaello Giacchetti: “Insieme alle nostre proposte, prevalutate da giuristi esperti per porle al riparo da sentenze di annullamento e dai conseguenti rischi risarcitori che ora la Regione e le Province correranno, dobbiamo anche sottolineare la completa mancanza di visione della Regione Lazio a trazione Rocca, che ha contraddetto un indirizzo di buon senso sposato in precedenza, che lasciava l’ultima parola non alla politica, ma ai prudenti tecnici ed esperti ambientali e urbanisti funzionari pubblici. Ora la Regione (e purtroppo diverse Province) ha zittito i propri tecnici e si è abbandonata a decisioni tutte politiche, dal sapore di perenne campagna elettorale”.
