End of Waste, dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase) in arrivo nuovi decreti, fondamentali per regolamentare la trasformazione dei rifiuti in risorse riutilizzabili. Allo stato attuale sono numerosi gli iter istruttori avviati, alcuni in fase conclusiva. Il punto in occasione del convegno “End of Waste costruzioni e demolizioni: confronto tra protagonisti”, organizzato da Arpa Umbria a Terni per discutere delle novità introdotte dal Decreto Ministeriale 127/2024.
In apertura dei lavori, il viceministro Vannia Gava ha spiegato che dopo l’EoW inerti le priorità attuali riguardano i seguenti flussi: “membrane bituminose, spazzamento stradale e, a seguire, legno e plastiche”. Tutti i decreti, ha sottolineato, devono rispondere a criteri di semplicità ed efficacia: “Poche regole chiare, funzionali sia per chi le applica sia per chi effettua i controlli”.
“La forza del nostro Paese – ha aggiunto Gava – risiede soprattutto nella capacità di trasformare e riciclare, con la quale superiamo anche la carenza naturale di materie prieme. Al settore dell’End of Waste è affidato il compito di garantire questo processo e rendere disponibili nuovi prodotti affidabili sotto ogni aspetto”.
PROGRAMMAZIONE END OF WASTE
- Nel 2024 pubblicata la Revisione del Regolamento sui rifiuti inerti
- Revisione EoW Rifiuti PAP (prodotti assorbenti per la persona), in fase di definizione finale
Istruttorie con conclusione 2025
- EoW Membrane bituminose
- EoW Spazzamento stradale
- EoW Legno
Istruttorie prioritarie
- EoW Gesso
- Revisione DM Pneumatici fuori uso
- EoW Pastello di piombo
- EoW Plastiche
- EoW Tessili
- EoW Rifiuti accidentalmente pescati e volontariamente raccolti in mare

End of Waste, il contributo di Arpa Umbria
“Internamente, Arpa ha una sezione dedicata esclusivamente all’economia circolare e al processo di End of Waste (EoW)”, ha spiegato il neo direttore di Arpa Umbria Angelo Morelli. “Arpa fornisce pareri obbligatori nei vari procedimenti, più di 60 quelli emessi fino ad oggi”.
“L’EoW rappresenta un pilastro fondamentale non solo per la protezione ambientale, ma anche per un modello di sviluppo economico all’avanguardia, che favorisce la creazione di lavoro di qualità, nuove imprese e crescita sostenibile. In un contesto geopolitico estremamente incerto, l’EoW ci consente di preservare le materie prime vergini e costruire un sistema di economia circolare che, per quanto possibile, promuove l’autoconsumo”.
End of Waste, le principali novità del DM 127/2024
Il convegno di Terni è stato l’occasione per illustrare le novità introdotte dal nuovo regolamento sui rifiuti inerti da costruzione e demolizione. Si tratta di una revisione del precedente DM 152/2022, pensata per superare alcune delle criticità applicative più volte segnalate dagli operatori del settore.
“È un regolamento fortemente voluto e atteso da tutte le categorie – ha dichiarato il viceministro Gavia – sia da quelle impegnate nel comparto edilizio, sia da chi si occupa della gestione dei rifiuti speciali, anche alla luce dell’aumento di rifiuti inerti generato dalle recenti agevolazioni fiscali”.
L’obiettivo principale è stato ampliare il campo di applicazione del decreto e semplificare gli adempimenti, salvaguardando al tempo stesso l’ambiente e la salute pubblica. Tra le modifiche più rilevanti, la riduzione del termine di conservazione dei campioni da cinque anni a uno e l’introduzione di valori limite meno restrittivi, andando così a risolvere una delle criticità più segnalate dagli operatori.
“Con queste nuove disposizioni – ha concluso Gavia – il settore del riciclo degli inerti potrà finalmente rafforzarsi e contribuire concretamente allo sviluppo di una vera economia circolare”.
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Non solo End of Waste: revisione centri di raccolta, bonifiche, urban mining
Luca Proietti, direttore della Direzione Economia circolare del Mase, ha confermato l’impegno del ministero: “Stiamo lavorando intensamente sulla strategia di economia circolare”. Parlando in particolare dell’EoW, ha citato alcune istruttorie in corso, tra cui quella relativa al gesso e allo spazzamento stradale, definito “importantissimo”. “Abbiamo in Italia diversi impianti già attivi, ma che si trovano in una situazione di incertezza tecnica sull’applicazione delle norme”, ha spiegato.
Proietti ha illustrato altre misure in cantiere. Ad esempio, lo schema di revisione dei centri di raccolta, che “dovrebbe aiutare a sbloccare un settore ancora fermo, con un tasso di raccolta fermo al 34% contro l’obiettivo europeo del 65%”. Tra le novità, c’è la possibilità per i grandi distributori di ritirare qualsiasi tipo di piccolo apparecchio elettronico, indipendentemente dall’acquisto di un nuovo dispositivo.
Sul fronte tessile, Proietti ha annunciato l’apertura della consultazione pubblica per l’Epr (Responsabilità estesa del produttore) di settore. “Per la prima volta anticipiamo di 30 mesi un provvedimento della Commissione europea”, ha evidenziato.
Anche le bonifiche sono state oggetto di attenzione. “Oltre alle modifiche normative in atto – ha detto Proietti – abbiamo introdotto un nuovo modello di governance. Siamo andati nei territori per avviare tavoli tecnici, parlare con la popolazione e gli enti, risolvere i conflitti e sbloccare finalmente queste procedure”.
Infine, un tema centrale: le materie prime critiche. “La mia direzione è il punto di contatto per l’urban mining, ovvero il recupero di risorse dai rifiuti. Sono stati qualificati, a livello nazionale, quattro progetti strategici. Uno, in particolare, è molto interessante per il settore delle acciaierie: si basa su una tecnologia di precipitazione ipercritica per il recupero di metalli da corrente fluida. Il primo impianto è a Padova, e c’è la possibilità concreta di costruirne un secondo grazie al finanziamento ottenuto”.
