Limiti alla produzione di plastica vergine e stop ai prodotti monouso. Sono due delle richieste portate dall’associazione italiana Plastic Free al tavolo Onu per la stesura del trattato globale contro l’inquinamento da plastica (UN Plastic Treaty Negotiations, a Ginevra dal 5 al 14 agosto 2025). Presenti 180 Paesi. Plastic free onlus chiede “con determinazione un accordo che sia realmente vincolante, coraggioso e in grado di incidere sulle cause profonde di una crisi che coinvolge ambiente, salute e giustizia sociale”. E aggiunge: “Non è più sufficiente occuparsi della plastica una volta che è diventata rifiuto”.
Plastic Free è l’unica associazione italiana presente ai lavori negoziali di Ginevra con status di osservatore ufficiale riconosciuto dall’Unep (United nations environment programme). “È necessario agire a monte del ciclo produttivo, imponendo un tetto globale e obbligatorio alla produzione di plastica vergine – spiega una nota -. Senza una misura strutturale come questa, altrimenti, si continueranno a curare i sintomi ignorando la malattia”.
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Trattato globale sulla plastica: Plastic Free chiede limitazioni alla produzione e stop al monouso
Tra le richieste ufficiali dell’associazione vi è anche l’introduzione di “un divieto reale, e non facoltativo, per i prodotti in plastica più pericolosi, come il monouso. Le normative frammentate dei singoli Stati non sono più sufficienti. Serve una regolamentazione globale, condivisa e incisiva, in grado di fermare la dispersione quotidiana di oggetti progettati per essere usati pochi minuti ma destinati a inquinare per secoli”.
Plastic Free sottolinea inoltre la necessità di garantire una transizione giusta, che non solo eviti di aggravare le disuguaglianze sociali, ma le riduca attivamente, sostenendo le comunità più vulnerabili e spesso escluse dai processi decisionali e dai benefici economici. “Non possiamo continuare a raccogliere nell’ambiente ciò che viene prodotto senza sosta – dichiara Luca De Gaetano, fondatore e presidente di Plastic Free –. Questo trattato non deve solo gestire l’inquinamento: deve fermarlo. E deve farlo con coraggio, con giustizia, e con urgenza”. Secondo l’associazione, l’inquinamento da plastica non è più soltanto un tema ambientale: è diventato una questione sanitaria globale. “La plastica è ormai presente nei polmoni, nel cervello, nel sangue, perfino nei bambini non ancora nati”.
Oltre a Luca De Gaetano, la delegazione di Plastic Free è composta dal direttore generale Lorenzo Zitignani e dalla Global Strategy Director Silvia Pettinicchio. La rete Plastic Free dal 2019, ha organizzato oltre 8.700 appuntamenti di pulizia ambientale, rimosso 4,6 milioni di chili di plastica e rifiuti e promosso migliaia di incontri educativi in scuole e territori.
“Forse non riusciremo mai a ripulire il mondo, ma possiamo smettere di sporcarlo – afferma De Gaetano –. Il cambiamento parte da chi ha il coraggio di fare. È il momento di scrivere un trattato per cui le generazioni future ci ringrazieranno, e non uno che dovranno riscrivere. Siamo l’ultima generazione che può ancora pulire, non la prima che ha deciso di arrendersi”.
