«Bisogna far capire che questa non è la sagra della bontà: investire in sostenibilità è ciò che conviene all’Italia e all’Europa». Lo ha dichiarato Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola, a margine della presentazione del rapporto GreenItaly 2025. «Questa scelta – ha ribadito – non è solo una scelta di valori, ma una scelta che rende più sicuro il nostro futuro. Conviene».
Il rapporto, realizzato in collaborazione con Unioncamere, raccoglie dati e storie di imprese italiane che da anni hanno intrapreso il percorso della transizione verde. «In questi sedici anni – ha ricordato Realacci – il rapporto mostra un andamento crescente: le imprese si muovono in questa direzione, spesso anche prima che arrivino le leggi. A volte lo fanno per necessità, come nel caso della scarsità di materie prime».
“Sulle terre rare e materie prime strategiche l’Italia può essere protagonista”
Realacci ha sottolineato come anche sulle nuove frontiere industriali l’Italia possa giocare un ruolo importante a livello globale: «Si parla molto di terre rare e di materie prime strategiche: è difficile che l’Italia possa competere con la Cina sul controllo di queste risorse. Ma le nostre aziende sanno fare una cosa: minimizzare l’uso delle materie prime e recuperarne il valore. Mettersi a recuperare queste materie non è meno efficiente che aprire una miniera».
Molte imprese, ha proseguito, «hanno fatto da sole, spesso fronteggiando la burocrazia, anche nel campo dell’energia». Ha citato il caso di «un’acciaieria italiana che sta investendo 250 milioni di euro per realizzare un impianto fotovoltaico autonomo, ma che incontra ostacoli per ottenere i permessi e trovare un sito dove costruirlo».
«L’Italia ha vere eccellenze – ha ribadito –. La più grande acciaieria italiana è anche la più grande al mondo capace di neutralizzare la CO₂». Il rapporto non include il comparto agricolo, ma secondo Realacci anche lì «si stanno facendo passi da gigante». E in settori come imballaggi e chimica verde, «abbiamo molto da dire». «La prima cosa da fare – ha concluso – è spingere l’Europa a enfatizzare meno la tassonomia e ad aiutare di più chi si muove davvero verso la sostenibilità».
“Le rinnovabili convengono, altro che ideologia”
Realacci ha anche respinto le tesi di chi, come Donald Trump, sostiene che la Cina produca turbine eoliche solo per esportarle. «In realtà – ha ricordato – lo scorso anno la Cina ha installato più della metà dell’eolico mondiale». Un’altra contraddizione, ha aggiunto, riguarda proprio gli Stati Uniti: «I tre Stati americani che hanno installato più pale eoliche sono tutti Stati repubblicani. Il primo è il Texas, roccaforte repubblicana». E il motivo, ha sottolineato, è semplice: «Perché queste cose convengono. Se lasceremo solo alla Cina la partita delle rinnovabili, delle batterie e dell’automotive, finiremo per indebolire la manifattura europea».
Leggi il Rapporto Green Italy 2025.
