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    Home » Crisi energetica, Capone (Ugl) a Bruxelles: “No a misure di austerity”
    Energia

    Crisi energetica, Capone (Ugl) a Bruxelles: “No a misure di austerity”

    RedazioneDi Redazione3 Aprile 2026Updated:3 Aprile 2026Nessun commento2 Min lettura
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    Paolo Capone UGL crisi energetica Bruxelles
    Paolo Capone, segretario generale Ugl
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    “No a nuovi lockdown energetici proposti da Bruxelles”. Lo dice Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl, in merito alla lettera inviata dal commissario europeo all’Energia, in cui si invitano gli Stati membri a predisporre misure volontarie di riduzione dei consumi per fronteggiare una possibile interruzione prolungata delle forniture energetiche legata allo scenario internazionale.

    Austerity energetica, il segretario generale Ugl contro Bruxelles: “Ricadute su famiglie, lavoratori e fasce deboli”

    “Le indicazioni che arrivano da Bruxelles in materia di austerità energetica appaiono del tutto inadeguate e rischiano di trasformarsi in una vera e propria strategia suicida per l’economia europea – afferma Capone -. L’invito rivolto dal Commissario europeo all’Energia, Dan Jørgensen, ai governi degli Stati membri a prevedere ‘misure volontarie di riduzione della domanda’, con particolare attenzione al settore dei trasporti, equivale nei fatti a chiedere ai cittadini e alle imprese di fermarsi, di restare a casa e di ridurre drasticamente le proprie attività produttive e sociali”.

    “Si tratta – ha ribadito – di un approccio miope che ripropone logiche del passato già dimostratesi fallimentari. La crisi finanziaria del 2008 avrebbe dovuto insegnarci che rispondere agli shock esterni con politiche restrittive e tagli indiscriminati rappresenta un errore fatale, le cui conseguenze ricadono in primo luogo sui lavoratori, sulle famiglie e sulle fasce più deboli della popolazione”.

    Oltre l’austerità energetica, l’Ugl propone di riformare il patto di stabilità

    Per Paolo Capone: “Anziché perseverare con l’austerità è oggi più che mai necessario riformare regole ormai inadeguate come il patto di stabilità, introducendo maggiore flessibilità sugli investimenti strategici, in particolare nel settore energetico. Occorre consentire agli Stati di intervenire tempestivamente con risorse e politiche espansive ad alto moltiplicatore del Pil, capaci di sostenere la crescita, contrastare la spirale inflattiva e prevenire una nuova crisi economica e sociale. L’Europa non può permettersi di imboccare la strada di nuovi lockdown energetici mascherati, sarebbe un disastro annunciato. Serve – ha concluso il sindacalista – una visione coraggiosa, che punti su sviluppo, innovazione e tutela del lavoro, non su restrizioni e rinunce”.

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