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    Home » “Nasce una voce unica e concreta per l’intera filiera dei carburanti”
    Energia

    “Nasce una voce unica e concreta per l’intera filiera dei carburanti”

    Simone LupinoDi Simone Lupino17 Dicembre 2025Updated:19 Gennaio 2026Nessun commento6 Min lettura
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    voce unica filiera carburanti Assopetroli Assoenergia Assogasmetano
    La stretta di mano tra Andrea Rossetti (Assopetroli-Assoenergia) e Flavio Merigo (Assogasmetano)
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    Dal 16 dicembre “l’intera filiera dei carburanti parla con una unica voce”. È il messaggio emerso dalla sedi nazionale dell’Aci a Roma, dove si è celebrata ufficialmente la fusione tra Assopetroli-Assoenergia e Assogasmetano, una decisione già deliberata dalle due associazioni lo scorso 6 novembre.

    La nuova realtà rappresenta una parte rilevante del sistema energetico nazionale: le imprese associate coprono circa il 75% del fabbisogno nazionale di prodotti petroliferi ed energetici e gestiscono circa il 50% delle stazioni di servizio presenti sulla rete italiana, per un totale di oltre 12 mila punti vendita.

    Filiera carburanti, sancita fusione tra Assopetroli-Assoenergia e Assogasmetano

    Non si tratta di una semplice unione organizzativa, ma di una scelta definita dagli stessi promotori “strategica”. Le due associazioni diventano infatti “una realtà unica e integrata, nata per rappresentare in maniera concreta, operativa e autorevole l’intera filiera dei carburanti”. L’obiettivo dichiarato è “dialogare con tutti – istituzioni e stakeholder – sui tanti dossier energetici aperti nel Paese”. Non a caso l’evento si intitolava “Insieme per il futuro”.

    Una giornata definita “storica” per il settore, che segna una svolta importante. Proprio mentre, nella sede dell’ACI a Roma, le associazioni si presentavano sotto la nuova veste, da Bruxelles arrivava la notizia del dietrofront della Commissione europea sullo stop ai veicoli endotermici previsto per il 2035.

    Un passaggio che non poteva passare inosservato. Per le due associazioni, che fin dall’inizio avevano previsto “effetti nefasti” di un’imposizione per legge del tutto elettrico, la notizia è stata letta come una conferma delle criticità più volte evidenziate.

    Leggi anche: “Biometano, a che punto è l’Italia”. L’analisi del presidente Arrigoni (Gse)

    Giornata storica per la filiera dei carburanti. Nelle stesse ore da Bruxelles lo stop sul “tutto elettrico”

    Soddisfatto il presidente di Assopetroli-Assoenergia, Andrea Rossetti, che ha ricordato come le due associazioni siano state a lungo “sospettate, se non apertamente accusate, di essere negazioniste climatiche, solo perché portavano avanti un punto di vista improntato alla prudenza e al realismo”.

    “È una bella sensazione – ha aggiunto – quando la politica torna a fare i conti con la realtà”. Da un lato, ammette Rossetti, “viene la tentazione di dire: noi lo avevamo previsto”. Dall’altro, però, prevale anche la preoccupazione per il punto a cui si è arrivati prima dell’inversione di marcia. “L’Europa e l’Italia, che ha un ruolo di primo piano nel manifatturiero, hanno seriamente messo a repentaglio il proprio posizionamento industriale per scelte che oggi si rivelano largamente errate, basate su modelli e previsioni che non si sono confermate nei fatti”.

    Sulla stessa linea il presidente di Assogasmetano, Flavio Merigo, che ha parlato di una lunga fase di isolamento del settore. “Siamo stati a lungo predicatori nel deserto”, ha affermato. “Siamo orgogliosi di aver tenuto dritta la barra del timone quando eravamo in mezzo alla tempesta. Non ne siamo ancora usciti, speriamo di uscirne, ma questo ci dà forza per andare avanti”. Una forza che, secondo Merigo, deve tradursi “subito in una serie di proposte importanti per far riprendere ossigeno al settore”.

    Esultano i presidenti Rossetti e Merigo: “Pronti da subito con le nostre proposte”

    L’evento si è aperto con la presentazione di uno studio illustrato da Lisa Orlandi, economista petrolifera di Ricerche industriali ed energetiche (Rie), che ha mostrato come i combustibili fossili coprano ancora oggi l’87% della domanda primaria mondiale di energia. “Il grado di dipendenza da fonti fossili è ancora molto elevato – ha commentato Rossetti -. È evidente ormai che non si può scende a livelli residuali in pochi anni, la lunghezza del percorso è imprevedibile, ma non breve. Sarà comunque possibile con step graduali arrivare a conseguire step importanti e graduali di decarbonizzazione. La questione è garantire emissioni basse. Zero emissioni zero, invece, è una formula di marketing: non esiste in natura”.

    Da qui il riferimento ai low carbon fuels, definiti come “una famiglia di molecole a basso impatto ambientale, o addirittura a impatto negativo, che rappresentano una tecnologia in grado di aiutare la transizione del motore endotermico”. Tra questi sono stati citati idrogeno, biometano, BioGNL e BioGPL.

    Il ruolo dei low carbon fuels nella decarbonizzazione

    La tavola rotonda sui biocarburanti. Da sinistra a destra: Dario Falchi (Retitalia) Stefano Fiorini (Iter), Giovanni Perrella (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica) Attilio Punzo (Gse)

    Tra i biocarburanti, particolare attenzione è stata riservata al biometano. Merigo ha spiegato che, a fronte del fatto che la Commissione europea “si è proposta di sviluppare i biofuel in maniera consistente, in diverse direzioni”, nei fatti “non è mai stata fatta una vera politica per promuovere un incremento massiccio del biometano”. Ciononostante, ha ricordato, “l’Italia vanta un primato importante, essendo il terzo produttore mondiale di biometano”, grazie a una politica di incentivazione che è proseguita nel tempo. «Avremmo potuto fare molto di più, ma non abbiamo perso completamente il treno”. “Se finalmente cambia la direzione delle politiche energetiche nei trasporti con l’uso dei biocarburanti, sono sicuro che ci potrà essere un forte incremento della produzione”.

    Pichetto Fratin: “Il vostro contributo come conoscitori del settore sarà fondamentale”

    La giornata ha visto anche la ‘benedizione’ del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervenuto con un videomessaggio. Il ministro ha ribadito “l’impegno del governo sul grande tema della transizione energetica, che deve essere fondata sulla neutralità tecnologica”. “Abbiamo bisogno dei carburanti rinnovabili, di tutte le soluzioni tecnologiche disponibili. Rischiamo altrimenti di bloccare il percorso di decarbonizzazione che vogliamo sia reale e che riguardi tutti”.

    Pichetto Fratin ha ricordato come il governo abbia segnalato sin dal proprio insediamento che “il bando dei motori endotermici al 2035 non era realizzabile per ragioni economiche e sociali”. “Il solo elettrico non può essere l’unica soluzione”. Da qui il ruolo dei biocarburanti sostenibili, che “possono e devono fornire un contributo fondamentale alla decarbonizzazione e alla sostenibilità dell’intero settore dei trasporti e della mobilità in generale”.

    “Grazie al ruolo conquistato dall’Italia – ha aggiunto – abbiamo ottenuto che i biocarburanti siano riconosciuti come parte della soluzione, come una parte importante per raggiungere gli obiettivi”. “Serve una transizione giusta e la necessità di preservare il sistema industriale del nostro Paese”. “Sarà un percorso impegnativo, ed è per questo che abbiamo bisogno del vostro contributo, come conoscitori del settore”, ha concluso il ministro rivolgendosi ai rappresentanti delle due associazioni ora unite in un’unica realtà.

    Tra i saluti istituzionali anche quello del sottosegretario al Ministero delle Impprese e del Made in Italy, Massimo Bitonci. A seguire si è svolta la tavola rotonda “Verso una filiera energetica integrata: riflessioni strategiche sul ruolo dei biocarburanti nella transizione energetica”, con la partecipazione di Giovanni Perrella (Mase), Attilio Punzo (Gse), Dario Falchi (Retitalia) e Stefano Fiorini (Iter).

    biocarburanti
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    Simone Lupino

      E’ giornalista professionista dal 2011. Ha collaborato con Corriere di Viterbo, Il Messaggero, Russia Beyond the Headlines

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