Una riforma fiscale sulle auto aziendali, con maggiori vantaggi per i veicoli elettrici e una progressiva riduzione dei benefici per quelli più inquinanti, potrebbe portare in Italia circa 235 mila auto elettriche in più all’anno. È la stima illustrata da Andrea Boraschi, direttore di Transport & Environment Italia, la principale organizzazione europea impegnata sulle politiche sulla mobilità sostenibile, durante il convegno “Barriere economiche alla diffusione dell’auto elettrica – Ridurre il prezzo del kWh per sostenere la transizione delle flotte”.
L’Italia, ha spiegato Boraschi, è uno dei pochissimi Paesi europei in cui non esiste una leva fiscale parametrata alle emissioni di CO2. Per questo Transport & Environment propone una riforma basata su un principio semplice: utilizzare le emissioni climalteranti come criterio per definire aliquote e vantaggi fiscali.
Sugli effetti della misura, Boraschi ha spiegato: “Immatricolando circa 235 mila auto elettriche in più rispetto a uno scenario business as usual, potremmo conseguire circa 700 mila tonnellate equivalenti di petrolio in termini di riduzione di import, abbattere le emissioni di CO2 di 2,1 milioni di tonnellate e generare circa 4 miliardi di euro per le casse pubbliche”. Secondo l’associazione, queste risorse potrebbero poi essere reinvestite nella transizione energetica e nelle infrastrutture di ricarica.
La proposta riguarda soprattutto le flotte aziendali e prevede interventi su deducibilità dei costi, Iva, ammortamenti e fringe benefit. “Dobbiamo ridurre il peso fiscale sulle auto elettriche e aumentarlo sulle altre tecnologie”, ha spiegato Boraschi, parlando di una riforma da introdurre in più fasi e non in modo improvviso.
In Italia circa 4 auto nuove su 10 vengono immatricolate dalle aziende e questo canale viene considerato strategico anche perché alimenta il mercato dell’usato. Secondo Transport & Environment, favorire l’elettrificazione delle flotte potrebbe quindi rendere più accessibili le auto elettriche anche per famiglie e privati nei prossimi anni.
Durante il convegno è intervenuto anche Unrae. Il direttore generale Andrea Cardinali ha evidenziato il ritardo italiano rispetto agli altri grandi mercati europei nella diffusione delle auto elettriche. Oggi, ha ricordato, le vetture a batteria rappresentano circa l’8 per cento del mercato nazionale, una quota ancora lontana dalla media europea. “Abbiamo questo 8 per cento ma temo sia un fuoco di paglia”, ha dichiarato Cardinali, riferendosi anche agli effetti degli incentivi degli ultimi mesi.
Secondo il direttore generale di Unrae, per sostenere davvero la transizione non bastano gli incentivi all’acquisto. Servirebbero anche una fiscalità più favorevole, costi di ricarica più bassi e maggiore stabilità normativa. Cardinali ha inoltre criticato il sistema dei “click day”, ricordando che gli ultimi 600 milioni di euro di incentivi sono terminati in poche ore. “Quello che manca completamente nel nostro sistema è la prevedibilità”, ha spiegato, sottolineando come famiglie e aziende abbiano bisogno di regole chiare e stabili nel tempo per programmare investimenti destinati a durare anni.
Marida Di Girolamo, senior policy manager di EV100 Climate Group, rappresenta invece una coalizione internazionale di oltre 120 grandi aziende impegnate nell’elettrificazione delle flotte aziendali. L’iniziativa, nata nel 2017 quando le auto elettriche rappresentavano circa l’1 per cento del mercato globale, riunisce gruppi come Ikea, Coca-Cola e AstraZeneca, che si sono impegnati ad acquistare solo auto elettriche entro il 2030, furgoni elettrici dal 2035 e camion pesanti elettrici entro il 2040.
Secondo Di Girolamo, l’elettrificazione delle flotte non rappresenta solo una scelta ambientale ma anche un vantaggio economico e industriale per le imprese. Le aziende della coalizione hanno investito miliardi di euro in veicoli elettrici, infrastrutture di ricarica e formazione del personale, ottenendo in molti casi una riduzione dei costi operativi. “È una scelta di business pragmatica”, ha spiegato, sottolineando che le flotte elettriche possono diventare anche un asset strategico per le aziende grazie all’utilizzo di tecnologie smart e sistemi di gestione energetica.
Diversi gruppi della coalizione hanno già raggiunto livelli avanzati di elettrificazione. AstraZeneca, ad esempio, ha superato l’86 per cento di elettrificazione della flotta globale, mentre Coca-Cola in Germania ha completato la conversione elettrica delle auto aziendali. Secondo EV100, questi risultati sono stati favoriti anche da politiche fiscali e normative più stabili in Paesi come Belgio e Regno Unito.
Parlando di Italia, dal confronto è emersa anche la richiesta di maggiore stabilità normativa. Secondo Di Girolamo, aziende che investono sulla transizione con programmi di lungo periodo hanno bisogno di regole chiare, incentivi prevedibili e un quadro normativo stabile, senza continui cambiamenti delle politiche di sostegno.
