Ok alla realizzazione di un nuovo impianto agrofotovoltaico da 14,96 MW in provincia di Grosseto (Toscana). Con il decreto 228 del 15 luglio 2024, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase)ha espresso “giudizio positivo sulla compatibilità ambientale del progetto”. L’impianto sorgerà nel comune di Gavorrano, in strada comunale Poggio al Fabbro, al confine con il comune di Scarlino.
Si chiude così un iter iniziato a dicembre 2021 con la presentazione dell’istanza da parte della società Gavorrano Srl, con sede a Bolzano. Sul progetto hanno espresso parere favorevole la Commissione Tecnica Pnrr-Pniec, il Ministero della Cultura e la Regione Toscana. Con alcune condizioni ambientali e raccomandazioni,
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Grosseto, l’impianto sorgerà su 25 ettari
“L’area di intervento – si legge nei documenti – ha un’estensione totale di circa 25,3295 ettari, in un contesto agricolo a prevalenza di seminativi e pascoli, e solo circa 18,9940 ettari sono utilizzati ai fini della realizzazione dell’impianto”. Il campo fotovoltaico sarà composto “da 22.672 moduli fotovoltaici in silicio monocristallino” e “l’energia elettrica prodotta sarà completamente immessa in rete”.
Il parere della Commissione Tecnica riporta le motivazioni del progetto: “Le motivazioni di carattere programmatico, che sono alla base della realizzazione dell’opera, sono contenute nel Piano Nazionale Energia e Clima (PNIEC) che fissa come obiettivo una quota del 30% di energie rinnovabili sul consumo finale di energia entro il 2030“.
Il piano agronomico prevede la coltivazione di prati e olivi
L’impianto fotovoltaico prevede la coesistenza dell’attività di produzione di energia elettrica con l’attività agricola. In particolare, prosegue la documentazione, si parla della coltivazione e della conduzione di prati per la produzione di fieno che verrà svolta tra le file dei pannelli e di olivi nella fascia perimetrale e all’interno delle aree disponibili come mitigazione.
“Il valore dichiarato delle opere di progetto è di circa 11 milioni di euro”. Il proponente stima una vita utile dell’impianto di almeno 30 anni, con possibilità di arrivare fino ai 40 anni, ai quali seguirà la fase di dismissione dell’impianto oppure il suo potenziamento/adeguamento alle nuove tecnologie che si saranno rese disponibili.
