Il Comune di Roma ha presentato in un convegno i progetti in corso e futuri per il recupero e il riuso delle acque, puntando su sostenibilità e innovazione. Già stanziati 2,6 miliardi di euro in sei anni con fondi provenienti da bilancio capitolino, Pnrr, Ministero delle Infrastrutture e ricavi tariffari. L’evento si è svolto il 13 marzo presso la Sala della Protomoteca. Dai collettori ai depuratori, fino ai nasoni e alle fontane: ecco il piano.
Gli investimenti e le strategie per l’acqua nella capitale
“Roma sta ricevendo investimenti senza precedenti nella gestione dell’acqua – ha detto in apertura il sindaco Roberto Gualtieri -. La riduzione delle perdite della rete idrica è scesa al 27% rispetto alla media nazionale del 42%. Inoltre, sono previsti interventi per l’ammodernamento e la digitalizzazione delle infrastrutture, il raddoppio dell’acquedotto del Peschiera con un investimento di 1,2 miliardi di euro e il potenziamento delle aree fognarie in molte zone della città. Accanto a questi interventi, dobbiamo innovare l’approccio nella gestione delle risorse idriche e ridurre i consumi. Per molti usi possiamo e dobbiamo impiegare le acque depurate, come per il lavaggio delle strade, dei mezzi pubblici, il contrasto agli incendi e l’irrigazione di parchi e aree agricole”.

Grandi opere per la gestione delle acque
L’assessore ai Lavori Pubblici, Ornella Segnalini, ha illustrato nel dettaglio alcuni progetti in corso: “Stiamo realizzando grandi collettori per evitare gli allagamenti in città.” Tra i principali interventi:
- Collettore Alto Farnesina: Ponte Milvio, Corso Francia, Tor di Quinto (in corso)
- Nuovo collettore di Piazza Pia (ultimato)
- Pulizia e manutenzione delle caditoie, con una prossima iniziativa congiunta tra Comune, Ama e Acea per gestire 300.000 caditoie in tutta la città.
Inoltre, è stato avviato un “progetto pilota” per la manutenzione costante del Fosso del Bamboccio (XIV Municipio), che è frequentemente sotto pressione idraulica. Il Comune sta anche progettando una cassa di espansione a Casal Palocco/Acilia, finanziata con fondi già inseriti in bilancio.
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Siccità e riduzione delle perdite idriche
Sul fronte della siccità, il Comune ha ridotto le perdite idriche dal 42% al 27%, con l’obiettivo di scendere al 25% entro la fine del mandato. Tra il 2022 e il 2023 è stata recuperata una quantità d’acqua sufficiente a coprire il fabbisogno di una città da 100.000 abitanti. L’intervento più rilevante riguarda il raddoppio della rete acquedottistica con la seconda canna del Peschiera, “che garantirà maggiore sicurezza e stabilità anche in caso di eventi sismici”.
Un altro tema affrontato riguarda l’accesso all’acqua per tutti. “Grazie a un provvedimento votato dalla Conferenza dei Sindaci lo scorso dicembre, l’acqua dei nasoni costerà meno per le amministrazioni, permettendo di continuare a fornirla gratuitamente a chi ne ha bisogno.”
Recupero e riuso dell’acqua nelle opere del Giubileo
Un capitolo fondamentale riguarda il riuso dell’acqua nelle opere giubilari. “Nelle nuove fontanelle e nei nasoni saranno installati serbatoi di raccolta per innaffiare il verde pubblico, come già fatto a Piazzale Porta Pia e a breve a Piazza San Giovanni”.
Altri interventi includono:
- Vasche di laminazione a Tor Bella Monaca per il rilascio graduale dell’acqua nelle fognature
- Affidamento ad Acea della gestione delle fontane storiche con impianti di ricircolo
- Realizzazione di nuove reti idriche e fognarie in cinque zone periferiche attualmente non servite
- Miglioramento dei depuratori per il trattamento dei fanghi e il recupero delle acque a scopi agricoli
“Roma capitale sta investendo una somma di 2 miliardi e 600 milioni in sei anni. È tantissimo. Basti pensare che è più di quanto prevede il Pnrr per la sicurezza dell’approvvigionamento per tutta l’Italia . Roma sta facendo uno sforzo eccezionale come d’altronde deve fare una capitale”, ha concluso l’assessore Segnalini.

I progetti di Acea per il riuso dell’acqua a Roma
Il presidente di Acea Ato2, Claudio Cosentino, ha presentato alcuni progetti per il riutilizzo delle acque trattate nei depuratori:
- Centro Agroalimentare di Roma (Guidonia Montecelio): utilizzo di 473.040 metri cubi/anno di acqua trattata, investimento di 3 milioni di euro finanziato dal Pnrr
- Depuratore di Ostia: impianto per il recupero di rifiuti sabbiosi che utilizzerà 58.000 metri cubi/anno di acqua raffinata (225.000 euro)
- Depuratore di Fregene: interconnessione con il Consorzio di Bonifica Litorale Nord per riutilizzare 2,2 milioni di metri cubi/anno a scopo irriguo, con un investimento di 6 milioni di euro
- Depuratore Cobis (Bracciano): riuso delle acque trattate per servire i Giardini dei Musei Vaticani, Villa Pamphili, Ospedale Columbus e Gemelli, Fontanone del Gianicolo e Piazza Navona, con un riutilizzo stimato di 6.900 metri cubi/anno (5,1 milioni di euro)
- Progetto per il recupero dell’acqua delle fontane e fontanelle di Roma per l’irrigazione dei parchi

L’analisi dell’Autoirtà di Bacino dell’Appennino Centrale
Marco Casini, segretario dell’Autorità di Bacino del Distretto dell’Appennino Centrale, ha evidenziato l’importanza del recupero delle acque reflue per aumentare la resilienza del sistema. Attualmente, Roma preleva 415 milioni di metri cubi di acqua potabile all’anno, ma ne scarica circa 500 milioni. Il fabbisogno irriguo delle aree agricole intorno alla capitale è di 20 milioni di metri cubi, un valore nettamente inferiore alla quantità di acqua reflua disponibile.
Casini ha anche sottolineato la necessità di recuperare e riutilizzare l’acqua all’interno delle abitazioni e degli uffici. “Già qualche anno fa, con l’Università La Sapienza, abbiamo dimostrato che un modello ‘zero water’ è possibile, recuperando tutta l’acqua disponibile per vari usi. Questa strategia deve procedere parallelamente ai grandi interventi sui depuratori”.
Infine, ha menzionato il potenziale della desalinizzazione come soluzione per garantire l’approvvigionamento idrico in situazioni critiche.

Recupero e riuso delle acque per agricoltura e verde urbano
L’assessore all’Ambiente Sabrina Alfonsi ha illustrato le iniziative per il settore agricolo e il verde urbano:
- Corsi per l’uso efficiente dell’acqua nei 150 orti urbani della città
- Acquisto di contenitori per la raccolta dell’acqua piovana, destinati alle giornate più calde
- Monitoraggio con Ispra di 150 pozzi abbandonati, per valutarne il possibile riutilizzo
- Recupero dei pozzi scavati durante la costruzione di nuovi quartieri
- Progetto “100 parchi per Roma” con la creazione di rain gardens per raccogliere e riutilizzare l’acqua piovana
Grazie a questi interventi, Roma punta a diventare un modello di gestione sostenibile delle risorse idriche, garantendo sicurezza e innovazione per il futuro.
