Comunità energetiche condominiali, numeri record per Edison. Al convegno nazionale Ifec, Tommaso Galassi, responsabile partnership e sviluppo Cer, ha illustrato lo stato di avanzamento dei gruppi di autoconsumo collettivo nei condomìni. “Siamo stati pionieri in questo settore»”, ha ricordato.
Le configurazioni attive sono 80, con duemila famiglie coinvolte e quasi quattro megawatt installati. “La media è di 25 membri per configurazione, comunità vive e reali”, ha sottolineato. I numeri registrati nei condomìni trovano riscontro anche nella quota di mercato: nelle comunità sviluppate dall’azienda Edison raggiunge il 15%, contro il 5% del mercato libero.
Galassi ha spiegato che Edison ha già iniziato a distribuire i primi benefici economici. “Trecento famiglie sono arrivate a chiudere il primo anno di vita e abbiamo erogato i primi benefici economici senza bisogno di diventare nostri clienti”. I bonifici medi corrispondono a circa un mese di fornitura elettrica.
Comunità energetiche rinnovabili: coinvolte da Edison duemila famiglie
Sul modello adottato, Galassi ha chiarito: “Noi facciamo l’investimento e andiamo in revenue sharing sia con i ricavi della vendita dell’energia che dell’incentivo, senza obbligare ovviamente nessuno a diventare nostro cliente”. Una scelta che guarda al medio-lungo periodo: «Gli impianti su cui investiamo e le competenze che mettiamo a disposizione non sono per avere un ritorno sull’impianto. Il ritorno dell’investimento è nel lungo periodo per tutto quello che la comunità crea, cioè la comunità stessa».
Un nodo critico resta l’autoconsumo virtuale, oggi al 23%. “Siamo sotto le nostre stime”, ha ammesso Galassi, richiamando il ruolo dei comportamenti di consumo nel determinare i benefici economici.
“Ci sono anche le Cer solidali, parrocchiali e diocesane”
Accanto ai progetti condominiali, Edison sta portando avanti iniziative solidali. “Abbiamo fatto la prima Cer solidale a Roma, che è stata premiata nel 2024 come Cer dell’anno, e la prima Cer solidale a Milano”, ha ricordato Galassi, citando cinque comunità solidali avviate con il Banco dell’Energia. Parallelamente, il gruppo sta sviluppando progetti parrocchiali e diocesani.
Guardando alle comunità energetiche in senso stretto, Galassi le ha definite una naturale evoluzione del modello condominiale. “Le Cer sono un modello migliore dal punto di vista dell’ottimizzazione”, ha spiegato. A differenza dei condomìni, le configurazioni aperte possono crescere nel tempo: “Possiamo farla crescere facendo entrare nuovi impianti fotovoltaici e nuove famiglie”. Una flessibilità che consente anche una gestione più efficiente della produzione: “Nella Cer posso andare a ottimizzare ogni chilowatt che vado a installare”.
Sul piano normativo, Galassi ha richiamato il limite temporale del decreto CER, che oggi consente l’accesso agli incentivi solo agli impianti entrati in esercizio entro il 31 dicembre 2027. “Questo non consente di pianificare nuovi investimenti”, ha osservato. Da qui la proposta di estendere l’orizzonte almeno al 2032 e di distribuire il contingente nazionale dei cinque gigawatt su una finestra temporale più ampia, così da sostenere uno sviluppo ordinato e non concentrato verso la scadenza.
