Dai pannelli in fibre naturali, resistenti al fuoco e che non sprigionano fumo, alle barche elettriche che si ricaricano in banchina. Dai sistemi di accumulo ibridi, capaci di immagazzinare insieme energia elettrica e termica negli edifici, alla vetroresina riciclabile che riduce i rifiuti nel settore nautico e industriale. Fino ai sensori che aiutano a ridurre gli sprechi d’acqua e alle soluzioni per una mobilità urbana più sostenibile.
Sono alcune delle innovazioni presentate a Roma durante il workshop “Energia in Rete”, all’Auditorium del Gse e dedicato alle nuove sfide della transizione energetica. Nel corso dell’evento, in cui è stato anche annunciato il lancio di un acceleratore per la transizione energetica, una sezione specifica è stata riservata alla call for Innovation promossa da Lazio Innova e Regione Lazio. Diciassette startup e PMI, provenienti da tutta Italia, hanno presentato le proprie idee legate all’energia, all’edilizia sostenibile e allo smart building.
Transizione energetica e smart building: 17 progetti di startup e PMI innovative selezionati dalla Regione Lazio

Più della metà delle realtà selezionate arriva da fuori Lazio, come ha ricordato Luigi Campitelli, direttore dell’area Innovazione di Lazio Innova: “Qualcosa che a noi piace molto: attrarre idee e talenti che vengono da fuori, rafforzando il nostro ecosistema”. La call è stata realizzata con il supporto di Deep Ocean Capital, Geoside, Mito Technology, Snam e Veolia, e prevede ora un percorso di mentoring, sperimentazione e premi finali per le soluzioni più promettenti.
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Tra le proposte più interessanti c’è Bio Building Block (BBB), fondata da Marco Citro, che ha sviluppato un pannello ecologico per l’isolamento termico e acustico degli edifici. Realizzato con fibre di legno e carta riciclata, il materiale utilizza proteine naturali come collante ed è pensato per sostituire prodotti di origine petrolchimica come polistirene o lana di roccia. “Il nostro pannello resiste a fiamme fino a 2000 gradi senza produrre fumo”, ha spiegato Citro, “e possiede un’inerzia termica dieci volte superiore rispetto ai materiali tradizionali”. Il risultato è una soluzione più sicura, sostenibile e in grado di ridurre i consumi energetici.
Blue Gold, fondata da Andrea Delogu, combatte invece lo spreco idrico nell’industria attraverso una piattaforma IoT che monitora i consumi in tempo reale e segnala immediatamente le perdite. “Solo l’industria spreca ogni anno l’equivalente di 1,2 miliardi di bottiglie d’acqua al giorno”, ha ricordato Delogu. “Con la nostra tecnologia è possibile localizzare le perdite e azzerare completamente gli sprechi, con un ritorno dell’investimento in meno di 18 mesi”. La startup sta ampliando la propria rete di partner e punta a ridurre sensibilmente i costi operativi delle imprese.
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Sul fronte dell’energia, la romana Blue Storage, spin-off della Sapienza fondato da Andrea Parlati, propone un sistema di accumulo ibrido che combina energia elettrica e termica in un unico dispositivo. “La transizione energetica ha bisogno di soluzioni di storage più efficienti ma anche sostenibili”, ha spiegato Parlati. Il sistema utilizza materiali di riciclo e riduce la dipendenza da materie prime critiche, consentendo agli edifici di ottimizzare i flussi energetici e migliorare l’autonomia.
Nel campo della climatizzazione, Energaid di Franco Venturini lavora su un concetto di isolamento termico attivo per pareti e coperture. Le sue tecnologie permettono di controllare la temperatura interna degli ambienti e di recuperare il calore disperso, trasformandolo in energia utile. “È una tecnologia che può contribuire in modo concreto agli obiettivi dell’Agenda 2030», ha sottolineato Venturini, “offrendo comfort, indipendenza energetica e riduzione delle emissioni”.
La gestione intelligente dei consumi è l’obiettivo di Helios Domotics, fondata da Alessia Lucentini. La startup ha brevettato un hardware e un software plug and play che, installati direttamente nel contatore elettrico, permettono di monitorare e disaggregare i consumi, favorendo l’integrazione con impianti fotovoltaici e sistemi di automazione. “La nostra soluzione massimizza l’energia autoprodotta e riduce quella prelevata dalla rete»” ha spiegato Lucentini, “aiutando famiglie e imprese a risparmiare e a partecipare attivamente alla transizione energetica”.




Un approccio radicalmente diverso è quello di Koala Srl, fondata da Emanuele Petruzziello, che punta a rendere il mercato dell’energia più equo e trasparente grazie a una piattaforma digitale per lo scambio peer-to-peer. “Produttori e consumatori possono vendere, comprare e condividere energia in modo diretto, sicuro e senza intermediari”, ha spiegato Petruzziello. L’obiettivo è favorire la nascita di comunità energetiche locali e un modello di energia più stabile e accessibile.
Nel settore marittimo, Navia Yachts, fondata da Guglielmo La Via, ha presentato un progetto di nautica 100% elettrica per la decarbonizzazione del diporto. Le imbarcazioni si ricaricano facilmente in banchina, sia in corrente alternata che continua, grazie a un accordo con A2A per l’installazione di colonnine mobili nei porti. “Vogliamo offrire un’esperienza di navigazione più sostenibile e contribuire alla tutela dell’ambiente marino”, ha spiegato La Via. Dopo la presentazione al Salone Nautico di Genova, la startup ha già raccolto oltre 800 mila euro di investimenti.




Sempre nell’ambito dei materiali innovativi, Northern Light, fondata da Alessandro Petrich, ha sviluppato R-Composite, una resina termoplastica che rende riciclabile la vetroresina, materiale di largo impiego ma difficile da smaltire. “La vetroresina è usata ovunque, dalle barche alle pale eoliche”, ha ricordato Petrich. “Con la nostra tecnologia possiamo riciclare sia le fibre sia la resina, offrendo un’alternativa sostenibile ai materiali tradizionali e riducendo l’impatto ambientale dell’industria”.
DoctorBike 360, fondata da Elisa Lombardi, porta invece la sostenibilità sulle due ruote con un ecosistema di servizi dedicato alla mobilità urbana elettrica. L’azienda offre assistenza su strada e a domicilio per biciclette e monopattini, officine per la rigenerazione delle batterie e piattaforme digitali per la gestione delle flotte aziendali. “Vogliamo agevolare chi sceglie di muoversi in modo sostenibile”, ha spiegato Lombardi. “La nostra forza è un approccio integrato: assistenza, rigenerazione e tecnologie IoT in un unico servizio”.





Tra le altre realtà selezionate spicca Minervas, spin-off universitario fondato da Ennio Andrea Adinolfi, che utilizza l’intelligenza artificiale per migliorare l’efficienza del trasporto su gomma. Il suo copilota intelligente analizza in tempo reale velocità, traffico e condizioni della strada, suggerendo la guida più efficiente e riducendo i consumi fino al 30%. SGE Italia, guidata da Ciro Colarusso, ha brevettato una nuova generazione di gruppi elettrogeni da 1 a 500 kilowatt che non utilizzano combustibili fossili e funzionano anche in modalità off-grid, offrendo un’alternativa pulita e versatile.
Sensoworks, specializzata nel monitoraggio intelligente di infrastrutture e impianti, sfrutta la tecnologia edge computing per individuare dispersioni e malfunzionamenti in tempo reale, rendendo gli edifici più efficienti e sicuri. VM Group, con il suo fondatore Silvano Storcè, propone un sistema predittivo di gestione energetica che analizza i dati climatici e regola in anticipo i sistemi di riscaldamento o raffrescamento, riducendo sprechi e consumi.

Chiudono la lista Reso Solution ed E 2.0, attive nelle soluzioni ICT e smart building, e Cargospaceworld, che sta sperimentando un generatore basato sulla forza idrostatica, pensato per produrre energia localmente senza dipendere dalle grandi reti.
Le startup parteciperanno nei prossimi mesi a un percorso di mentoring e co-sviluppo negli spazi di Lazio Innova, con la possibilità di testare le proprie soluzioni in modalità living lab. Al termine, le due iniziative più convincenti riceveranno un premio economico e il supporto per il lancio sul mercato. Un segnale concreto di come la transizione energetica passi sempre più attraverso l’innovazione diffusa, le competenze e la capacità di costruire insieme un futuro sostenibile.
