Innovation district, formazione, forum sulla mobilità sostenibile condivisa. Sono le tre principali novità della prossima edizione di Ibe (Intermobility and Bus Expo). Torna la fiera dedicata al marketplace dell’autobus in programma dal 19 al 21 novembre prossimi alla Fiera di Rimini.
Il programma è stato presentato il 23 aprile a Roma, alla Stazione Termini, presso The Hub LVenture Group. «La nostra ambizione non è quella di essere solo una fiera tradizionale, ma un luogo di scambio e di confronto». Lo ha detto Alessandra Astolfi di Ieg (Italian Exhibition Group).
Leggi anche: Il turbo alla mobilità pubblica sostenibile: «26 miliardi di euro di finanziamenti»

Ibe 2024, tre giorni di eventi alla Fiera di Rimini dal 19 al 21 novembre
Il tema dell’innovazione sarà centrale. «Grazie anche ai giovani innovatori di Confindustria ci sarà uno spazio all’interno della fiera chiamato Innovation district dove alcune start up appositamente selezionate potranno presentarsi e raccontare quello che stanno facendo».
«Altro tema che porteremo alla ribalta è la formazione, un tema chiave in tutte le industrie. Anche nel nostro settore si stanno registrando molte difficoltà a trovare personale qualificato».

Le ragioni di questo gap sono due: «Da un lato sono cambiate le competenze, oggi molto più digitalizzate, c’è un impatto importante del mondo della tecnologia”. Ci saranno quindi degli approfondimenti che coinvolgeranno anche l’ordine degli ingegneri. L’altro fattore penalizzante è che «certe professioni come quella dell’autista vengono viste un po’ alla vecchia maniera». Da qui l’idea di far raccontare questo mondo direttamente dai protagonisti, gli autisti di autobus.
«A tutto ciò affiancheremo un talk più istituzionale con il Ministero dei trasporti e quello dell’Istruzione in cui si parlerà delle nuove modifiche al codice della strada e delle nuove patenti».

Uno zoom sulla mobilità sostenibile condivisa in Italia
Il pezzo forte di Ibe 2024 sarà l’inaugurazione del forum dedicato alla mobilità sostenibile condivisa: “Intermobility future ways”, un progetto che sarà sviluppato insieme a Fondazione per lo sviluppo sostenibile.
«Ci saranno tre macro eventi – ha annunciato Raimondo Orsini, direttore della Fondazione per lo sviluppo sostenibile –. Per la prima volta ci troveremo a fare un unico rapporto con una unica fonte dati sulla mobilità condivisa. il secondo giorno svolgeremo la conferenza nazionale della sharing mobility. Il terzo giorno ci sarà “Moby dixit”, la conferenza nazionale dei mobility manager delle imprese e di area e la conferenza sui Pums». E ancora in programma workshop e micro eventi dedicati a temi più specifici.

Raimondo Orsini ha ricordato che l’Italia è il Paese che ha «il tasso di motorizzazione più alto in Europa: 693 auto ogni mille abitanti». E ha spiegato che investire sul trasporto condiviso è fondamentale dal punto di vista ambientale, ma anche sociale. «Ogni veicolo privato costa mediamente a una famiglia italiana 5400 euro, tra costi fissi e di funzionamento, è la terza voce di spesa dopo quella per la casa e il cibo, più delle bollette. Se noi riuscissimo a investire della città italiane aumentando il ventaglio dei servizi della mobilità condivisa si potrebbe far risparmiare alle famiglie italiane fino a 3.800 euro l’anno».
