«Il Lazio si candida ad essere un hub europeo dell’aerospazio, abbiamo tutte le carte in regola per farlo». Con queste parole la vicepresidente della Regione e assessore alle Attività produttive, Roberta Angelilli, ha aperto il convegno organizzato da Lazio Innova al Centro per l’Osservazione della Terra dell’Agenzia spaziale europea (Esa), a Frascati. Davanti a una platea gremita di imprese, studiosi ed esperti del settore, Angelilli ha annunciato anche un’altra novità: la costituzione di un distretto industriale e tecnologico dedicato all’aerospazio e alla sicurezza.
Una regione a forte vocazione spaziale
Il Lazio è una regione nota per numerose eccellenze, ma non tutti sanno che vanta anche la maggiore ‘vocazione’ spaziale a livello nazionale. «Oltre 300 imprese, tra grandi, medie, piccole e startup innovative, 23mila addetti, cinque miliardi di fatturato, 1,6 miliardi di export, cinque università di primo livello e prestigiosi centri di ricerca», ha ricordato Angelilli. «Il Lazio è l’unica regione italiana in cui è rappresentata l’intera catena del valore. Abbiamo un patrimonio storico consolidato, un sistema industriale e di ricerca di eccellenza, competenze di altissimo livello. Siamo pronti a cogliere e a utilizzare tutte le opportunità».

Le risorse europee e i bandi strategici
Le opportunità arrivano anche dai fondi messi a disposizione dall’Unione europea. Per il Lazio sono previsti 200 milioni di euro dalla riprogrammazione dei fondi comunitari, una parte dei quali destinati a competitività e difesa. «Il nuovo bando riservato alle tecnologie strategiche e critiche si è rivelato un successo», ha spiegato Angelilli. «Con esso allochiamo 110 milioni di euro». E guardando ai prossimi anni, i margini di crescita sono ancora più ampi: 400 miliardi per la competitività a livello europeo, di cui 130 miliardi dedicati a difesa e sicurezza.

Rilancio del Distretto tecnologico aerospaziale
Angelilli ha annunciato anche la decisione di rinnovare e aggiornare il Distretto tecnologico aerospaziale del Lazio (Dta). «Un centro glorioso, che ha lavorato molto bene dal 2004. Oggi però le sfide sono cambiate: dobbiamo adeguarci per essere ancora più performanti», ha dichiarato.
Il progetto punta a trasformarlo in un vero e proprio distretto industriale e tecnologico dell’aerospazio e della sicurezza. «Sarà realizzato dopo un lavoro di approfondimento sui dettagli. Il primo passo è la costituzione di un comitato di fondatori. Intendiamo muoverci molto velocemente».


Le reazioni delle imprese
L’annuncio è stato accolto con entusiasmo dal mondo produttivo. «Questa iniziativa ci vede totalmente d’accordo e allineati», ha dichiarato il presidente di Unindustria Giuseppe Biazzo, ricordando come il Lazio sia «una regione all’avanguardia anche nel settore della cybersecurity».
Il ruolo del Lazio nel panorama nazionale
Al congresso è intervenuta anche Cristina Leone, presidente nazionale del Cluster Tecnologico Nazionale Aerospazio, che integra i 15 distretti italiani. «Negli ultimi tre anni il settore dello spazio è cresciuto in media del 10% l’anno in termini di fatturato e del 12% per quanto riguarda l’occupazione. Il Lazio da solo concentra oltre il 50% del budget nazionale, considerando che il fatturato complessivo dell’aerospazio in Italia è di circa 2,5 miliardi di euro e gli occupati sono 7.500 unità», ha spiegato Leone.



«Il Lazio è senza dubbio il territorio con la maggiore concentrazione di capacità spaziale. Le imprese coprono l’intera catena del valore e l’80% sono piccole e medie aziende, attive in tutte le aree tecnologiche, dalla sensoristica all’intelligenza artificiale. C’è un fermento molto positivo, frutto anche degli investimenti strategici realizzati negli anni. Va ricordato infine il peso della componente scientifica: l’Università La Sapienza, nell’ingegneria spaziale, è tra le prime al mondo e contribuisce a formare capitale umano di altissima qualità».
