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    Home » L’impatto climatico della guerra: “311 milioni di tonnellate di CO₂ in Ucraina, oltre 31 milioni a Gaza”
    Climate Change

    L’impatto climatico della guerra: “311 milioni di tonnellate di CO₂ in Ucraina, oltre 31 milioni a Gaza”

    RedazioneDi Redazione17 Aprile 2026Updated:23 Aprile 2026Nessun commento4 Min lettura
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    guerra clima gas serra
    Carri armati (Foto di DY da Pixabay)
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    Le guerre non devastano solo vite umane, territori ed economie ma lasciano una cicatrice profonda anche sul clima. A quattro anni dall’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia, il bilancio delle emissioni di gas serra attribuibili al conflitto ha superato 311 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente, una cifra paragonabile alle emissioni annuali dell’intera Francia. A questi si aggiungono i costi climatici della guerra a Gaza, stimati in oltre 31 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente, mentre è in corso la stima delle emissioni del conflitto in Iran.

    In Ucraina inoltre c’è da registrare il danno degli incendi boschivi scatenati dai combattimenti che, continuano ad aumentare in modo progressivo. Condizioni insolitamente calde e secche, probabilmente intensificate dal riscaldamento globale, hanno trasformato anche le più piccole scintille in incendi incontrollabili, rendendo impossibile qualsiasi intervento. Un circolo vizioso che illustra come conflitti armati e crisi climatica si alimentino a vicenda.

    Di tutto questo si parla sabato 18 aprile alle ore 11.00 nell’ambito della Padova climate action week 2026, il primo festival diffuso sul clima costruito dal basso in Italia. 

    Ucraina, Gaza, Iran: quante emissioni gas serra sono attribuibili ai conflitti

    L’evento sarà tenuto da  Lennard de Klerk, ricercatore indipendente che in risposta all’invasione russa dell’Ucraina ha fondato l’Initiative on ghg accounting of war (warbon.org), il progetto dedicato alla stima delle emissioni di gas serra generate dai conflitti armati. Il tema è ormai sul tavolo delle organizzazioni internazionali.

    Alla Cop30 in Brasile, l’Ucraina ha annunciato l’intenzione di ritenere la Russia responsabile di questi danni: la richiesta di risarcimento, calcolata su un costo sociale del carbonio di 185 dollari per tonnellate di CO₂e, supera i 57 miliardi di dollari nella categoria “danni ambientali” del Registro dei danni per l’Ucraina, parte del Meccanismo internazionale di risarcimento.

    In Ucraina stimati 57 miliardi di dollari di danni ambientali

    Per quello che riguarda Gaza, uno studio pubblicato sulla rivista scientifica One Earth stima che il costo climatico a lungo termine della distruzione, dello sfollamento e della ricostruzione possa superare 31 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente – più delle emissioni annuali combinate di Costa Rica ed Estonia nel 2023. Nonostante si tratti di cifre enormi, gli Stati non hanno alcun obbligo di segnalare le emissioni militari all’organismo delle Nazioni Unite per il clima, lasciando questi impatti fuori da qualsiasi quadro di responsabilità internazionale. 

    La metodologia sviluppata per Gaza si sta applicando ora anche al conflitto in Iran, ampliando la portata di questa contabilità finora invisibile.

    Nell’incontro di sabato saranno esplorati gli impatti climatici diretti e indiretti delle guerre in corso e sarà affrontato il tema di come il nuovo obiettivo Nato di spesa militare al 5% del PIL potrebbe influenzare le emissioni belliche e si discuterà delle possibili soluzioni per evitare un’ulteriore escalation delle emissioni militari in Europa.


    La Padova climate action week: il primo festival italiano sul clima costruito dal basso

    La settimana padovana dedicata interamente ai temi del clima e dell’energia è promossa dalla società di consulenza Aequilibria con il patrocinio del Comune e dell’Università di Padova. Il festival ha portato nella città veneta oltre 60 appuntamenti tra conferenze, workshop e iniziative artistiche, coinvolgendo università, istituzioni, imprese e società civile. Il modello si ispira alla London Climate Action Week, punto di riferimento internazionale dal 2019.

    “La crisi climatica e i conflitti armati non sono fenomeni separati”, commenta Daniele Pernigotti, CEO di Aequilibria e promotore dell’iniziativa. “I dati presentati da Lennard de Klerk mostrano in modo drammatico come la guerra acceleri le emissioni e distrugga le capacità di adattamento climatico. Portare questo confronto a Padova, in un festival costruito dal basso, significa dare voce a chi lavora concretamente per contrastare la crisi  e proporre strade alternative e soluzioni.

    Riferimenti scientifici

    Rapporto WarBon (6° edizione):  report6en.warbon.org

    Studio sui costi climatici di Gaza (One Earth): cell.com/one-earth/fulltext/S2590-3322(26)00049-7

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    Redazione

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