Si è svolta oggi a Roma, nella Sala Tirreno della Regione Lazio, la conferenza programmatica dedicata ai nuovi progetti di Piano stralcio di bacino per l’assetto idrogeologico del distretto idrografico dell’Appennino Centrale (Pai distrettuale idraulico e Pai distrettuale frane), promossa dall’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Centrale (Aubac). La sessione del mattino è stata dedicata al tema delle frane, mentre nel pomeriggio sono stati affrontati gli interventi per la gestione del rischio idraulico.
“Il rischio idrogeologico e idraulico rappresenta una sfida concreta per il territorio del Lazio compreso nel Distretto dell’Appennino Centrale: oltre 15.000 frane interessano circa il 5% della superficie e coinvolgono più di 100.000 persone, mentre le aree a rischio idraulico coprono il 6% del territorio e mettono potenzialmente a rischio più di 400.000 residenti”, ha dichiarato Marco Casini, segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Centrale (Aubac). “Questi numeri confermano la necessità di investire in prevenzione, monitoraggio e gestione integrata per garantire sicurezza e resilienza alle comunità locali. Oggi nel Lazio sono in vigore cinque diversi Piani di assetto idrogeologico, una frammentazione che rende complessa una gestione coordinata del rischio. La definizione di un Pai distrettuale integrato rappresenta un passaggio essenziale: consentirà di armonizzare strategie, semplificare le procedure e rafforzare l’efficacia delle azioni a tutela del territorio e delle persone esposte a frane e alluvioni”.
Le parole di Casini arrivano a pochi mesi dall’adozione, da parte della Conferenza istituzionale permanente dell’AUBAC, dei nuovi PAI distrettuali idraulico e frane. Con le deliberazioni n. 57 e n. 58 del 31 luglio 2025, pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale n. 194 del 22 agosto e sulle gazzette regionali di Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Molise, Toscana e Umbria, l’Autorità ha compiuto un passo storico verso una pianificazione unitaria del rischio idrogeologico nell’intero distretto dell’Appennino Centrale.
I nuovi PAI rappresentano infatti uno strumento unico di pianificazione per la sicurezza idrogeologica del distretto, sostituendo i precedenti otto piani locali e introducendo regole omogenee per la gestione di frane, alluvioni e dissesti. L’obiettivo è superare la frammentazione normativa e garantire criteri uniformi per la classificazione delle aree a rischio, prescrizioni chiare per l’uso del suolo e una pianificazione integrata delle opere di difesa e mitigazione.
Per cittadini e imprese ciò significa maggiore sicurezza, grazie a mappe aggiornate e norme tecniche di attuazione immediatamente vincolanti. Il nuovo quadro normativo unico semplifica inoltre l’attività amministrativa, riducendo burocrazia e contenziosi tra enti, e permette una programmazione più efficace degli investimenti pubblici. I PAI integrano anche la tutela del paesaggio e degli ecosistemi fluviali e costieri, promuovendo interventi di rinaturalizzazione e gestione sostenibile del territorio.
La fase di osservazioni pubbliche, aperta per 90 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, consente a cittadini, enti e portatori di interesse di contribuire attivamente al processo. Tutte le mappe e la documentazione sono consultabili sul sito istituzionale dell’AUBAC e sul Digital Twin del distretto, che rende disponibili modelli idraulici e rilievi digitali per la simulazione degli scenari di rischio.
L’obiettivo è arrivare all’approvazione definitiva dei PAI distrettuali entro febbraio 2026, dotando l’Appennino Centrale di uno strumento moderno e condiviso per affrontare le sfide poste dal cambiamento climatico e garantire una gestione più sicura, resiliente e sostenibile del territorio.
