“La regione Umbria, a causa dell’alta densità di beni vincolati e di aree boscate, non può qualificare aree idonee per l’eolico. Il non poter quindi qualificare le aree idonee per l’eolico comporta che tutti i progetti finiscono in procedimento ordinario e questo sta portando alla proliferazione irrazionale della presentazione di progetti”
Con queste parole l’assessore regionale all’Ambiente Thomas De Luca ha descritto in commissione quello che, secondo la regione, rappresenta uno degli effetti più critici dell’attuale quadro normativo nazionale sulle rinnovabili: l’aumento dei progetti eolici sottoposti alle procedure ordinarie di valutazione di impatto ambientale in un territorio caratterizzato da forti vincoli paesaggistici e ambientali.
Eolico n Umbria, il caso degli impianti previsti intorno a Gubbio
La questione è stata affrontata durante la seduta della seconda commissione regionale dedicata ai procedimenti relativi agli impianti eolici previsti nel territorio di Gubbio. Alla base del confronto una mozione presentata da consiglieri regionali del centrodestra che chiedeva alla Giunta umbra di rafforzare il proprio ruolo nei procedimenti statali sugli impianti da fonti rinnovabili.
Tra i punti inseriti nell’atto figurava anche la richiesta di individuare un dirigente o esperto incaricato di rappresentare la regione Umbria nella commissione tecnica nazionale Via relativa agli impianti da fonti rinnovabili. Su questo aspetto De Luca ha però chiarito che la regione aveva già provveduto nei mesi scorsi, nominando l’architetto Sabrina Scarabattoli come componente della commissione tecnica nazionale Via, con Leonardo Arcaleni come membro sostitutivo. La richiesta contenuta nella mozione assume quindi soprattutto un valore politico e di indirizzo, legato alla volontà di rafforzare la presenza regionale nelle valutazioni sui grandi impianti energetici.
Al centro del confronto c’è il tema delle cosiddette aree idonee agli impianti da fonti rinnovabili, previste dal decreto legislativo 199 del 2021, adottato in attuazione della direttiva europea Red II. La normativa punta a individuare territori considerati maggiormente compatibili con lo sviluppo delle rinnovabili, con l’obiettivo di accelerare la transizione energetica e semplificare gli iter autorizzativi.
L’individuazione concreta delle aree idonee spetta però alle Regioni, sulla base dei criteri fissati a livello nazionale. Accanto a questo tema, negli ultimi anni diverse amministrazioni regionali hanno cercato di delimitare anche aree considerate “non idonee”, cioè territori caratterizzati da particolari vincoli ambientali, paesaggistici o culturali. È proprio su questo aspetto che si concentra la critica della Regione Umbria, secondo cui il nuovo quadro normativo nazionale avrebbe ristretto i margini regionali nella pianificazione del territorio.
La regione al governo: “Va rivisto il quadro normativo”
Nel suo intervento De Luca ha richiamato anche il caso della Sardegna, dove il Governo ha impugnato davanti alla Corte costituzionale alcune norme regionali considerate troppo restrittive sull’individuazione delle aree per gli impianti da fonti rinnovabili. La vicenda è diventata uno dei principali casi nazionali sul rapporto tra obiettivi di sviluppo delle rinnovabili e potere delle Regioni nella pianificazione del territorio.
Secondo la Regione Umbria, il problema sarebbe particolarmente rilevante in un territorio caratterizzato da un’elevata presenza di aree boscate, beni paesaggistici e vincoli ambientali. In assenza di una delimitazione chiara delle aree considerate idonee o non idonee all’eolico industriale, le società possono infatti continuare a presentare progetti che vengono poi valutati caso per caso attraverso le procedure ordinarie di Valutazione di impatto ambientale previste dal decreto legislativo 152 del 2006, il cosiddetto Testo unico ambientale.
“Noi siamo assolutamente a favore dell’individuazione di aree idonee per l’eolico, ma vogliamo farlo tenendo conto delle peculiarità territoriali e con una diretta partecipazione delle amministrazioni locali – ha aggiunto De Luca nel corso della seduta -. Il nostro auspicio è che il Governo nazionale riveda
pertanto il quadro normativo“.
La presidente della commissione Letizia Michelini ha annunciato infine la predisposizione di una proposta di risoluzione che sarà approfondita e votata in una prossima seduta.
