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    Home » Hub eolico offshore, appello di Aero al ministero: “Accelerare i fondi per le opere”
    Energia

    Hub eolico offshore, appello di Aero al ministero: “Accelerare i fondi per le opere”

    RedazioneDi Redazione28 Marzo 2026Updated:2 Aprile 2026Nessun commento3 Min lettura
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    Mamone Capria
    Fulvio Mamone Capria, presidente di Aero
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    “Chiediamo al Mase di accelerare il trasferimento dei fondi dedicati a Taranto e ad Augusta, per la realizzazione delle opere infrastrutturali dedicate ai cantieri per l’eolico offshore, affinché si possa riconquistare quel ruolo centrale che l’Italia merita di avere quale hub tecnologico dell’energia pulita nel Mediterraneo”. Così il presidente di Aero, Fulvio Mamone Capria, intervenendo ieri a Taranto all’evento sulla pianificazione dei sistemi portuali.

    Nel capoluogo pugliese, Mamone Capria ha preso parte al panel “Retroportualità sostenibile e rigenerazione urbana”, moderato da Alessandro Galimberti de Il Sole 24 Ore, insieme a rappresentanti delle istituzioni e del sistema portuale nazionale.

    Obiettivo: convertire i porti di Taranto e Augusta in hub per l’eolico offshore

    Al centro del confronto, il ruolo dei porti italiani. Non solo nodi logistici, ma infrastrutture industriali per la transizione energetica e il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione al 2030 e 2050.

    “La sfida dell’eolico offshore – in particolare quello galleggiante – richiede una visione che integri infrastrutture marittime e rigenerazione del territorio. I porti devono trasformarsi in hub specializzati per l’assemblaggio, il varo e la manutenzione delle grandi turbine, diventando il fulcro di una nuova economia del mare che genera occupazione e valore aggiunto. Convertire i porti in hub logistici per le rinnovabili significa creare migliaia di posti di lavoro qualificati come lo abbiamo recentemente dimostrato nello studio realizzato da Intesa SanPaolo, Politecnico di Bari, Politecnico di Milano, Prometeia e Owemes”, ha dichiarato Capria.

    Mamone Capria: “Una nuova economia del mare con migliaia di posti di lavoro”

    Su Taranto, il presidente di Aero indica un possibile punto di sviluppo. “Taranto, con la sua storica vocazione industriale e la posizione baricentrica nel Mediterraneo, rappresenta il laboratorio ideale per questa trasformazione. Tuttavia, per passare dalla progettazione alla realtà, c’è l’urgenza di una semplificazione normativa e di una pianificazione certa delle aste del decreto Fer2. L’eolico offshore è una tecnologia ormai matura e già realizzata in Francia e Gran Bretagna. L’Italia ha, quindi, la necessità di rendersi indipendente energeticamente con un mix di produzione da fonti rinnovabili, costruendo una politica di pianificazione strategica che renda il nostro sistema più resiliente, sicuro ed efficiente a livello di costi. L’eolico offshore, tecnologia per sua natura infrastrutturale, può rispondere a questa necessità”.

    Leggi anche: Porti green, a Taranto accordo Gse-Autorità. “Sarà di esempio in Italia”

    In chiusura, l’appello dell’associazione. “L’appello che rivolgiamo a tutti è quello di fare squadra. Autorità di Sistema Portuale, Governo e imprese, siamo tutti chiamati a lavorare per concretizzare i tanti progetti già presentati e dare risposte occupazionali al Mezzogiorno. Chiediamo al Mase di accelerare il trasferimento dei fondi dedicati a Taranto e ad Augusta, per la realizzazione delle opere infrastrutturali dedicate ai cantieri per l’eolico offshore, affinché si possa riconquistare quel ruolo centrale che l’Italia merita di avere quale hub tecnologico dell’energia pulita nel Mediterraneo”.

    eolico offshore
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