Un costo in più di 720 milioni di euro su export di elettrotecnica ed elettronica
I dazi Usa rappresentano un rischio crescente per l’industria italiana dell’elettrotecnica e dell’elettronica, che nel 2024 ha dimostrato resilienza in un contesto economico globale incerto. Secondo Anie Confindustria, le tecnologie italiane, protagoniste delle transizioni energetica e digitale negli Stati Uniti, potrebbero subire un impatto di circa 720 milioni di euro a causa di un possibile aumento dei dazi al 20%. Con un export verso gli USA di quasi 4 miliardi di euro nel 2024, il settore chiede un’Europa unita per affrontare il protezionismo.
Elettrotecnica ed elettronica: tecnologie in crescita nonostante le difficoltà
Nonostante il rallentamento della manifattura europea e le pressioni inflazionistiche, i settori rappresentati da Anie Confindustria si confermano un pilastro dell’industria italiana. I preconsuntivi 2024 evidenziano una crescita in controtendenza rispetto alla media manifatturiera:
Produzione industriale: +2,2% per elettrotecnica ed elettronica contro il -3,7% della media manifatturiera. Fatturato totale: +0,9% per i settori Anie, mentre il manifatturiero registra un -3,5%. Export: +2% per la domanda internazionale, con l’elettronica che cresce del +5,4% sui mercati esteri.
Il ruolo degli Stati Uniti: un mercato chiave per l’export Italiano
Gli Stati Uniti rappresentano il primo mercato globale per l’elettronica italiana e il terzo per l’elettrotecnica, con un export che nel 2024 ha raggiunto i 4 miliardi di euro, in crescita dell’11,5% in valore e del 18% in volume rispetto al 2023. Rispetto al 2019, i valori esportati sono raddoppiati (+100,8%), con un saldo commerciale passato da 815 milioni a 2,08 miliardi di euro. Questo successo si affianca alla crescita dell’export italiano in altri mercati strategici, come gli Emirati Arabi, dove le tecnologie italiane hanno superato i 600 milioni di euro (leggi di più).
I principali segmenti di export verso gli Usa includono:
- energia (42% dell’export): +9,8% nel 2024, trainato dalla transizione energetica.
- industria (40,2%): +11,2%, con tecnologie per l’automazione e i componenti elettronici.
- sistema Edificio (17%): +15,9%, nonostante il rallentamento delle costruzioni.
Il rischio dei dazi Usa: impatti e scenari
Le nuove politiche protezionistiche degli Usa mettono a repentaglio questa crescita. Attualmente, il 40% delle esportazioni italiane di elettrotecnica ed elettronica verso gli USA è esente da dazi, mentre il 30% è soggetto a dazi tra il 2% e il 3%. Un aumento medio al 20% potrebbe generare un impatto di 720 milioni di euro, colpendo soprattutto i comparti dell’Energia e del Sistema Edificio, che oggi beneficiano di dazi medi inferiori al 2,5%.
Filippo Girardi, presidente di Anie Confindustria, ha commentato: “Le nostre imprese dimostrano vitalità, ma l’evoluzione delle politiche commerciali Usa rappresenta una preoccupazione crescente. Un’Europa unita è essenziale per garantire stabilità e crescita”.


Transizione energetica e digitale: opportunità e sfide
Nonostante le incertezze, il 2024 ha confermato il ruolo strategico dell’industria elettrotecnica ed elettronica nelle transizioni globali. La transizione energetica ha trainato la crescita, con un fatturato domestico del +4,5% e un export del +7,8% per l’industria elettromeccanica. I comparti della distribuzione elettrica (+25,1%) e della trasmissione (+7,3%) hanno beneficiato degli investimenti in energie rinnovabili, che hanno visto un incremento del 25% nella capacità installata in Italia.
Sul fronte digitale, le tecnologie per l’automazione industriale e la sicurezza degli edifici mantengono trend positivi, pur con una crescita più contenuta rispetto agli anni precedenti. Tuttavia, la domanda interna è stata frenata dal rallentamento delle costruzioni e dall’incertezza sul Piano Transizione 5.0.
Le imprese guardano al futuro con cautela
Una survey condotta da Anie Confindustria nel primo trimestre 2025 rivela un mix di ottimismo e preoccupazione tra le imprese:
- il 52% considera il contesto economico “favorevole”.
- il 48% è ottimista sulla crescita sui mercati esteri nei prossimi tre anni.
- il 56% segnala criticità nella supply chain, in particolare per l’approvvigionamento di materie prime come rame e alluminio.
Queste tensioni, unite al rischio dazi, richiedono strategie di lungo termine e un coordinamento a livello europeo per proteggere la competitività del settore.
Anie Confindustria: un settore strategico per l’Italia
Con 1.100 aziende associate, 420.000 addetti e un fatturato aggregato di 102,7 miliardi di euro, ANIE Confindustria rappresenta il cuore dell’innovazione industriale italiana. Le aziende del settore investono in media il 4% del fatturato in ricerca e sviluppo, contribuendo al 30% dell’investimento in R&S del settore privato italiano. Questa capacità di innovare è cruciale per affrontare le sfide globali, dai dazi americani alla transizione ecologica.
