L’Associazione Reseller e Trader dell’Energia – ARTE – insieme ad alcune società del settore e con il supporto giuridico dello studio legale associato Sani Zangrando, ha presentato ricorso al Tar contro Terna S.p.A. per il testo dell’Allegato A.61 “Regolamento del sistema delle Garanzie del Codice di Rete”, pubblicato il 5 agosto 2025. Il ricorso contesta le modifiche introdotte da Terna alle definizioni di “SBILNEG”, “%Sbipre4mesi”, “%SbiIMM4mesi”, “%SbiUPSA4mesi” e “%SbiU4mesi”, parametri che determinano gli importi richiesti alle società che operano come dispacciatori a titolo di garanzia per gli oneri di sbilanciamento. È quanto annuncia la stessa associazione con una nota stampa.
Secondo ARTE, “il nuovo sistema si discosta dalle versioni precedenti e introduce un calcolo basato sull’intensità percentuale degli sbilanciamenti negativi, con effetti discriminatori nei confronti degli operatori”.
Pellegrino, portavoce ARTE: “I nuovi parametri penalizzano le realtà più piccole, pur virtuose e affidabili”
La nuova metodologia, che non prevede un calcolo in rapporto al totale dei movimenti dell’operatore, “finisce per amplificare artificialmente l’incidenza dello sbilanciamento e per aumentare in modo sproporzionato le garanzie richieste”. Tale impostazione, sottolinea ARTE, risulta “particolarmente penalizzante per gli operatori di dimensioni ridotte, privi delle economie di scala tipiche dei grandi gruppi energetici”. L’Associazione evidenzia inoltre che “il provvedimento contrasta con i principi di proporzionalità e di non discriminazione stabiliti dalla normativa europea, e rischia di compromettere la competitività del mercato elettrico, ostacolando sia l’ingresso di nuovi soggetti sia la permanenza di quelli già attivi”.
“Con questo ricorso intendiamo difendere il diritto a una concorrenza leale e trasparente nel mercato dell’energia. Le modifiche introdotte da Terna trasformano un sistema di garanzie equilibrato in un meccanismo che penalizza le realtà più piccole, pur virtuose e affidabili. Non chiediamo trattamenti di favore, ma regole proporzionate alla reale esposizione al rischio. È necessario che la regolazione del dispacciamento tenga conto della diversità del tessuto produttivo e non scoraggi chi ha scelto di investire nel settore energetico con competenza e responsabilità” dichiara Diego Pellegrino, portavoce di ARTE.
