Produrre energia sulla Luna con reattori nucleari di nuova generazione. È l’obiettivo dell’intesa firmata tra Enea e Framatome, azienda francese leader del settore, che punta a sviluppare soluzioni avanzate per garantire elettricità ai futuri insediamenti spaziali. L’annuncio è arrivato poco fa con una nota congiunta,
L’accordo riguarda studi su combustibili più efficienti e sicuri, materiali in grado di resistere alle condizioni estreme dello spazio e l’uso della stampa 3D per costruire i componenti del reattore. Un passo decisivo per assicurare energia continua e affidabile, soprattutto durante le lunghe notti lunari, rendendo così possibile una presenza stabile dell’uomo sulla superficie del nostro satellite.
Reattori nucleari sulla Luna, Enea entra nel progetto internazionale
“Sotto la spinta di questa visione comune Framatome ed Enea hanno deciso di instaurare una collaborazione al fine di portare a compimento la creazione di Framatome Space e convalidare l’importanza di avere un attore industriale consolidato coinvolto nelle attività di sviluppo”, ha dichiarato Grégoire Lambert, vicepresidente di Framatome Space. “Il successo complessivo di tali sviluppi richiederà diverse competenze europee e siamo felici di partecipare a questa sfida”, ha aggiunto, ricordando anche la nascita di Framatome Italia come ulteriore passo nella cooperazione con il nostro Paese.
“Reattori nucleari al servizio dei futuri insediamenti spaziali”
Per Enea, la partnership è un’occasione di rilievo. “Unire e integrare le nostre competenze a quelle di Framatome è una grande opportunità per aumentare la portata internazionale delle nostre attività sui reattori nucleari di superficie, una precondizione per il successo in un’impresa tecnologica complessa”, ha spiegato Alessandro Dodaro, direttore del dipartimento Nucleare dell’agenzia.
“Inoltre, la collaborazione consentirà lo sviluppo di soluzioni tecnologiche avanzate e competitive per accelerare ulteriormente la maturità industriale del settore, ampliando il portafoglio delle conoscenze e competenze europee e segnando un passo cruciale nell’uso sostenibile delle risorse lunari, sia per il ritorno degli esseri umani sulla Luna che in vista della preparazione delle future missioni su Marte”, ha concluso Dodaro.
