Mangimi circolari, da Dalma Mangimi nasce Regardia. Il gruppo italiano specializzato nella produzione di ingredienti sostenibili per mangimi animali a base di ex-prodotti per alimentazione umana, controllato da Nextalia SGR S.p.A., evolve e si lancia alla conquista di nuovi marchi e nuovi mercati. Una trasformazione che riflette il ruolo di una realtà nata nel 1981, oggi protagonista nella circular economy.
“I traguardi che ci poniamo per il prossimo futuro sono chiari e ambiziosi: vogliamo consolidare sempre di più il nostro ruolo di player di riferimento della circular economy – spiega Carlo Goretti, CEO di Regardia -. Gli scarti dell’industria alimentare umana, che non si possono riutilizzare come ingredienti per prodotti simili, ritrovano una nuova vita e una valenza strategica grazie ai nostri processi. L’opportunità di incidere così tanto sulla riduzione degli scarti alimentari e di supportare il settore della mangimistica con prodotti sostenibili ci rende orgogliosi e ci motiva a continuare a investire e perseguire il nostro percorso di crescita”.
Regardia, come gli scarti dell’industria alimentare diventano ingredienti per mangimi sostenibili
Con una proiezione di fatturato per il 2024 di 50 milioni di euro, in significativo incremento rispetto al 2023, e circa 120 dipendenti (+20% anno su anno), Regardia ha iniziato il proprio percorso di consolidamento con l’acquisizione, a luglio 2024, della maggioranza di Zoo Assets, società attiva nella distribuzione di integratori, e sta valutando ulteriori acquisizioni volte a rafforzare il proprio posizionamento sul mercato.
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I risultati della valutazione del Life Cycle Assessment hanno rivelato come, adottando il prodotto Regardia, si riduca sensibilmente la necessità di usare prodotti agricoli per l’alimentazione animale. Nel dettaglio, il prodotto Regardia può sostituire dal 20% al 30% degli ingredienti tradizionali all’interno di una razione giornaliera. Adottando questa strategia nell’ambito dell’allevamento di bovini, suini e pollame, rispetto a una dieta 100% convenzionale, si possono ottenere un decremento del 26% nell’emissione di gas serra, del 20% del consumo di acqua e del 21% del suolo coltivato per i bovini; una riduzione del 29% delle emissioni di gas serra, del 57% del consumo di acqua e del 38% del suolo coltivato per i suini; una minore emissione di gas serra del 22%, consumo di acqua del 23% e suolo coltivato del 33% per i polli.
