«La Regione Lazio aprirà all’inizio del 2026 un acceleratore tutto dedicato alla transizione energetica». Lo ha annunciato la vicepresidente e assessora alle Attività produttive, Roberta Angelilli, durante il convegno “Energia in rete”, ospitato nella sede del Gse a Roma, con cui la Regione ha avviato da alcuni anni un proficuo rapporto di collaborazione proprio su questo fronte. L’incontro ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali, grandi imprese come Enel ed Eni, università, centri di ricerca come Enea e startup: gli stessi soggetti che saranno poi chiamati a partecipare al nuovo acceleratore regionale dedicato alla transizione energetica.
L’annuncio di Roberta Angelilli: “Faremo del Lazio un hub dell’innovazione nel settore della transizione energetica”
“L’acceleratore sarà un luogo di open innovation e di trasferimento tecnologico”, ha scandito Roberta Angelilli. L’obiettivo è chiaro: «Fare del Lazio un vero e proprio hub dell’innovazione nel settore della transizione energetica. Abbiamo le carte in regola per riuscirci — ha aggiunto — perché nel Lazio ci sono molte imprese, un patrimonio produttivo importante, centri di ricerca di livello nazionale, università di primo piano e soggetti come il Gse che possono rappresentare un elemento abilitante per mettere in atto grandi strategie». La vicepresidente ha ricordato anche il ruolo svolto da Roma Technopole nel rafforzare l’ecosistema regionale dell’innovazione.
Durante l’evento, Angelilli ha fatto una carrellata delle misure finanziarie già attive e ha annunciato che saranno messe in campo nuove risorse grazie alla riprogrammazione dei fondi europei, per un totale di 240 milioni di euro. Una parte sarà destinata al macro-asse della competitività, che comprende anche gli interventi per il settore energetico e la transizione verde.

Innovazione, nuove risorse per le imprese dalla riprogrammazione dei fondi europei
Finanziamenti per l’innovazione potranno inoltre essere assicurati dal secondo bando STEP, previsto per febbraio, e dagli interventi dei fondi di venture capital, beneficiari di trasferimenti regionali per oltre 45 milioni di euro. Il bando Step, con una dotazione complessiva di 109 milioni di euro, è dedicato allo sviluppo e alla produzione delle cosiddette tecnologie critiche e, per la prima volta, è aperto non solo alle PMI, ma anche alle grandi imprese.
«Secondo uno studio presentato a maggio dalla Fondazione Ambrosetti — ha ricordato Angelilli — il Lazio è tra le 50 regioni più innovative d’Europa, al 23º posto. Negli ultimi due anni è risalito di nove posizioni. La nostra ambizione è andare ancora più avanti».
Nel Lazio presenti 1394 startup nel settore energetico
Un altro dato arriva da un position paper commissionato al Cluster Tecnologico Nazionale dell’Energia, secondo cui il Lazio è terzo in Italia per numero di startup innovative nel settore energetico: 1.394 nel 2025, con un impatto economico stimato tra 140 e 450 milioni di euro.
A fornire qualche dettaglio sui contenuti del nuovo acceleratore è stato Francesco Marcolini, presidente di Lazio Innova, la società in house che rappresenta il braccio operativo della Regione e dell’assessorato alle Attività produttive nelle politiche legate alla programmazione europea.
Il ruolo di Lazio Innova, il braccio operativo della Regione
«Stiamo lavorando — ha spiegato — alla creazione di un centro promosso da Lazio Innova che curi la progettualità complessa, quindi non solo europea ma anche nazionale, e possa offrire supporto alle imprese, soprattutto a quelle più piccole. Questo sarà uno degli asset che entreranno nell’ambito dell’acceleratore».
Partecipare ai bandi europei, ha aggiunto, non è affatto semplice per una PMI: «Spesso non hanno personale in grado di seguire tutti gli aspetti, che sono molto vasti».

Un desk fisso per far incontrare fondi di investimento e startup
Un altro servizio che troverà spazio all’interno dell’acceleratore sarà un desk fisso per facilitare l’incontro tra i fondi di investimento e le piccole e medie imprese. Marcolini ha spiegato che l’obiettivo è costruire un luogo di connessione stabile tra finanza e innovazione: fino a pochi anni fa, chi operava da Roma era svantaggiato rispetto a Milano, mentre ora i fondi selezionati dalla Regione dovranno aprire una sede o un punto operativo nel Lazio.
L’acceleratore ospiterà i desk dei fondi e sarà il luogo in cui le startup potranno incontrare direttamente gli investitori, instaurando relazioni continue e concrete. Dopo il primo contatto, il rapporto resterà privato, ma l’obiettivo della Regione è favorire una rete di relazioni permanenti.
Punteggi più alti ai progetti “green tech” nei bandi regionali
Marcolini ha inoltre anticipato che nei nuovi bandi regionali sarà introdotto un asse “green tech”. Non si tratterà di un bando specifico, ma di una priorità trasversale che garantirà punteggi più alti ai progetti legati a innovazione, ricerca, internazionalizzazione e tecnologie verdi.
Altro elemento chiave sarà il networking: «Significa soprattutto open innovation — ha spiegato —, tavoli in cui le aziende e le startup più innovative presentano le proprie soluzioni ai grandi gruppi industriali e si confrontano con loro. Oggi abbiamo avuto un primo assaggio, ma pensiamo a momenti dedicati e riservati, non semplici convegni, in cui startup e PMI selezionate possano presentarsi ai grandi player. Ci sarà anche il coinvolgimento dei centri di ricerca».


Staff rafforzato per assistere le imprese nella progettazione
Sul piano operativo, Lazio Innova prevede anche un rafforzamento dello staff che coordina la progettazione europea, una delle strutture che entreranno a far parte dell’acceleratore. «Tutto questo pacchetto di iniziative — ha concluso Marcolini — può fare del Lazio un hub almeno nazionale di attrazione nei settori del green tech».
Il convegno “Energia in rete” si era aperto con i saluti di Vinicio Mosè Vigilante, amministratore delegato del GSE: “La transizione energetica non deve essere percepita come un peso per imprese e cittadini, ma come un’opportunità da cogliere appieno”. Tra gli intervenuti Livio De Santoli (Sapienza Università di Roma), Laura D’Angelo (Eniverse Venture), Veronica Jorio (Enel) e Giulia Monteleone (Enea). Nel corso della mattinata, Claudia Vivalda (CTN Energia) e Francesco Marcolini (Lazio Innova) hanno illustrato i risultati del Position Paper sull’innovazione energetica nel Lazio, con dati e proposte per la nuova strategia regionale.
A seguire, sono intervenuti Paolo Cellini (Deep Ocean Capital), Giulia De Santis (Enel), Marco Girotto (Geoside – Gruppo Italgas), Massimiliano Granieri (MITO Technology Venture) e Mattia Palazzi (Siram Veolia). Spazio poi ad alcune startup e PMI dell’ecosistema regionale, che hanno risposto alla call lanciata da Lazio Innova tramite avviso pubblico, presentando i propri pitch durante la sessione conclusiva.
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