Il primo impianto in Toscana dedicato al riciclo dei pannelli fotovoltaici a fine vita entra in funzione a Rapolano Terme, in provincia di Siena. Lo stabilimento è stato realizzato da Semia Green, società partecipata per il 51% dal gruppo Iren e per il restante 49% da Sienambiente.
L’investimento complessivo ammonta a 4,5 milioni di euro, di cui circa 750 mila euro finanziati attraverso il Pnrr. Una volta a regime l’impianto potrà trattare fino a 200 mila moduli fotovoltaici all’anno, recuperando gran parte dei materiali di cui sono composti.

“Oggi presentiamo un impianto importante per il territorio, il primo tassello di un percorso che vorremmo sviluppare nel campo dell’economia circolare”, ha spiegato il presidente di Semia Green Tiziano Scarpelli.

La struttura è già operativa e sarà ulteriormente potenziata nei prossimi mesi con una seconda linea di lavorazione. “Tre milioni e mezzo sono già stati investiti nella realizzazione dell’impianto, mentre un ulteriore milione servirà entro l’estate per installare una seconda linea di smontaggio e recupero dei pannelli”.
L’impianto consente di recuperare fino al 95% dei materiali presenti nei moduli fotovoltaici, tra cui vetro, alluminio, rame e silicio, che possono essere reimmessi nelle filiere industriali. Secondo Scarpelli il progetto avrà anche ricadute sul piano occupazionale, con nuove assunzioni previste nei prossimi mesi.
Il recupero dei materiali dai pannelli

L’amministratore delegato di Semia Green Alfredo Rosini ha spiegato che il riciclo dei pannelli fotovoltaici permette di recuperare materie prime utilizzate dall’industria. “Recuperiamo circa il 95% del peso di un pannello fotovoltaico: alluminio, rame in varie forme, vetro e silicio. In particolare il silicio viene valorizzato per la componente di argento presente nelle celle”.
I materiali recuperati vengono poi inviati alle filiere di trasformazione: il vetro alle vetrerie, l’alluminio alle fonderie e i metalli alle industrie di lavorazione. Secondo Rosini lo sviluppo di impianti di questo tipo diventerà sempre più importante con l’aumento dei pannelli fotovoltaici installati negli ultimi anni.
Rosini ha ricordato anche come negli ultimi anni il valore di molti metalli presenti nei pannelli fotovoltaici sia aumentato sui mercati internazionali, rendendo il recupero di materiali come alluminio, rame e argento sempre più strategico per l’industria.

Come funziona l’impianto
Il direttore tecnico di Semia Green Fabio Menghetti ha illustrato il funzionamento dell’impianto, autorizzato a trattare fino a 9 mila tonnellate di pannelli all’anno. Il processo si sviluppa in diverse fasi, alcune manuali e altre automatizzate. La prima operazione consiste nella rimozione delle cornici in alluminio, dopodiché il pannello viene avviato alla linea automatica che consente di separare vetro, rame, silicio e plastica.
L’impianto lavora su più turni e nei prossimi mesi sarà installata una seconda linea produttiva che aumenterà la capacità di trattamento.
Benefici ambientali
Il recupero dei materiali consente di ridurre il consumo di materie prime e di energia necessaria per produrre nuovi componenti Secondo i tecnici della società, il riciclo di materiali come alluminio e rame permette di ottenere un risparmio energetico significativo rispetto alla produzione a partire da materie prime. Nel primo periodo di attività l’impianto dovrebbe trattare circa 2 mila tonnellate di pannelli, contribuendo a ridurre l’utilizzo di risorse non rinnovabili e le emissioni associate alla produzione di nuovi materiali.
Occupazione e provenienza dei pannelli
I pannelli trattati arriveranno da diverse regioni italiane, con una prevalenza di moduli provenienti dalla Toscana e dalle aree limitrofe. Attualmente nello stabilimento lavorano quattro persone, ma con il potenziamento dell’impianto e l’avvio della seconda linea produttiva si prevede di arrivare a circa 15 addetti.
