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    Home » Roma, nasce il digital twin del Tevere: rilievi 3D, robot e droni per governare il fiume
    Eco News

    Roma, nasce il digital twin del Tevere: rilievi 3D, robot e droni per governare il fiume

    RedazioneDi Redazione5 Maggio 2026Updated:5 Maggio 2026Nessun commento4 Min lettura
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    Roma digital twin Tevere
    L'intervento di Marco Casini (Aubac) all'aula magna della facoltà di Architettura dell'università La Sapienza
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    Nasce il digital twin del fiume Tevere, un gemello digitale per governare in maniera più efficace il grande corso d’acqua che attraversa la capitale. Il progetto è stato presentato dall’autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale (Aubac) e dal Citera — centro di ricerca interdipartimentale Territorio Edilizia Restauro Ambiente della Sapienza Università di Roma nel corso del convegno “Governare la complessità. Digitalizzazione e strategie integrate per la gestione del distretto idrografico del fiume Tevere” che si è svolto martedì 5 maggio 2026 presso l’aula magna della facoltà di Architettura, a Roma.

    La giornata ha messo al centro il tema del governo del Tevere a Roma e nel suo distretto, declinato attraverso gli strumenti della trasformazione digitale: dal digital twin urbano alla gestione integrata dei dati territoriali, dalla pianificazione di bacino alle politiche di tutela e valorizzazione. Un’occasione di confronto per costruire conoscenza condivisa e strumenti operativi al servizio del territorio.

    Roma, nasce il digital twin del fiume Tevere con Aubac e università La Sapienza

    Il cuore del convegno è stato la presentazione dei risultati della collaborazione scientifica tra Aubac e Citera, una delle esperienze più avanzate in Italia di applicazione delle tecnologie digitali a un grande corso d’acqua urbano. Per la prima volta il tratto romano del Tevere è stato oggetto di un programma sistematico di rilievi ad altissima precisione: rilievi multibeam dell’alveo per la ricostruzione tridimensionale del fondale, rilievi lidar e laser scanner delle sponde, dei muraglioni e delle opere idrauliche, modelli digitali del terreno integrati con la batimetria. Un patrimonio informativo senza precedenti, costruito metro per metro lungo il fiume, che oggi consente di osservare il Tevere a Roma con un livello di dettaglio mai disponibile prima.

    La nuova fase del progetto presentata oggi estende ulteriormente il rilievo dell’alveo, integra il rilievo mobile lidar del corridoio stradale rivierasco, sviluppa modelli digitali avanzati e produce prodotti video illustrativi che rendono il fiume leggibile non solo a chi lo studia, ma anche ai cittadini, agli amministratori, ai decisori pubblici. È la digitalizzazione di un fiume per restituirlo, in forma nuova, alla città.

    Il progetto, che si inserisce in un più ampio programma di digitalizzazione dell’intero distretto portato avanti da Aubac si inquadra all’interno del piano strategico operativo del Tevere recentemente approvato dall’amministrazione capitolina – oltre ottocento progetti per la rigenerazione e la valorizzazione del fiume e delle sue sponde – e dei cinque parchi d’affaccio giubilari, primo nucleo operativo di quello che si propone di diventare il più esteso parco lineare di Roma.

    Leggi anche: Da ‘resilienza climatica’ a ‘equità ambientale’. Treccani introduce 10 nuove voci sull’ambiente

    Marco Casini (Aubac): “Uno strumento più preciso per per la tutela del territorio e la prevenzione del rischio”

    “Governare un fiume come il Tevere a Roma significa governare un sistema complesso, fatto di flussi idrici, infrastrutture, paesaggi, rischi e comunità. La trasformazione digitale non è un fine, ma uno strumento che ci consente di leggere questa complessità con strumenti nuovi e più precisi. Il digital twin del Tevere, su cui Aubac sta lavorando insieme alla Sapienza, è un investimento di conoscenza al servizio della tutela del territorio e della prevenzione del rischio. Con la nuova fase di lavoro che oggi abbiamo presentato mettiamo a sistema i risultati raggiunti e apriamo una stagione ulteriore: rilievi più estesi, modelli più accurati, una rappresentazione del fiume sempre più aderente alla sua realtà fisica e alle sue dinamiche”, ha dichiarato Marco Casini, segretario generale dell’Aubac.

    A chiusura della mattinata si è svolta una dimostrazione sul campo delle tecnologie digitali per il monitoraggio del territorio: droni uav, robot quadrupede spot, sistemi lidar e laser scanner ad alta precisione, mezzo mobile strumentato per rilievi in movimento. Una vetrina concreta degli strumenti che alimentano il digital twin del distretto e che sono al servizio delle attività di prevenzione, monitoraggio e pianificazione.

    All’incontro, moderato da Fabrizio Cumo (Citera), hanno partecipato Spartaco Paris, direttore Citera, Svetlana Celli, presidente dell’assemblea capitolina, Maurizio Veloccia, assessore all’Urbanistica di Roma capitale, Marco Casini, segretario Ggnerale Aubac, Berardo Naticchia, presidente Cidic, Vincenzo Gattulli e Virginia Adele Tiburcio della Sapienza Università di Roma, Elisa Pennacchia, Claudia Tripodi e Marina Gargaro del Citera. Le conclusioni sono state affidate a Wanda D’Ercole, direttore regionale Ambiente, Transizione energetica e Ciclo dei rifiuti e direttore regionale ad interim Trasporti, Mobilità, Tutela del Territorio e Autorità Idraulica, Demanio e Patrimonio della Regione Lazio.

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