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    Eco News

    Più sicure per chi deve muoversi, verdi e “intelligenti”: le città del futuro viste da ECO Festival

    RedazioneDi Redazione17 Settembre 2026Updated:28 Settembre 2026Nessun commento9 Min lettura
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    Eugenio Patanè, assessore alla Mobilità del Comune di Roma
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    La seconda giornata di ECO Festival della Mobilità sostenibile e delle Città intelligenti, il 15 e il 16 settembre allo spazio eventi di piazza di Spagna a Roma, ha portato al centro del dibattito le trasformazioni che stanno ridisegnando le città italiane ed europee: sicurezza stradale, innovazione tecnologica, infrastrutture verdi, mobilità elettrica, qualità dello spazio pubblico e ruolo delle nuove generazioni nell’economia circolare.

    Le città come punto nodale della transizione ecologica

    La popolazione mondiale è sempre più urbana: oggi oltre il 56% vive in città e, secondo le stime Onu, la quota salirà al 70% entro il 2050. In Europa la tendenza è ancora più marcata: oltre tre cittadini su quattro vivono già in contesti urbani, e le città sono responsabili di circa il 70% delle emissioni globali e di oltre il 60% dei consumi energetici. Anche l’Italia segue questo trend: il 74% degli italiani vive già in aree urbane, percentuale destinata ad arrivare all’80% entro metà secolo. Le città generano oltre il 60% del pil nazionale e concentrano la maggior parte dei consumi energetici e delle emissioni. È qui, dunque, che si gioca la sfida della mobilità sostenibile, della qualità dello spazio pubblico e della resilienza climatica: le città sono il punto nodale della transizione ecologica.

    Muoversi come diritto universale

    La giornata di mercoledì si è aperta con i saluti istituzionali di Eugenio Patanè, assessore alla Mobilità del Comune di Roma, che ha sottolineato come “la città del futuro sia quella in cui muoversi è un diritto uguale per tutti: per chi ha un’auto e per chi non ce l’ha, per chi cammina e per chi si muove in carrozzina”. Patanè ha ricordato gli interventi già avviati nella capitale: sicurezza stradale, nuove strade scolastiche, tecnologia al servizio della mobilità, investimenti sul trasporto pubblico. “La transizione non è soltanto una questione di innovazione: significa restituire spazio alle persone e rendere la città più accessibile, sicura e resiliente. Il nostro obiettivo è fare in modo che un ragazzo possa uscire di casa, andare a scuola da solo e arrivare in sicurezza, in ogni quartiere della città”.

    Auto del futuro e sicurezza delle città

    La sicurezza stradale urbana è stata al centro anche dell’intervento della presidente di Aci-Fondazione Caracciolo Giuseppina Fusco, che ha parlato di una sfida che sarà profondamente ridefinita dall’evoluzione tecnologica dell’automobile e dalla convergenza tra l’elettrificazione e l’automazione della guida. La propulsione elettrica costituisce, infatti, la piattaforma ideale per integrare tecnologie di guida automatizzata, la cui evoluzione renderà possibile una crescente diffusione di servizi di mobilità on demand, robotaxi, car sharing evoluto e modelli di ‘mobilità come servizio’(MaaS) che favoriranno un uso più razionale del veicolo privato, riducendo il numero di auto e migliorando la sicurezza e la qualità dello spazio urbano. Per la Fondazione, dunque, le nuove tecnologie non sono un fine, ma un mezzo: “L’automobile del futuro avrà un impatto enorme sulle nostre abitudini e sull’economia nel suo complesso, e il suo arrivo si profila molto più vicino di quanto solo un anno fa potessimo immaginare”.

    Lo sviluppo della mobilità elettrica grazie a infrastrutture di ricarica sempre più veloci e presenti negli snodi cruciali di città e autostrade sono stati i temi toccati da Daniela Biscarini, head of charging point operator Italia di Enel, anche quest’anno partner di ECO.

    Leggi anche: Indice di mobilità sostenibile fermo al 34%, ma tra gli italiani cresce la propensione a usare mezzi pubblici e bici. Il rapporto Isfort

    Stefano La Rovere, Amazon

    Innovazione sostenibile e città smart

    Amazon ha concentrato il suo intervento sul valore dell’innovazione tecnologica in termini di contribuzione agli obiettivi di sostenibilità dell’azienda e di impatto sulle città e sui clienti. Stefano La Rovere, global director per Robotica, Meccatronica & Imballaggi Sostenibili, ha illustrato come l’intelligenza artificiale stia aumentando l’efficienza dei processi logistici, l’approvvigionamento energetico da fonti carbon-free stia diventando un pilastro delle attività dell’azienda, l’elettrificazione dei trasporti dell’ultimo miglio stia riducendo le emissioni e come la riduzione degli imballaggi superflui rappresenti un impegno concreto verso la sostenibilità urbana.

    Il capitale naturale come infrastruttura urbana nel clima che cambia

    La forestazione urbana è oggi una leva decisiva per contrastare il climate change perché rappresenta l’unico intervento in grado, al tempo stesso, di raffreddare le città, mitigare le isole di calore e migliorare la qualità dell’aria compensando l’eccesso di superfici cementificate. Piantare alberi e creare infrastrutture verdi significa rendere gli spazi urbani più freschi e vivibili, restituendo alle città una capacità naturale di protezione che oggi manca.

    L’importanza di tutelare il capitale naturale comune attraverso uno sforzo condiviso tra mondo profit e non profit, pubblico e privato, è al centro della strategia di Intesa Sanpaolo, che anche quest’anno ha rinnovato il suo sostegno a ECO Festival.

    Andrea Pallegatta, Florovivaismo Coldiretti

    Delle sfide della crisi climatica e dell’eccezionale capacità di adattamento e resilienza degli alberi ha parlato Andrea Pellegatta, arboricoltore e membro della consulta nazionale Florovivaismo Coldiretti, sottolineando come non basti piantare nuovi alberi ma sia necessario scegliere “la specie giusta per il posto giusto”. Fondamentale, inoltre, il valore della cura e della gestione continuativa e consapevole del patrimonio verde, essenziale per proteggere la biodiversità e garantire benefici ecosistemici vitali alle città e ai cittadini.

    Centri storici e rigenerazione urbana

    In città, negozi, pubblici esercizi e attività di servizio non sono soltanto imprese economiche, ma presìdi sociali, luoghi di incontro, fattori di vitalità urbana che contribuiscono a rendere più attrattivi i centri storici e più ricca l’esperienza di cittadini e visitatori. Alessandro Cavo, consigliere Confcommercio per i centri storici, ha evidenziato come il commercio di vicinato sia patrimonio condiviso della comunità e del sistema Paese, rappresentando valori di socialità, cultura e vivibilità. Rigenerare i centri storici significa rendere le città più vive, sostenibili e inclusive.

    Alessandro Cavo, Confcommercio

    Nuove generazioni e sostenibilità

    Daniele Grassucci, direttore e co-founder di Skuola.net, ha portato la voce dei giovani, “sostenibili (non) per caso”. “Eco-ansia non è un concetto astratto: tre giovani su quattro sono preoccupati per il pianeta. Tuttavia le scelte sostenibili non arrivano per grazia ricevuta: serve formazione e un sistema che non renda ‘sfigata’ la scelta di essere attenti ai bisogni del pianeta”. Grassucci ha anche ricordato che molti giovani dicono di non sapere riciclare correttamente tutti i rifiuti che producono.

    Nel corso della giornata, agli studenti presenti – oltre un centinaio di ragazzi delle classi superiori dei licei romani Avogadro, Giordano Bruno e Montessori – è stato chiesto di segnalare quale tematica avesse maggiormente attirato la loro attenzione. I rilievi verranno utilizzati per un prossimo focus group sulle tematiche del convegno

    Lo sguardo internazionale: Parigi

    Molto atteso il contributo di Chiara Molinar, responsabile della strategia pedonale e della progettazione inclusiva dello spazio pubblico del Comune di Parigi, che ha illustrato l’ambiziosa politica della capitale francese di trasformazione della mobilità e dello spazio pubblico: riduzione delle emissioni, miglioramento della qualità dell’aria, mitigazione dell’isola di calore urbano, mobilità attiva, rinaturalizzazione. Una strategia che sta costruendo Parigi quale città più vivibile, resiliente e inclusiva.

    Alcuni dati tratti dalla presentazione di Molinar sono esplicativi: il 65% degli spostamenti interni al territorio parigino sono realizzati a piedi; tra il 2020 e il 2024 l’utilizzo delle piste ciclabili è cresciuto del 34% e cresce l’offerta di parcheggio per le bici (saranno 130.000 entro la fine di quest’anno); il tasso di motorizzazione è molto basso, il 66% dei parigini non possiede un’auto; il livello di inquinamento cui sono esposti i parigini è diminuito del 40% in 10 anni. Le priorità sono liberare spazio pubblico per nuovi usi- con la creazione di un “cœur pietón” in ogni distretto per oltre 100 ettari di spazi pedonali entro il 2030 – e vegetalizzare lo spazio pubblico in modo massiccio, ad esempio con le “rue jardin” e le “promenade plantée” che prendono il posto dei parcheggi auto dismessi, mentre nelle scuole si insegna ai bambini ad andare in bici e a percorrere le nuove “strade scolastiche”. Ultimo ma non ultimo, la pedonalizzazione di alcuni luoghi simbolo della città, a partire dal progetto del “grande parco continuo” che include la Tour Eiffel.

    Le città del clima a confronto

    A chiudere la giornata, il panel “Gli amministratori delle città del clima a confronto”, con la partecipazione di Anna Lisa Boni, assessora ai fondi europei/Pnrr, transizione ecologica e relazioni internazionali del Comune di Bologna, Paola Galgani, vicesindaca del Comune di Firenze, Oriana Ruzzini, assessora alla Transizione ecologica, Ambiente e Verde del Comune di Bergamo e Edoardo Zanchini, direttore Ufficio Clima – Gabinetto del sindaco del Comune di Roma.

    Il panel ha raccontato l’azione pioniera delle nove città italiane (oltre alle presenti, Milano, Padova, Parma, Prato e Torino) selezionate nel quadro della missione UE “100 città per la neutralità climatica al 2030”, impegnate in progetti per ridurre le emissioni di gas climalteranti, promuovere energia rinnovabile e trasformare le città in termini di mobilità sostenibile, con nuove linee tranviarie e autobus elettrici, piste ciclabili e iniziative per la forestazione urbana, la riqualificazione degli edifici, le scuole sostenibili, fino ai rifugi climatici per proteggersi dalle ondate di calore e alle aree gioco per bambini. Tutto questo attraverso un “contratto climatico” che unisce gli sforzi e gli impegni di tanti soggetti pubblici e privati.

    Luciano Buonfiglio, presidente Coni

    ECO 2026: un laboratorio di idee per le città del futuro

    La seconda giornata conferma il ruolo di ECO come spazio di confronto aperto e multidisciplinare, dove mobilità, innovazione, ambiente e qualità della vita si intrecciano per immaginare città più sicure, verdi e inclusive. Il Festival riunisce ogni anno protagonisti di primo piano del mondo industriale e istituzionale, quest’anno con partner come Enel, Regionale di Trenitalia (Gruppo FS), Intesa Sanpaolo, Conai, Confcommercio, Aci Fondazione Caracciolo, Amazon creando un dialogo tra competenze e visioni differenti.

    Nel corso della seconda giornata di ECO sono stati conferiti tre premi:

    • Conai ha premiato Luciano Buonfiglio, presidente Coni. Un riconoscimento alla visione che ha portato alla firma del protocollo d’intesa Coni–Conai che promuove la responsabilità ambientale attraverso lo sport, in grado di trasformare valori come rispetto, regole e partecipazione in comportamenti sostenibili quotidiani.
    • Regionale, brand di Trenitalia (Gruppo FS) ha premiato Francesca Rossi, cliente XGo che ha effettuato più viaggi con Regionale nella regione Lazio. Un premio alla fedeltà e alla scelta di credere nella mobilità sostenibile, uno dei valori fondativi del brand Regionale di Trenitalia, che promuove ogni giorno spostamenti più responsabili e accessibili.
    • Il comitato scientifico di ECO ha premiato Silvia Livoni, bike destination Specialist. Un riconoscimento alla visione pioniera del progetto Terre di Casole bike hub e all’impegno decennale nella promozione della bikeconomy, nella formazione e nella creazione di modelli innovativi di turismo sostenibile che valorizzano territori, comunità e sicurezza dei ciclisti.

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