La crisi climatica continua a colpire anche l’Italia. Nei primi cinque mesi del 2026 sono stati registrati 82 eventi meteo estremi, tra allagamenti, danni da vento, mareggiate ed esondazioni fluviali. A renderlo noto è Legambiente durante lo youth climate meeting di Paestum.
Secondo i dati diffusi dall’osservatorio città clima, gli eventi più frequenti sono stati 22 allagamenti da piogge intense, 20 episodi di danni causati dal vento, 14 mareggiate e 11 esondazioni fluviali. Oltre 2 miliardi di euro la stima dei danni provocati dal ciclone Harry tra Sicilia, Calabria e Sardegna.
Il report è stato presentato durante il flash mob organizzato da Legambiente insieme a circa 400 giovani attivisti provenienti da Europa e Palestina nell’Oasi dunale di Paestum. Al centro della mobilitazione la richiesta di accelerare sulle energie rinnovabili e sull’abbandono delle fonti fossili.
Anche il Wwf non molto tempo fa aveva lanciato un allarme simile: “Basta ritardi sulle energie alternative o sarà catastrofe”.
Giorgio Zampetti: “Effetti della crisi climatica sempre più evidenti, accelerare con le rinnovabili”
“Gli effetti della crisi climatica sono sempre più evidenti”, ha dichiarato il direttore generale di Legambiente Giorgio Zampetti. “È tempo di agire”. L’associazione chiede politiche più rapide su mitigazione, adattamento, accumuli energetici e reti, oltre a procedure autorizzative più snelle per gli impianti rinnovabili.
Sul fronte delle temperature, secondo i dati Copernicus citati nel dossier, aprile 2026 è stato il terzo aprile più caldo mai registrato a livello globale, con temperature medie superiori di 1,43 gradi rispetto ai livelli preindustriali. In Europa occidentale, la Spagna ha vissuto il suo aprile più caldo di sempre.
