Pioggia e siccità, Italia divisa in due nel corso del 2024. Al nord quantitativi di precipitazione superiori alle medie storiche, al sud invece prolungata siccità. Lo dichiara l’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, in un approfondimento pubblicato in occasione del 22 marzo, Giornata mondiale dell’acqua. Gli esperti si sono avvalsi del modello BigBang per fornire un quadro quantitativo sulla risorsa idrica nel Paese. Ecco cosa è emerso.
Il 2024 è risultato un anno molto piovoso. L’Ispra ha stimato che il volume totale annuo di precipitazioni è stato di circa 319 miliardi di metri cubi (corrispondenti a 1.056 mm), + 10% rispetto alla media annua. Febbraio il mese più piovoso (+72%). Di contro, novembre – normalmente tra i mesi più piovosi – ha fatto registrare -72% rispetto alla media climatologica.
A livello regionale e distrettuale, la situazione è diversificata: “Il Nord è stato interessato da quantitativi di precipitazione superiori alle medie storiche, che in alcuni casi hanno causato eventi alluvionali“. Ad esempio in Lombardia a maggio e in Emilia-Romagna a settembre e ottobre. “Il Sud e le Isole hanno continuato a subire significativi deficit di precipitazione, che hanno prolungato la siccità e i relativi problemi di severità idrica anche se la Sardegna, a ottobre, ha visto eventi piovosi particolarmente intensi”.
Pioggia e siccità in Italia: l’analisi regione per regione
La Sicilia è stato il territorio maggiormente colpito dal deficit di precipitazione (-25%). Sull’isola nel 2024 sono caduti poco più di 500 mm di pioggia, corrispondenti a circa 13 miliardi di metri cubi, rispetto a una media annua sul lungo periodo 1951-2024 di circa 665 mm, corrispondenti a 17,2 miliardi di metri cubi di precipitazioni totali. E ancora: la Puglia ha registrato un deficit annuo di precipitazione del -23% rispetto alla media di lungo periodo. Mentre il Molise e la Basilicata presentano un deficit del 20%.
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In sintesi: “Nel Meridione e nelle isole maggiori la riduzione idrica è stata del -49% nel distretto idrografico della Sicilia, del -55% in Sardegna e del -39% nell’Appennino Meridionale.” Situazione rovesciata invece nel Nord Italia. Piemonte, Veneto e Liguria, che nel 2024 hanno visto un surplus annuo di precipitazione superiore al 40%, rispetto alla media di lungo periodo.
La disponibilità complessiva di risorsa idrica nell’anno 2024 è stata stimata in 158 miliardi di metri cubi, +14% rispetto alla media. “Questa maggiore disponibilità complessiva è, tuttavia, da attribuire alle elevate precipitazioni verificatesi al Nord. Permane, a livello nazionale, un trend decrescente, dal 1951 a oggi, della disponibilità annua di risorsa idrica”, spiega l’Ispra.
L’Ispra ha fatto anche una analisi della situazione in Europa sulla base del “Rapporto sulle acque europee dell’EEA 2024″. Dai dati “emerge che le risorse idriche nel nostro continente sono ancora sottoposte a pressioni importanti che rendono meno evidenti i progressi rispetto al passato ciclo di pianificazione previsto dalla Direttiva Quadro Acque”.
Parlando di acque sotterranee, a livello europeo, il 77% dei corpi idrici si trova in stato chimico buono, mentre il 91% è in uno stato quantitativo buono. Più o meno analoga la situazione in Italia, dove le percentuali di corpi idrici sotterranei in stato chimico e quantitativo buono sono leggermente minori, 70% per il chimico e 79% per il quantitativo.
“In Europa le acque continuano a essere influenzate da contaminanti, principalmente inquinamento atmosferico legato alla produzione energetica da carbone e da inquinamento diffuso derivante dall’agricoltura. Analoga situazione in Italia, dove le fonti diffuse prevalenti sono legate all’uso agricolo e dove risulta rilevante anche l’inquinamento legato agli scarichi urbani”.
L’Ispra raccomanda di tenere gli “occhi puntati sull’aumento della resilienza dei sistemi idrici, anche in risposta alle mutate condizioni climatiche”. L’istituto infine ritiene “indispensabile in ogni caso promuovere, ad ogni livello, un utilizzo sostenibile e responsabile della risorsa idrica”.
