La mobilità pubblica sostenibile mette il turbo: in corso nel settore finanziamenti per 26 miliardi di euro. A fare il quadro Angelo Mautone, direttore generale Tpl del Ministero delle infrastrutture, intervenuto il 23 aprile a Roma alla presentazione di Ibe 2024 (Intermobility and bus expo) in programma allla Fiera di Rimini i prossimi 19-20-21 novembre.
“Nei prossimi mesi e nei prossimi anni vedremo gli effetti positivi di tanti programmi, alcuni dei quali affidati anche di recente. Sono in corso finanziamenti per circa 26 miliardi, una cifra importante, e riguardano un perimetro abbastanza ampio”.
I progetti riguardano: “Il trasporto rapido di massa nelle città metropolitane; il rinnovo delle flotte autobus e treni del Tpl; il rinnovo delle flotte traghetti; le piste ciclabili e i servizi oggi assimilati al Tpl, la mobilità condivisa”. “La mobilità condivisa deve essere uno strumento che su base volontaria incentiva lo shift dalla mobilità privata alla mobilità pubblica con vantaggi di carattere non solo ambientale ma anche di carattere sociale ed economico per la collettività”.
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Mobilità pubblica sostenibile, il ruolo delle fiere
“Le fiere sono un momento di scambio di conoscenze e un momento importante per consentire il rapporto tra pubblico e privato. Qualunque tipo di evoluzione deve partire da una simbiosi tra pubblico e privato. Lo vediamo con i programmi di investimento in corso, come il piano strategico nazionale della mobilità sostenibile, che prevede un rinnovo importante delle flotte autobus. E che è stato ulteriormente incrementano da risorse del fondo complementare per circa 600 milioni e da circa due miliari di risorse Pnrr. Complessivamente per il rinnovo delle flotte degli autobus ci sono programmi in corso per circa sei miliardi”.
Il confronto pubblico-privato è importante anche perché altrimenti “si rischia un cortocircuito, che le risorse non vengano spese o non siano spese nel modo migliore”.

Una cabina di regia al Ministero delle infrastrutture
Per il futuro “oltre a una programmazione del Tpl in modo più coerente con la domanda di mobilità potenziata, si sta lavorando a una messa a regime del sistema che preveda, sia per i servizi sia per gli investimenti, programmi di medio e lungo periodo sviluppati in modo più razionale, coinvolgendo tutti gli interlocutori. Quindi con il Ministero a fare da regia e poi i Comuni, le Regioni, le aziende del trasporto pubblico locale. Un dialogo che abbracci anche il mondo produttivo”. Questo porterà “a uno sviluppo del settore più sostenibile, ma anche più economico di quello attuale”.

Tra i servizi che incentiveranno su base individuale lo shift dalla mobilità privata a quella pubblica, ci sono “i nuovi strumenti messi a disposizione dell’utenza privata per definire in modo più idoneo il percorso origine-destinazione con i mezzi pubblici disponibili”.
Mentre in ambito di programmazione, l’introduzione di figure come il mobility manager d’area e il mobility manager scolastico “porterà a creare una offerta di servizio pubblico più coerente con le esigenze dei cittadini e a uno sviluppo della mobilità sostenibile tramite uno sviluppo della mobilitò pubblica”.
