Il regolamento UE sul metano, approvato nel 2024, rappresenta uno dei tasselli più delicati della strategia europea per ridurre le emissioni climalteranti e rafforzare la sicurezza energetica. La norma introduce obblighi di monitoraggio, rendicontazione e verifica delle emissioni di metano lungo l’intera filiera di petrolio e gas, comprese le importazioni, e si inserisce nel quadro delle politiche adottate dall’Unione europea dopo l’invasione russa dell’Ucraina.
Il tema è tornato al centro del dibattito mentre l’Europa è chiamata a rendere operativi i nuovi requisiti previsti dal regolamento e a valutarne gli effetti sul mercato energetico. In questo contesto, Environmental defense fund Europe (Edf) ha diffuso una nuova analisi di Rystad energy con cui interviene nel confronto in corso, sostenendo che il regolamento non metta a rischio gli approvvigionamenti, ma possa anzi rafforzare l’indipendenza energetica dell’Unione.
“Con il regolamento UE su metano sistema energetico più sicuro indipendente”
Secondo l’organizzazione, lo studio mostra che il regolamento UE sul metano “non solo è compatibile con la sicurezza energetica ma contribuisce anche a rendere il sistema energetico più sicuro e indipendente, favorendo una maggiore trasparenza, resilienza e allineamento con gli obiettivi climatici del panorama energetico europeo”.
Uno dei punti centrali dell’analisi riguarda l’evoluzione del mercato del gas naturale liquefatto. Rystad Energy stima che l’offerta globale di Gnl crescerà di circa il 4% annuo, con un eccesso di offerta previsto tra il 2028 e il 2032. Secondo Edf, questo scenario consentirebbe all’Unione europea di richiedere maggiore trasparenza e migliori prestazioni ambientali ai fornitori senza compromettere l’accesso alle forniture.
Lo studio affronta anche il tema della conformità ai nuovi requisiti. Entro il 2027, l’offerta in grado di soddisfare gli standard OGMP 2.0 Livello 5 – il più elevato standard globale per la rendicontazione delle emissioni di metano – dovrebbe raddoppiare rispetto alla domanda di gas dell’UE. Una disponibilità che, sempre secondo l’analisi, permetterebbe un monitoraggio e una verifica efficaci senza restringere il mercato. Per quanto riguarda il petrolio, Rystad indica la presenza di quantità sufficienti di greggio conforme per soddisfare le esigenze delle raffinerie europee, anche grazie alla diversificazione delle fonti di approvvigionamento.
Uno studio stima che l’offerta globale di Gnl crescerà di circa il 4% annuo
Edf richiama inoltre l’attenzione sui segnali provenienti dal mercato, sottolineando come gli importatori europei stiano continuando a firmare contratti di lungo termine per il Gnl. Un elemento che, secondo l’organizzazione, confermerebbe la fiducia del settore nella possibilità di rispettare i nuovi requisiti normativi, anche alla luce dell’aumento della capacità di rigassificazione e della riduzione della dipendenza dalle forniture russe.
“Il regolamento UE sul metano offre all’Europa uno strumento per garantire il proprio futuro energetico, riducendo le emissioni di metano, rafforzando la resilienza e diminuendo la dipendenza da fornitori rischiosi”, ha affermato Léa Pilsner, policy director di Environmental defense fund Europe. “La trasparenza è potere. Sebbene esistano delle difficoltà di attuazione, esse riflettono il normale processo di adattamento del settore”.
Le dichiarazioni
Sulla stessa linea Tim Bjerkelund, partner advisory di Rystad Energy: “Il regolamento UE sul metano ha il potenziale per influenzare positivamente la riduzione delle emissioni di metano a monte, incentivando gli operatori a introdurre politiche aziendali sul metano. La nostra analisi mostra che esiste un’adeguata fornitura OGMP di livello 5 e che esistono modi per distribuirla agli acquirenti dell’UE consentendo l’attuazione del regolamento”.
Il regolamento sul metano viene richiamato anche nel quadro della strategia REPowerEU, adottata per ridurre la dipendenza dell’Unione europea dai combustibili fossili russi e accelerare la transizione energetica. Secondo l’europarlamentare Thomas Pellerin-Carlin, “i risultati di Rystad dimostrano quanto sia cambiato il mondo da quando la Russia ha iniziato a strumentalizzare il fabbisogno energetico dell’Europa” e mostrano come l’UE possa rafforzare la propria autonomia energetica puntando su efficienza, rinnovabili e forniture conformi agli standard ambientali.
