“La bioenergia non sostituisce l’elettrificazione, ma la sostiene e contribuisce a costruire sistemi energetici più diversificati, più decentralizzati e soprattutto più resilienti agli shock geopolitici”. È uno dei passaggi dell’intervento di Francesco La Camera, direttore generale di Irena, a Biogas Italy 2026, organizzato dal Consorzio Italiano Biogas.
Nel suo intervento, Francesco La Camera ha più volte richiamato il tema della fragilità del sistema energetico attuale, ancora legato ai combustibili fossili e quindi esposto alle tensioni internazionali. “Prezzi volatili, incertezza, vulnerabilità. Basta un evento per destabilizzare i mercati in tutto il mondo”, ha osservato.
La transizione, ha spiegato Francesco La Camera, è già in corso. Nel 2024 sono stati installati 582 GW di nuova capacità rinnovabile, portando il totale globale a oltre 4.400 GW. “Le rinnovabili hanno rappresentato oltre il 90% di tutte le nuove installazioni per la generazione elettrica”.

Bioenergia, l’analisi di Francesco La Camera (Irena) a Biogas Italy
Per il 2025, ha aggiunto, “siamo intorno a 700 GW”. Un dato che, ha sottolineato Francesco La Camera, dà la misura della scala del cambiamento: “700 GW vuol dire che in un anno è stata installata tanta capacità rinnovabile che è il doppio della capacità elettrica col nucleare che è stata installata in 70 anni”.
“Le crisi non fermano la transizione, le accelerano. Ma dobbiamo essere chiari, non è ancora sufficiente”. Il problema non è la direzione, ma la velocità. E soprattutto la distribuzione. “Dobbiamo riconoscere una realtà fondamentale, la transizione energetica globale è ancora profondamente diseguale”, ha spiegato Francesco La Camera. Nel 2024 Asia, Europa e Nord America hanno rappresentato circa il 91% della nuova capacità installata. “Questa non è solamente una questione di disparità, ma è anche un rischio del sistema”.
In questo contesto si inserisce il ruolo della bioenergia. “Non è una tecnologia marginale, ma una componente essenziale del sistema energetico”, ha detto Francesco La Camera. Nel 2024 la capacità installata si attesta intorno ai 151 GW. Per essere in linea con gli obiettivi climatici sarà necessario arrivare a circa 310 GW entro il 2030. “La bioenergia non è un’opzione. È parte della soluzione”.

Francesco La Camera ha richiamato anche il contributo di biogas e biometano in un sistema ancora fortemente dipendente dai combustibili fossili. “Offrono una risposta con prezzo, riducono la dipendenza dalle importazioni, stabilizzano i costi nel tempo, valorizzano le risorse locali”. E poi “tasformano problemi, come quello dei rifiuti, in una risorsa energetica”.
Nel passaggio sull’Italia, Francesco La Camera ha indicato il Paese come uno dei più avanzati nello sviluppo del biometano. “Questo dimostra che la transizione può essere anche una strategia industriale nazionale”.
Il nodo centrale resta quello degli investimenti. “Gli investimenti globali nella transizione energetica hanno raggiunto i 2,4 trilioni di dollari nel 2024”, ha ricordato Francesco La Camera. “Si tratta di oltre il doppio rispetto ai livelli del 2019”. Ma la distribuzione resta squilibrata. “Oltre il 98% degli investimenti è concentrato in poche economie”. Per la bioenergia, la quota è pari a circa il 3% del totale.
“I 19 miliardi di dollari investiti nella bioenergia nel 2024 dovranno quintuplicare entro il 2030”. “Il capitale è disponibile, manca la sua concreta allocazione”, ha sottolineato Francesco La Camera. La conclusione è netta. “Non esiste sicurezza energetica senza la transizione. E non esiste transizione energetica senza tecnologie mature, infrastrutture adeguate e investimenti”. “La bioenergia, in particolare il biometano, non è una tecnologia del futuro, è una soluzione disponibile oggi”.
