Geotermia, stop alle ricerche per i progetti “Legnano” e “Rho” in Lombardia. Dopo aver completato la Fase I del programma dei lavori autorizzato, la società Fri-El Geo Srl ha deciso di rinunciare ai due permessi di ricerca concessi dalla Regione Lombardia rispettivamente a gennaio e novembre 2023. La scelta è motivata principalmente da problematiche tecniche legate all’eventuale sfruttamento dei bacini geotermici, come spiegato nei decreti con cui l’Unità Sviluppo Sostenibile e Tutela Risorse dell’Ambiente della Regione Lombardia ha accettato la rinuncia.
Geotermia in Lombardia, il progetto di ricerca “Legnano” riguarda un’area di 136 km² e 24 comuni
Il permesso di ricerca Legnano copriva un’area di 136,3 km², distribuita in 24 comuni tra la provincia di Varese e la città metropolitana di Milano: Samarate, Gallarate, Cassano Magnago, Fagnano Olona, Solbiate Olona, Olgiate Olona, Busto Arsizio, Origgio, Castellanza, Magnago, Castano Primo, Buscate, Arconate, Dairago, Busto Garolfo, Villa Cortese, Legnano, San Giorgio su Legnano, Canegrate, San Vittore Olona, Parabiago, Nerviano, Cerro Maggiore, Rescaldina e Lainate.
In questo caso, “il potenziale serbatoio geotermico per la produzione di energia elettrica e termica si è dimostrato estremamente valido per la temperatura mostrata da valutazioni geologiche, ma completamente insufficiente, con le tecnologie esistenti allo stato attuale, per uno sfruttamento a causa della pressione anomala riscontrata”.
Geotermia in Lombardia, il progetto di ricerca Rho ricadeva su un’area di 57 km² (11 comuni)
Il permesso di ricerca Rho interessava invece un’area di 57,7 km², distribuita su 11 comuni della città metropolitana di Milano: Milano, Bareggio, Cornaredo, Pregnana Milanese, Vanzago, Pogliano Milanese, Rho, Settimo Milanese, Cusago e Pero.
Leggi anche: “Nel Lazio quantità di litio doppia rispetto all’America”. Parla il geologo Fiorenzo Fumanti (Ispra)
Anche in questo caso, “è emerso che la sovrappressione non rende vantaggioso, né dal punto di vista minerario né economico, proseguire con ulteriori approfondimenti in questa area”. Inoltre, “è assente l’interesse nell’acquisto di calore da parte delle aziende di competenza (multiutility) presenti nella zona. Di conseguenza, non c’è la volontà di proseguire la fase esplorativa a target meno profondi per la produzione esclusiva di energia termica”.
Geotermia a Rho e Legnano, i progetti sono risultati non vantaggiosi
In conclusione, “l’insufficienza di dati di dettaglio ha reso impossibile la realizzazione di un modello geologico di dettaglio. La presenza di sovrappressione a tali profondità, combinata con la mancanza di informazioni adeguate, oltre alla mancanza di interessate al solo calore come prodotto, ha portato alla decisione di non proseguire con ulteriori indagini in questa area”.
In entrambi i casi, il programma dei lavori si è concluso dopo la Fase I, che non prevede perforazioni o né attività impattanti sul territorio, ma ricerche bibliografiche, consultazioni data room e banche dati, misurazioni sul campo. Sono tutte attività che si svolgono proprio con l’obiettivo di capire se ha senso proseguire oltre. In questo caso i dati hanno detto di no. Ovviamente lo stop non riguarda altre ricerche per geotermia in Lombardia, nella regione sono in corso diversi progetti.
