Dopo mesi di lavoro nelle commissioni parlamentari, ieri alla camera dei deputati è iniziata la discussione sul disegno di legge di delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile, con cui l’esecutivo punta a costruire le regole per un possibile ritorno del nucleare in Italia. Nel testo trovano spazio piccoli reattori modulari, fusione nucleare, produzione di idrogeno, utilizzi nel settore navale e gestione delle scorie radioattive.
Il disegno di legge non autorizza direttamente la costruzione di nuove centrali, ma delega il governo ad adottare entro 12 mesi uno o più decreti legislativi per disciplinare l’intera filiera nucleare. “Si tratta di un provvedimento che interviene su un settore strategico per la politica energetica nazionale”, ha dichiarato in aula il relatore Luca Squeri.
Nucleare in Italia: da piccoli reattori a come gestire le scorie, ecco cosa prevede il testo
Nel corso della presentazione, Squeri ha spiegato che il testo non riguarda soltanto le eventuali future centrali, ma tutta la filiera del nucleare: dalla produzione di energia fino alla gestione delle scorie radioattive e dei depositi per lo stoccaggio dei rifiuti nucleari.
Tra i punti centrali del testo ci sono le tecnologie del cosiddetto “nuovo nucleare”. Vengono richiamati gli smr (small modular reactors), i piccoli reattori modulari considerati una delle principali scommesse del settore, insieme agli amr (advanced modular reactors), reattori avanzati ancora più sperimentali, e alla fusione nucleare, tecnologia ancora in fase di ricerca che punta a produrre energia replicando il processo che alimenta il Sole.
Il provvedimento non riguarda soltanto la produzione di elettricità. Prevede infatti anche possibili utilizzi del nucleare per produrre idrogeno e calore industriale. “Nel corso dell’esame in sede referente è stata altresì introdotta tra gli oggetti della delega la disciplina dell’utilizzo dell’energia da fonte nucleare sostenibile anche per il settore navale e marittimo”, ha spiegato Squeri.
Nel mix energetico prevista per il nucleare una quota tra l’11 e il 22%
Nel dibattito è intervenuto anche il sottosegretario all’Ambiente e alla Sicurezza energetica Claudio Barbaro, che ha collegato il ritorno del nucleare alla crescita prevista dei consumi elettrici. Secondo Barbaro, nei prossimi anni l’Italia sarebbe destinata a consumare molta più elettricità a causa dell’elettrificazione dei consumi, dello sviluppo dei data center, dell’intelligenza artificiale e della trasformazione industriale. “Le rinnovabili restano centrali, tuttavia non possono da sole ancora garantire continuità, programmabilità e stabilità dei prezzi”, ha dichiarato il sottosegretario.
Nel corso dell’intervento, Barbaro ha richiamato anche le stime del Pniec 2024, secondo cui il nucleare potrebbe coprire tra l’11% e il 22% dell’elettricità consumata in Italia al 2050. “Il nucleare sostenibile, riconosciuto dall’Unione Europea come tecnologia a basse emissioni, è uno strumento fondamentale per raggiungere questo obiettivo”, ha dichiarato il sottosegretario.
Sicurezza, si valuta la creazione di una autorità indipendente
Ma com’è possibile tornare a discutere di nucleare dopo i referendum con cui gli italiani avevano detto no all’atomo? Nel corso dell’intervento, Barbaro ha sostenuto che le tecnologie oggi al centro del dibattito sarebbero profondamente differenti rispetto alle centrali di prima e seconda generazione dismesse dall’Italia. Proprio su questo punto il sottosegretario ha richiamato la sentenza 199 del 2012 della Corte costituzionale: “I limiti referendari valgono solo se il quadro tecnologico e politico non è mutato”:
Nel dibattito è emersa inoltre la possibilità di autocandidature per ospitare impianti di stoccaggio temporaneo o di smaltimento definitivo delle scorie radioattive. “È inoltre previsto il riordino della disciplina sulla sicurezza, sulla vigilanza e sul controllo anche valutando l’istituzione di un’autorità amministrativa indipendente”, ha dichiarato Squeri. Resterebbero comunque ferme le competenze del comando carabinieri per la tutela ambientale e la sicurezza energetica.
