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    Home » Rinnovabili sostenibili per il territorio, Gse e Aubac siglano protocollo
    Energia

    Rinnovabili sostenibili per il territorio, Gse e Aubac siglano protocollo

    RedazioneDi Redazione23 Gennaio 2026Updated:23 Gennaio 2026Nessun commento3 Min lettura
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    Accordo siglato tra il segretario generale dell'Aubac Marco Casini e il presidente del Gse Paolo Arrigoni
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    Rafforzare la collaborazione istituzionale per lo sviluppo delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica all’interno di un quadro integrato di pianificazione territoriale, tutela delle risorse idriche e gestione del rischio idrogeologico. È questo l’obiettivo del Protocollo d’Intesa sottoscritto dall’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale (Aubac) e dal Gestore dei servizi energetici (Gse).

    L’accordo nasce dalla consapevolezza che gli obiettivi nazionali di decarbonizzazione e sicurezza energetica, oggi strategici per il Paese, debbano essere perseguiti in modo coerente con la prevenzione del rischio idrogeologico, l’adattamento ai cambiamenti climatici e il contenimento del consumo di suolo, in un contesto territoriale caratterizzato da fragilità geomorfologica e idraulica.

    Il protocollo prevede lo scambio strutturato di dati tecnico-ambientali e territoriali e lo sviluppo di attività congiunte di innovazione, informazione e formazione. Il Gse fornirà dati relativi agli impianti a fonti rinnovabili, alle configurazioni di autoconsumo e alle comunità energetiche. Aubac metterà a disposizione il quadro della pianificazione distrettuale, con mappe di pericolosità e rischio, vincoli dei Piani di assetto idrogeologico e dei Piani di gestione del rischio alluvioni, regole d’uso del suolo e informazioni sui bilanci idrici e sulla disponibilità della risorsa.

    L’integrazione di questi dati ridurrà le incertezze localizzative, eviterà conflitti tra usi del territorio e orienterà gli investimenti verso soluzioni sostenibili, impedendo che interventi formalmente idonei generino criticità idrauliche, geomorfologiche o paesaggistiche. Particolare attenzione è rivolta agli impianti fotovoltaici a terra che, se collocati in aree inondabili, possono alterare i processi di infiltrazione, sottrarre spazio a infrastrutture di mitigazione come le casse di laminazione o avere impatti cumulativi rilevanti sul paesaggio.

    “Questo protocollo rappresenta un passo decisivo verso una governance matura della transizione energetica” ha dichiarato Marco Casini, segretario generale di Aubac. “Non si tratta di introdurre nuovi vincoli, ma di fornire regole chiare, dati condivisi e strumenti di pianificazione preventiva, affinché lo sviluppo delle rinnovabili avvenga in modo coerente con la sicurezza idrogeologica, la tutela della risorsa idrica e la qualità del paesaggio”.

    L’intesa promuove soluzioni localizzative strategiche, favorendo il riuso di infrastrutture esistenti e l’integrazione tra produzione energetica e agricoltura, come agrivoltaico evoluto, progetti su invasi, bacini irrigui, canali e condotte, previa verifica di compatibilità idraulico-ambientale e integrazione nella pianificazione distrettuale. Centrale l’efficientamento energetico nei settori idrico e agricolo, con accesso ai meccanismi di incentivazione gestiti dal Gse.

    “L’accordo con l’Autorità di bacino dell’Appennino centrale rafforza l’impegno del Gse nel valorizzare le sinergie tra le varie istituzioni e nel promuovere nei territori uno sviluppo equilibrato delle fonti rinnovabili – ha dichiarato il presidente del Gse, Paolo Arrigoni –. Lo scambio strutturato di dati tecnico-ambientali e l’avvio di progetti pilota e iniziative formative favoriranno la programmazione di investimenti coerenti con i target nazionali e rispettosi degli equilibri ambientali e della sicurezza del territorio”.

    “Questo protocollo – ha dichiarato l’amministratore delegato del Gse, Vinicio Mosè Vigilante – rappresenta un passaggio concreto verso un modello di collaborazione istituzionale fondato sull’integrazione tra dati, pianificazione e strumenti operativi. Mettere in relazione le informazioni territoriali e ambientali con la conoscenza degli impianti rinnovabili e dei meccanismi di supporto gestiti dal GSE significa rafforzare la capacità di programmare interventi efficaci per la transizione energetica, aumentando al tempo stesso la resilienza dei territori”.

    Il protocollo istituisce infine un Tavolo di confronto permanente tra Aubac e Gse per garantire continuità operativa, sviluppare progetti pilota e accompagnare l’Italia verso una transizione energetica che coniughi sviluppo, sicurezza del territorio e sostenibilità ambientale.

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