Proseguono le audizioni sulla proposta di aggiornamento del Pniec, davanti alle commissioni riunite Attività produttive e Ambiente della Camera dei deputati. Il 10 aprile 2024 è stata la volta di Bernardo Ricci Armani, country manager di Statkraft, “primo produttore di rinnovabili in Europa, azienda del governo norvegese, in Italia da circa 4 anni con l’ambizione di contribuire al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione del Paese e di transizione”.
“La transizione energetica – ha esordito Bernardo Ricci Armani – dal nostro punto di vista ha bisogno di coniugare degli elementi fondamentali dei target ambiziosi, ma ha bisogno anche di una forte capacità amministrativa per far fronte a richieste sempre crescenti da parte degli operatori. E soprattutto di una grande attenzione alla qualità dei progetti. Questo per noi è un elemento fondamentale per poter trasformare il Pniec in un piano reale di azione e soprattutto di implementazione dei progetti”.
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Transizione energetica e nuovo Pniec, il “rischio di una bolla speculativa”
“Il nostro punto di vista da operatore è quello di assistere in questo momento a una potenziale bolla speculativa. È un campanello di allarme che vorrei sottolineare perché come sapete le richieste di accesso alla rete sono tante, la mancanza di filtri all’ingresso rende il settore molto affollato e quindi molto soggetto a speculazioni”.
Come si può evitare questo pericolo con il nuovo Pniec? “Creando dei sistemi di filtraggio a monte in modo tale da evitare questo sovraffollamento, che ha delle conseguenze anche sull’intasamento degli uffici, delle aree, della rete, e quindi una saturazione virtuale“. Il rischio è “autorizzare progetti che non sono realizzabili, con una doppia sconfitta sia per il Pniec che non vede realizzato il raggiungimento degli obiettivi ma anche per chi come gli operatori seri vuole progetti che vengono realizzati”.
I progetti devono rispondere a 4 elementi di sostenibilità: “una sostenibilità tecnica, quindi progetti che sono fattibili; una sostenibilità finanziaria, progetti su cui si può investire che non sono oggetto di continue compravendite come purtroppo succede; una sostenibilità ambientale, quindi progetti che abbiano una forte caratterizzazione a beneficio dell’ambiente; non ultimo una sostenibilità sociale, progetti concertati con i territori non più calati dall’alto”.

“Sì a tempi certi, no alla ipersemplificazione”
Aggiornamento Pniec, Ricci ha detto poi che è fondamentale per le imprese avere tempi certi, ma “noi non siamo tra quelli che sostengono una iper semplificazione perché anzi vediamo nella iper semplificazione un rischio di una perdita di qualità dei progetti, noi riteniamo che il Pniec deve dare una spinta a progetti che siano fattibili e quindi non più una iper semplificaizone ma anzi tempistiche certe e una semplificazione nel senso di creare progetti di alta qualità”.
Altro ostacolo da superare per la transizione energetica sono “le frammentazioni regionali, purtroppo chi lavora in questo settore si scontra con continue diversità tra regione e regione”. E poi bisogna “migliorare i meccanismi di richieste alla rete che purtroppo sono troppo facili a detta dello stesso gestore. C’è bisogno di un filtro anche in questo caso, altrimenti si creano situazioni di accesso alla rete impossibili, onerose e ambientalmente troppo impattanti”. energia Un’altra priorità è “fare chiarezza sulle aree idonee, specialmente su quelle grigie, che quindi non si sa bene cosa possono rappresentare”. energia
Ultimo ma non ultimo, “avere un giusto mix tra incentivi e soluzioni di mercato. Noi siamo favorevoli al decreto Fer X, ma attenzione che il Fer X non ricrei quella bolla del conto energia ma sia un elemento di sostegno all’investimento, ma non l’unico elemento per l’investimento”.
