“Il 2023 è finalmente l’anno che presenta i valori migliori sulla qualità dell’aria da quando abbiamo le misure della rete di monitoraggio del sistema nazionale per protezione ambientale”. Lo ha dichiarato nei giorni scorsi il direttore generale di Ispra, Maria Siclari, alla presentazione dell’ultimo rapporto qualità dell’aria relativo al 2023. Scendono biossido di azoto e particolato atmosferico, rimane problematico l’ozono in estate.
“Il valore dell’ozono non ci soddisfa, c’è ancora una situazione critica, per questo abbiamo definito l’osservato speciale”. Il dato che preoccupa. “L’obiettivo a lungo termine per la protezione della salute umana è stato rispettato solo in 49 stazioni su 344, pari al 14%”. L’ozono è un inquinante che si concentra soprattutto nel periodo estivo, “caldo estremo e assenza di precipitazioni fanno si che questa soglia venga superata facilmente”.
Qualità dell’aria, dove si respira meglio

Per il PM10, invece, è stato rispetto il valore limite annuale in tutte le stazioni: 40 microgrammi per metro cubo. Inoltre, è stato rispettato il valore limite giornaliero nell’89% delle stazioni. “Rimangono le zone critiche e sono la parte nord del bacino padano, la conca nord del Vesuvio, valle del Sacco in provincia di Frosinone. Poi abbiamo degli isolati casi di violazione in provincia di Pordenone, in provincia di Isernia, la piana lucchese e la provincia di Brindisi”.
Positivo anche il trend. “Nel 2023 si realizza una inversione tendenza rispetto agli ultimi 4 anni dove c’è una situazione di sostanziale stabilità rispetto ai livelli di PM10: c’è un aumento del numero delle stazioni dove il limite giornaliero è stato rispettato. Nel 2022 eravamo all’80%, rispetto al 2013 il salto è significativo perché all’epoca eravamo al 63%”.
La situazione del PM2.5. “Il valore limite annuale che è pari al 25 microgrammi per metro cubo è stato rispettato ovunque tranne in una stazione. Siamo al 99,7% dei punti di misurazione. Ci sono un trend decrescente nel 69% delle stazioni di monitoraggio, una riduzione media del 13 % dei livelli annuali rispetto alla media del decennio 2013-2022 e una riduzione media di 5 microgrammi per metro cubo rispetto al 2013 (-28%)”.
Per il biossido di azoto il valore limite annuale (40 microgrammi per metro cubo) è stato rispettato in grande larga del Paese: 597 stazioni su 610, pari al 98% dei casi. Le criticità riguardano le stazioni influenzate dagli alti flussi di traffico stradale localizzati nelle importanti aree urbane: Torino, Milano, Brescia, Bologna, Genova, Firenze, Roma, Catania, Palermo.
L’andamento nel decennio di riferimento 2013-2022 evidenzia “un trend decrescente nell’82 per cento delle stazioni di monitoraggio”. E ancora: una riduzione media annuale del 3,4% e nel 2023 una riduzione media del 19% dei livelli annuali rispetto alla media del decennio 2013-2022. “Nel 92% delle stazioni è stata osservata una riduzione rispetto alla media dei dieci anni precedenti”. Per il biossido di azoto “abbiamo avuto una riduzione media di 10 microgrammi per metri cubo rispetto al 2013, pari a circa il 37%”.
