In occasione della visita ufficiale in Corea del Sud del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la federazione Anie ha annunciato la firma di un memorandum of understanding con la Korea semiconductor industry association (Ksia). L’intesa mira a rafforzare la cooperazione tra le filiere dei due Paesi nel settore dei semiconduttori, sempre più strategico anche per la decarbonizzazione.
I semiconduttori per la transizione energetica sono infatti componenti chiave per reti intelligenti, sistemi di accumulo, impianti rinnovabili, infrastrutture di ricarica e mobilità elettrica. Senza chip avanzati non è possibile gestire in modo efficiente l’elettrificazione dei consumi né integrare su larga scala le fonti rinnovabili.
La firma dell’accordo si inserisce in una fase in cui le filiere dei semiconduttori sono diventate un tema politico e industriale centrale, sia per la competitività europea sia per la sicurezza dei sistemi energetici.
“Esprimiamo grande soddisfazione per la firma di questo accordo con la Korea Semiconductor Industry Association, che rappresenta un passo strategico per rafforzare il dialogo e la collaborazione tra le filiere dei semiconduttori italiana e coreana”, ha dichiarato Vincenzo de Martino, presidente Anie. “Questa intesa crea un quadro strutturato di cooperazione a beneficio delle imprese, favorendo lo sviluppo di relazioni industriali, lo scambio di informazioni e il coordinamento lungo l’intera catena del valore”.
Semiconduttori: Anie annuncia accordo Italia-Corea del Sud
Il memorandum prevede lo scambio di informazioni e best practice sulle tecnologie emergenti. Prevede inoltre l’individuazione di aree di collaborazione per promuovere l’innovazione e l’organizzazione di eventi congiunti e missioni industriali.
Questi obiettivi si collegano direttamente al tema della resilienza delle supply chain. I semiconduttori non servono più solo all’elettronica di consumo. Oggi sono alla base di impianti rinnovabili, sistemi di accumulo, smart grid e automazione industriale.
Per questo motivo, rafforzare i semiconduttori per la transizione energetica significa ridurre le dipendenze esterne e rendere più solida l’infrastruttura tecnologica della decarbonizzazione.
Semiconduttori, in Italia un mercato da 1,8 miliardi
Nel 2024 il mercato italiano dei semiconduttori ha generato un valore stimato di circa 1,8 miliardi di euro. Il settore è trainato soprattutto dai comparti automotive e industriale. Tuttavia, mostra un legame sempre più stretto anche con il mondo dell’energia.
L’Italia si distingue per una forte specializzazione nei dispositivi di potenza, come carburo di silicio e nitruro di gallio. È attiva anche nei sensori, nei mems e nelle soluzioni per applicazioni industriali. Si tratta di tecnologie centrali per inverter più efficienti, sistemi di gestione delle batterie, colonnine di ricarica e infrastrutture per le reti intelligenti.
Per molte imprese italiane già coinvolte nei settori delle rinnovabili, dell’automazione e dell’energia, questo tipo di accordi può tradursi in nuove opportunità di integrazione nelle catene globali, accesso a competenze avanzate e sviluppo di componenti chiave per il sistema energetico del futuro.
Pur non essendo un grande produttore di chip avanzati, il Paese svolge un ruolo rilevante in fasi strategiche della filiera, dalla progettazione al testing fino all’integrazione dei componenti nei sistemi energetici.
Elettronica, rinnovabili, mobilitò elettrica: i settori al centro dell’accordo
La Corea del Sud è tra i leader mondiali nei processi produttivi ad alta intensità tecnologica. Proprio per questo, la complementarità tra i due sistemi industriali apre nuove prospettive di cooperazione.
Le aree individuate riguardano l’elettronica per le energie rinnovabili, la mobilità elettrica, il packaging avanzato, l’integrazione di fornitori italiani nelle catene globali e il co-sviluppo di tecnologie per intelligenza artificiale, Internet of things e smart industry.
Si tratta di ambiti che incrociano direttamente le esigenze della transizione energetica e della modernizzazione dei sistemi industriali.
L’intesa si inserisce nel quadro delle politiche europee per l’autonomia tecnologica. In particolare, risponde agli obiettivi dell’European chips act, che punta a rafforzare la capacità produttiva e di ricerca dell’Unione europea nel settore dei semiconduttori.
Reti elettriche evolute, sistemi di accumulo, rinnovabili digitalizzate e industria elettrificata dipendono sempre più dalla microelettronica avanzata. Rafforzare le filiere dei semiconduttori per la transizione energetica significa quindi intervenire su uno degli elementi strutturali della decarbonizzazione.
L’accordo tra Anie e Ksia va letto in questo contesto. Non solo come cooperazione industriale, ma come un tassello della catena tecnologica che rende possibile la transizione: dalle fabbriche di chip fino agli impianti rinnovabili, alle reti e ai sistemi di accumulo che stanno ridisegnando il sistema energetico.
