Nei giorni scorsi il progetto EcoModa è approdato all’istituto superiore Paolo Savi di Viterbo. A scuola si è svolta una giornata dedicata alla moda sostenibile e all’impatto del fast fashion sulle economie locali e sull’ambiente. L’iniziativa, promossa da Confcommercio Lazio Nord e realizzata con il contributo della Camera di Commercio Rieti-Viterbo e della Camera di Commercio di Roma. Emanuele Pecora, Ceo di Simposio, che ha introdotto il tema del fast fashion, sottolineando il peso dell’industria della moda sull’ambiente e sulla società. E a seguire, Loredana Badini, vicepresidente di Confcommercio Lazio Nord.
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“Questo progetto – ha detto Badini – ci ha offerto l’opportunità di stimolare la consapevolezza degli studenti su temi fondamentali, come gli effetti del fast-fashion sull’economia locale e globale e la crescente desertificazione commerciale dei centri storici. Gli studenti sono stati protagonisti attivi anche attraverso un questionario che ha messo in evidenza quanto il tema sia sentito e quanto sia forte per i giovani la necessità di luoghi di socialità e di comunità”.
Per la vicepresidente di Confcommercio Lazio Nord “la crisi dei centri storici non riguarda solo l’economia, ma ha ripercussioni dirette sulla qualità della vita, sul senso di appartenenza e sul benessere sociale”. Una città senza negozi di vicinato è una città più povera, più isolata, meno accogliente. “Pertanto, è ancora più urgente e fondamentale lavorare per garantire la sopravvivenza dei negozi di vicinato, che sono veri e propri motori dell’identità e della vitalità delle nostre città. Proteggere questi esercizi significa preservare storie imprenditoriali, tradizioni familiari e posti di lavoro, ma soprattutto significa non perdere quella dimensione umana e comunitaria che rende le nostre città vive, sicure e accoglienti”.
EcoModa, Loredana Badini: “Il commercio di qualità diventi motore di una economia circolare”
Loredana Badini ha aggiunto: “Abbiamo la responsabilità di agire con soluzioni concrete per contrastare la chiusura dei negozi e promuovere politiche che favoriscano il commercio di prossimità. Solo così, possiamo davvero garantire alle future generazioni città più sostenibili, inclusive e ricche di opportunità, dove il commercio di qualità diventi il motore di un’economia circolare, rispettosa dell’ambiente e del lavoro locale”.
Fabrizio Chinzari ha fornito agli studenti strumenti concreti per comprendere le opportunità di impresa nel settore della moda, con particolare riferimento alle modalità ed agli strumenti utili per avviare un’azienda. Ha trattato inoltre il tema dell’occupazione, evidenziando quali sono le figure lavorative più ricercate oggi tra i diplomati, secondo lo studio Excelsior di Unioncamere. Infine, Marco ed Eraldo Agelli, imprenditori di Agelli&Co., hanno condiviso la loro esperienza nella gestione
di un’azienda nel settore del retail moda, evidenziando le sfide e le possibilità di un approccio sostenibile.
Il progetto EcoModa a Viterbo: l’impegno dell’istituto Paolo Savi
Paola Bugiotti, dirigente dell’Istituto di istruzione superiore Paolo Savi, ha commentato: “Bisogna agire sulla formazione nei giovani di una coscienza economica attenta alla sostenibilità ambientale e rispettosa dei diritti umani, nella consapevolezza che sia importante sviluppare comportamenti virtuosi nel modo di effettuare acquisti da parte di ciascun cittadino e nel modo di concepire l’impresa da parte di chi intenda sviluppare un’azienda, che deve oggi essere improntata a valori rispettosi dell’ambiente e della qualità della vita”.
L’istituto Paolo Savi da anni si impegna per aprire gli studenti alla conoscenza delle realtà del territorio e delle sfide mondiali. In questo contesto si inserisce la collaborazione culturale, didattica e operativa con Confcommercio. Si tratta di un’iniziativa volta all’acquisizione di conoscenze, competenze, senso civico, professionalità in stretta integrazione tra realtà scolastica e mondo economico.
