Due termovalorizzatori da 600 mila tonnellate complessive di capacità, un investimento da 881 milioni di euro e l’obiettivo di ridurre il ricorso alle discariche. La regione Sicilia ha presentato i progetti definitivi degli impianti previsti a Palermo e Catania, inseriti nel nuovo piano regionale dei rifiuti. Secondo quanto illustrato ieri durante la conferenza stampa, le strutture dovrebbero entrare in funzione entro il 2028.
I due impianti produrranno circa 469,6 gwh di energia elettrica l’anno, quantità che la Regione stima equivalente al fabbisogno di 174 mila famiglie siciliane. Il 10% dell’energia servirà ad alimentare gli stessi termovalorizzatori, mentre la restante parte sarà immessa nella rete elettrica. Nel piano regionale figurano inoltre nove impianti di selezione e recupero, sette piattaforme per la raccolta differenziata, due biodigestori e quattro ampliamenti di discariche esistenti.
Secondo le previsioni contenute nella documentazione, la realizzazione degli impianti dovrebbe contribuire a ridurre progressivamente il conferimento in discarica, passando dalle 748 mila tonnellate previste nel 2027 alle 140 mila tonnellate nel 2030. La Regione evidenzia inoltre che oggi parte dei rifiuti viene trasferita fuori dalla Sicilia con costi che arrivano a circa 380 euro a tonnellata.
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Tra gli elementi sottolineati durante la presentazione ci sono anche i dati sulle emissioni e sui consumi idrici. I progettisti hanno spiegato che gli impianti utilizzeranno sistemi di recupero e ricircolo dell’acqua senza prelievi da falde o acquedotti pubblici. La Regione sostiene inoltre che i valori emissivi previsti saranno inferiori rispetto ad altri impianti europei e italiani presi come riferimento nel settore.
“Oggi tagliamo il traguardo di una tappa strategica”, ha dichiarato il presidente della regione Sicilia Renato Schifani, parlando di una “svolta storica nella gestione dei rifiuti in Sicilia”. Secondo il progettista Marco Cremonesi si tratta di “impianti all’avanguardia da un punto vista tecnologico”, mentre Francesco Martino ha spiegato che i due termovalorizzatori avranno emissioni “inferiori” rispetto a impianti considerati benchmark del settore come Copenaghen e Bolzano.
