Sondaggio, cresce tra gli italiani la paura per gli eventi estremi legati al cambiamento climatico: alluvioni e siccità. Lo dice il XV Rapporto “Gli italiani e l’agricoltura”, presentato il 25 marzo a Roma durante il convegno “Acqua e agricoltura: politiche e strumenti per innovazione ed efficienza” (VIDEO). Ogni anno il rapporto si concentra su un tema specifico e, per questa edizione, il focus è stato proprio sull’emergenza climatica in corso.
Alluvioni e siccità: come gli italiani vivono la crisi climatica. Il sondaggio
Dall’indagine condotta dall’istituto demoscopico Notosondaggi per Fondazione UniVerde emerge che il 58% degli italiani è molto preoccupato per il rischio di alluvioni (voto medio 7,5 su una scala da 1 a 10), mentre il 54% teme molto la siccità (voto medio 7,4). L’impatto di questi fenomeni sull’agricoltura è ben percepito: l’85% degli intervistati lo considera un problema urgente da affrontare, mentre solo il 9% non lo ritiene tale.
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Per contrastare gli effetti del cambiamento climatico sull’agricoltura, gli italiani individuano come intervento prioritario la lotta alla siccità, con misure come la costruzione di invasi, il risparmio idrico e l’efficientamento delle risorse (77%). Seguono l’elaborazione di piani di adattamento per il settore agricolo (46%) e gli investimenti in innovazione e tecnologia (38%). All’ultimo posto tra le priorità figurano i sussidi agli agricoltori.
Si parla anche di uso sostenibile delle risorse idriche, con particolare attenzione all’introduzione dei certificati blu: un sistema di incentivi per le imprese che adottano strategie di efficientamento idrico, ispirato ai certificati bianchi per l’energia. Questa soluzione raccoglie un ampio consenso, con il 69% degli italiani che la ritiene “molto importante”, un dato che supera il 50% in tutte le aree del Paese.
L’uso delle acque reflue depurate in agricoltura: sì per l’81%
Un altro tema chiave è il riutilizzo delle acque reflue depurate a fini irrigui, che incontra il favore dell’81% degli italiani. Tuttavia, ci sono alcune differenze di opinione: il 28% ritiene che questa pratica debba essere adottata sempre per garantire un vero risparmio idrico, mentre il 23% la considera accettabile solo a condizione che vi siano controlli rigorosi da parte di un ente terzo certificatore, per garantire la sicurezza della pratica.
Gli italiani ritengono che anche le amministrazioni pubbliche possano dare un contributo significativo all’efficientamento idrico. Le azioni ritenute più efficaci sono:
- Dotarsi di infrastrutture tecnologiche abilitanti (44%)
- Prevedere incentivi mirati basati su fattori premianti (27%)
- Semplificare l’accesso agli aiuti (18%)
