Il direttore di Energia Futura, Giorgio Boneschi ha espresso ottimismo riguardo allo sviluppo del fotovoltaico flottante in Italia. Con l’avvio degli incentivi e la semplificazione normativa derivante dal decreto sulla siccità e dal Testo unico Fer, Boneschi prevede che “ci sarà un aumento significativo dei progetti e della rilevanza di questa tecnologia nel panorama energetico nazionale”. D’accordo anche Stefano Da Empoli, presidente I-Com, che ha aggiunto: “Piu strumenti abbiamo a disposizione e piu facile sarà raggiungere gli obiettivi molto sfidanti in merito alla transizione verde”. Se ne è parlato in in convegno a Roma il 25 marzo (VIDEO).
Attualmente, la potenza installata di fotovoltaico flottante in Italia si aggira sui 10-15 MW, ma il potenziale è molto più alto, stimato in “25 GWp se si utilizzano solo bacini artificiali”. La maggior parte dei progetti realizzati si trova al Nord, dove i bacini privati, spesso all’interno di cave, sono più comuni. Al Sud, i bacini più grandi sono per lo più di proprietà pubblica. Tuttavia, molte regioni sono ancora in ritardo nelle assegnazioni delle concessioni, con sviluppatori che aspettano “da anni le autorizzazioni”.
Fotovoltaico flottante, in Italia potenziale da 25 GW
Tra i progetti realizzati da Ciel & Terre, c’è quello del Consorzio di Bonifica Valle del Liri (Frosinone). Attivo da 9 anni con una potenza di 348 kWp, è l’impianto di Pessina Cremonese, inaugurato nel 2024 con una capacità di 2,2 MWp.
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Enel Green Power è un altro attore importante, con un impianto pilota a Vanaus, in provincia di Torino, attivo dal 2023 con 1 MW e recentemente potenziato. Fabio Cautadella, di Enel, ha sottolineato che il fotovoltaico flottante è una tecnologia “su cui è possibile lavorare” e, rispetto a qualche anno fa, “le componenti industriali sono molto più mature”.
"Il FV flottante permette: più efficienza degli impianti, assenza di consumo di suolo, contenimento dell’evaporazione delle acque e richiede investimenti di poco superiori rispetto agli impianti in utility scale" @arrigoni_paolo, Presidente #GSE, evento @ICompetitivita @E_Futura pic.twitter.com/ocPg7ZbBkR
— GSE (@GSErinnovabili) March 25, 2025
Uno dei principali vantaggi del fotovoltaico flottante è la riduzione dell’evaporazione dell’acqua. Enel stima che “un impianto da 1 MW, soprattutto al Centro-Nord Italia, possa ridurre l’evaporazione di circa 10.000 metri cubi d’acqua all’anno”, corrispondenti al fabbisogno di 50 famiglie, mentre allo stesso tempo può “produrre energia per 200-300 famiglie”.
Oggi esistono tre tipologie di fotovoltaico flottante: a zattera, particolarmente adatte per bacini con fauna; strutture metalliche su pontile, che permettono l’installazione di tracker, più costose ma più efficienti; e impianti a membrana.
Il presidente del Gse annuncia l’arrivo gli incentivi
Il presidente del Gse, Paolo Arrigoni, ha annunciato l’imminente lancio dei bandi di incentivazione. Il Gse pubblicherà i bandi previsti dal decreto Fer2 per lo sviluppo di “50 MW di fotovoltaico flottante” e dal FerX, che prevede premi per la tecnologia flottante, supportando “10 GW di fotovoltaico”.
Francesco Vincenzi, dirigente di Coldiretti e presidente di Anbi, ha sottolineato che l’associazione è favorevole alla tecnologia flottante, che “integra la produzione di energia con il rispetto dell’ambiente e la multifunzionalità dei bacini”. ANBI è anche pronta a valutare l’utilizzo di superfici di allevamenti ittici per impianti flottanti.
Infine, Nicola Dell’Acqua, commissario straordinario per l’emergenza siccità, ha evidenziato le gravi condizioni di molti bacini, soprattutto al Sud, alcuni dei quali si trovano in stato quasi paludoso. Per questo, ha dichiarato che sarebbe pronto a “promuovere subito l’installazione di impianti flottanti per preservare l’acqua ancora presente”.
