La Liguria riapre il bando dedicato all’efficienza energetica degli edifici pubblici con una dotazione residua di 9,835 milioni di euro. La nuova finestra dell’Azione 2.1.1 del Fesr 2021-2027 sarà aperta dal 17 al 30 settembre 2026 e punta a sostenere interventi in grado di ridurre i consumi di energia primaria e migliorare la prestazione energetica degli immobili pubblici. Previsti contributi fino a un milione di euro.
La misura, promossa dalla Regione Liguria, rientra nell’obiettivo specifico dedicato alla promozione dell’eco-efficienza e alla riduzione dei consumi negli edifici e nelle strutture pubbliche.
Il bando aveva una dotazione iniziale di 20 milioni di euro. Nella prima finestra, aperta dal 10 al 26 febbraio 2026, erano stati presentati 25 progetti, per una richiesta complessiva di contributi pari a 8,258 milioni di euro. Dopo le successive rimodulazioni, la nuova apertura mette ora a disposizione 9.835.039,06 euro.
Obiettivo: almeno il 30% di risparmio energetico
L’obiettivo è finanziare interventi capaci di migliorare l’autonomia e la prestazione energetica degli edifici pubblici, riducendo allo stesso tempo consumi ed emissioni climalteranti.
Per accedere al contributo, ciascun intervento dovrà garantire il miglioramento della prestazione energetica globale dell’edificio, o della porzione interessata, di almeno una classe energetica e assicurare un risparmio di almeno il 30% dell’energia primaria.
La misura sostiene anche l’utilizzo di fonti rinnovabili destinate all’autoconsumo.
Chi può partecipare
Il bando è rivolto alle Province, alla Città metropolitana di Genova, ai Comuni liguri fino a 40 mila abitanti, compresi quelli appartenenti alle aree interne Snai (strategia nazionale per le aree interne), oltre ad agenzie e aziende regionali, autorità di sistema portuale, enti parco e camere di commercio.
Possono presentare domanda anche soggetti già beneficiari di contributi nell’ambito delle azioni 2.1.1 e 5.2.1, a condizione che i nuovi interventi riguardino immobili diversi da quelli già finanziati.
Dall’isolamento ai tetti verdi, cosa viene finanziato
Ampio il ventaglio degli interventi ammissibili. Tra questi figurano la coibentazione degli edifici, la sostituzione dei serramenti, la realizzazione di pareti ventilate, la rimozione e lo smaltimento dell’amianto, oltre a giardini verticali e tetti verdi.
Sono finanziabili anche sistemi schermanti per il sole, interventi sugli impianti termici e sui sistemi di distribuzione e regolazione del calore, con esclusione degli impianti alimentati a gas.
Spazio inoltre a solare termico e altri impianti alimentati da fonti rinnovabili per autoconsumo, entro il limite del 20%, ai sistemi di controllo automatizzato e telegestione degli edifici, all’efficientamento dell’illuminazione, agli ascensori e alle scale mobili e alla realizzazione di reti di teleriscaldamento per autoconsumo.
Tra le spese ammissibili rientrano anche diagnosi energetiche, certificazioni Ape post-intervento, consulenze specialistiche, indagini preliminari, studi ambientali e spese tecniche.
Gli interventi dovranno mantenere la propria destinazione e caratteristiche per almeno cinque anni, senza cessioni del bene o modifiche sostanziali del progetto.
Contributi fino a un milione di euro
Ogni soggetto potrà presentare una sola domanda, anche comprendente più interventi. Il contributo a fondo perduto potrà arrivare fino a 1 milione di euro per domanda.
Per Province, Città Metropolitana, Comuni fino a 40 mila abitanti non appartenenti alle aree interne, agenzie regionali, aziende pubbliche di servizi alla persona, autorità portuali, enti parco e camere di commercio, gli interventi dovranno avere un valore minimo di 300 mila euro e il contributo potrà coprire fino al 70% delle spese.
Condizioni più favorevoli sono previste per i Comuni delle aree interne e per quelli con meno di 2 mila abitanti: in questo caso la soglia minima scende a 100 mila euro e il contributo può arrivare fino all’80%.
Sono ammissibili anche interventi avviati a partire dal 25 maggio 2023, purché non ancora conclusi.
Domande dal 17 al 30 settembre 2026
Le domande dovranno essere presentate attraverso il sistema Bandi online di Filse dal 17 al 30 settembre 2026. Una volta completati i lavori, la rendicontazione dovrà essere presentata entro 60 giorni dalla conclusione dell’intervento.
Il nuovo sportello rappresenta quindi un’ulteriore occasione per gli enti locali liguri che intendono intervenire sul patrimonio pubblico, riducendo consumi energetici, costi di gestione ed emissioni e accelerando la riqualificazione energetica degli edifici.
