Nucleare in Italia, aziende del settore già pronte a fare domanda per la costruzione dei primi mini reattori. È quanto emerso l’8 febbraio dall’ultima seduta congiunta delle commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera. In calendario nuove audizioni per l’indagine conoscitiva sul ruolo dell’energia nucleare nella transizione energetica e nel processo di decarbonizzazione. Tra i relatori Stefano Buono, amministratore delegato di Newcleo, azienda nata nel 2021 con uffici in Inghilterra, Francia, Italia e Svizzera, impegnata nello sviluppo del nucleare di quarta generazione.
Luca Squeri (Forza Italia) ha chiesto a Buono quando, nella migliore delle ipotesi, ci potrebbe essere un reattore acceso in Italia di questo tipo. “Noi siamo pronti a fare domanda di licenza immediatamente. Già lo abbiamo fatto in Francia, in Inghilterra, presto in Slovacchia. Tutto dipenderà dalla velocità con cui verrà data la licenza. Appena in Italia ci sarà l’autorità a cui poter fare domanda, noi siamo pronti e con noi i nostri partner industriali”, ha detto Buono facendo riferimento alla nuova struttura che avrà il compito di valutare le richieste. “Siamo contenti che nella legge delega si preveda la creazione di questa autorità di sicurezza”.
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Nucleare in Italia, a valutare le domande sarà una agenzia di sicurezza ad hoc
Energia nucleare più o meno conveniente rispetto a quella prodotta dalle eolico, fotovoltaico o idroelettrico? Per Enrico Cappelletti (Movimento 5 Stelle), si parla spesso di intermittenza delle fonti rinnovabili, però, se sono integrate, il problema dell’intermittenza non c’è più. “Oggi esistono sistemi che consentono di risolvere questo problema”. Ha poi sollevato alcuni quesiti sul problema del prezzo dell’energia. “Se guardiamo la media del costo dell’energia prodotta dal nucleare negli ultimi 20 anni, vediamo che è pari al doppio dell’energia che paghiamo attualmente?”. E ancora, a livello mondiale “il saldo netto tra aperture e chiusure di centrali nucleari è negativo”, ha detto Cappelletti. “Stiamo producendo meno potenza nucleare rispetto a prima. E, al contrario, addirittura un pannello fotovoltaico su due che esiste oggi a livello globale, due anni fa non esisteva”.
“Ci sono diecimila modi di usare energia”, ha risposto Buono. “L’industria energivora ha bisogno di energia e calore allo stesso tempo. Questo lo si fa oggi con le turbine a gas, ma non lo si potrà fare con gli impianti rinnovabili, perché bisogna pagare i costi di trasporto, accumulo e, addirittura, la conversione dell’energia elettrica in calore”. Meglio il nucleare di quarta generazione: “Parliamo di macchine completamente differenti, e di epoche completamente differenti”. Inoltre, “nei Paesi in cui il nucleare è molto forte, quando vengono installati nuovi reattori nucleari, la bolletta scende. In Finlandia, ad esempio, è scesa del 77% dopo la messa in servizio di un nuovo reattore”.
Nucleare in Italia, i mini reattori dell’azienda Newcleo con sistema di raffreddamento a piombo
Nel suo intervento, l’amministratore delegato di Newcleo ha illustrato cosa si intende per nucleare di quarta generazione: “Si tratta di piccoli reattori nucleari, soluzioni ideali per comparti industriali energivori, che hanno bisogno di calore ed elettricità insieme e a basso costo. Nucleare e rinnovabili sono ‘alleati e complementari’ nella transizione. Il nucleare può risolvere il problema dell’intermittenza di alcune rinnovabili e garantisce una migliore ottimizzazione dell’utilizzo del suolo”. Secondo uno studio citato per la produzione di un terawattora con il nucleare (terza generazione) servirebbe l’occupazione di circa dieci ettari per il nucleare (nucleare di terza generazione). Invece, con le turbine elettriche cento ettari e addirittura mille ettari di fotovoltaico.
Sicurezza passiva. Questi reattori sono dotati di sistema di raffreddamento a piombo liquido, “che azzera i possibili incidenti e consente al macchinario un funzionamento più efficace in termini economici. In caso di blackout e abbandono del reattore, questo si spegne da solo senza intervento umano“.
Inoltre, “nel nostro caso specifico – ha aggiunto Buono – questi impianti offrono la capacità di riciclare le scorie nucleari, chiudendo così il ciclo del combustibile. Ciò è importante perché evita la dipendenza geopolitica ed economica del mercato dell’uranio. Con i rifiuti nucleari esistenti in Europa, avremmo energia pulita per centinaia di anni“.
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Un altro vantaggio è “la modularità e la compattezza dei reattori”. “Un nostro reattore da 200 megawatt elettrici ha un ingombro del componente più grande di sei metri per sei. Può essere prodotto in fabbrica. Una città come Roma potrebbe essere alimentata da un gruppo di cinque reattori di questo tipo, tutti nello stesso sito, pochi ettari. E produrrebbe meno di un metro cubo di prodotti di scarto dal combustibile, che non avrebbe nemmeno bisogno di rimanere sul territorio italiano”.
Nucleare di quarta generazione, le possibile applicazioni in ambito industriale e i costi
Diverse le possibilità di applicazione in ambito industriale del nucleare in Italia. “Newcleo lavoro oggi con tre aziende italiane, del settore navale, per la chimica verde e per le piattaforme offshore”. Sono solo tre esempi. E poi ci sono energia a costi “davvero competitivi”. “Per un impianto con 4 reattori nello stesso sito, riusciamo a scendere a 55 euro per megawattora”.
Ma “la cosa più straordinaria di questa rivoluzione è che si basa su competenze, brevetti e tecnologie largamente italiane”. In tre anni, Newcleo è cresciuta fino a mille impiegati. “In Italia abbiamo una forte partnership con Enea. Abbiamo creato a Brasimone quello che è oggi il più grande centro di ricerca sulla tecnologia del piombo (al posto dell’acqua per il raffreddamento, ndr), dove stiamo costruendo dodici impianti di ricerca e qualifica dei componenti dei nostri reattori. L’ultimo dei quali diventerà operativo entro la fine del prossimo anno”.
L’azienda sta arruolando decine di ingegneri italiani. Newcleo ha riportato in Italia molti di quegli ingegneri che, usciti negli anni passati dalla Facoltà di Ingegneria, hanno lavorato in tutto il mondo. “E li stiamo affiancando a nuove generazioni di ingegneri neo-laureati per non disperdere le competenze”; ha concluso l’amministratore delegato.
